Sul perché lo sport resta l’ultima lingua universale — e cosa significa per qualsiasi marca che voglia raggiungere il mondo
Luglio è il mese in cui il pianeta rivolge la propria attenzione alle stesse poche cose nello stesso momento.
Questo mese, centinaia di milioni di persone in ogni continente si sono rivolte agli stessi eventi, hanno provato la stessa tensione, hanno celebrato gli stessi momenti — spesso nello stesso istante. La Coppa del Mondo FIFA si è appena conclusa tra Stati Uniti, Canada e Messico: la prima con 48 nazioni, 104 partite, 16 città ospitanti, un torneo costruito per raccogliere quanto più mondo possibile in un singolo evento. Wimbledon ha incoronato i suoi campioni sul Centre Court, dove Jannik Sinner ha difeso il proprio titolo in una finale seguita in ogni angolo del globo. La Formula 1 e la MotoGP hanno raggiunto il cuore delle rispettive stagioni, con ogni campionato in bilico sul filo del rasoio mentre l’estate avanza.
Sport diversi. Paesi diversi. Pubblici diversi. Un unico istinto condiviso.
Lavoro dentro e attorno a questo settore da più di trent’anni, e torno spesso a una semplice osservazione: ciò che il mondo sta davvero facendo a luglio non è semplicemente guardare lo sport. È raccogliersi attorno ad esso. In un momento frammentato, distratto, infinitamente diviso — un momento in cui la nostra attenzione è tirata in mille direzioni e quasi nulla viene vissuto da tutti nello stesso istante — lo sport resta una delle pochissime cose che ancora uniscono le persone in tempo reale. Produce ancora il collettivo trattenere il fiato. Il boato condiviso. Il senso di appartenere a qualcosa di più grande di sé. Le persone si rivolgono allo sport per le stesse ragioni di sempre: passione, emozione, appartenenza, e la gioia pura e senza complicazioni di guardare qualcosa di straordinario accadere dal vivo, senza copione e senza un finale garantito.
Quest’ultimo punto conta più di quanto sembri. Viviamo in un’epoca di contenuti on-demand infiniti, di algoritmi che offrono a ciascuno di noi una versione leggermente diversa del mondo. Lo sport resiste a quella frammentazione. Quando Sinner e Zverev sono entrati sul Centre Court, quando la Coppa del Mondo è arrivata alle sue fasi finali, quando una griglia di partenza di un Gran Premio si forma una domenica pomeriggio, milioni di persone stanno vivendo la stessa esperienza nello stesso momento. Sono rimaste pochissime cose, nella vita moderna, capaci di farlo ancora. Lo sport è la più potente tra queste.
Questo è il contesto che credo ogni marca dovrebbe comprendere — ed è la ragione per cui esiste il nostro lavoro.
Il potere commerciale dello sport non è mai venuto dal logo sulla maglia o dallo striscione a bordo pista. Viene dall’emozione che lo circonda. Quando una marca si colloca dentro lo sport, si colloca dentro una delle ultime autentiche sorgenti di sentimento umano condiviso — un sentimento autentico, non fabbricato, impossibile da replicare attraverso qualsiasi altro canale. Non puoi comprare artificialmente l’accesso a quell’emozione. Non puoi fabbricarla in una riunione di marketing. Puoi soltanto guadagnarti un posto al suo interno, e poi onorare il posto che ti sei guadagnato. È una proposta molto diversa da gran parte di ciò che l’industria del marketing vende, ed è precisamente il motivo per cui lo sport resta così prezioso per le marche che lo comprendono.
Il motorsport occupa una posizione particolare in questo panorama, e dopo tre decenni resto convinto che sia uno dei più avvincenti in assoluto. La Formula 1, la MotoGP, il Campionato del Mondo Endurance e gli altri combinano l’intensità emotiva dello sport dal vivo con qualcosa che poche altre discipline possono offrire.
Un calendario davvero globale, che viaggia da un continente all’altro lungo tutto l’anno, invece di concentrarsi in un’unica finestra di torneo. Una connessione profonda con la tecnologia, l’ingegneria e l’innovazione, che permette a una marca di associarsi non soltanto all’emozione ma al progresso. E un flusso continuo di contenuti — tra broadcast, digitale e social — che vive a lungo dopo che la bandiera a scacchi è calata. Per una marca, quella combinazione non è semplicemente reach. È reach avvolta nel significato, consegnata a un pubblico che presta un’attenzione piena, volontaria, emotivamente coinvolta.
Quest’ultima qualità — l’attenzione volontaria — è la merce più rara nel marketing di oggi. Il pubblico non è mai stato così bravo a evitare la pubblicità. La salta, la blocca, la scorre via, paga per rimuoverla. Ma non salta lo sport che ama. Ci si immerge. Lo cerca. Organizza i propri fine settimana attorno ad esso. Una marca che si guadagna un posto dentro quell’attenzione non sta interrompendo il pubblico. Lo sta accompagnando attraverso qualcosa a cui tiene davvero.
In RTR Sports Marketing abbiamo trascorso più di trent’anni aiutando le marche a trovare il proprio posto dentro quell’emozione. Alcune arrivano già sapendo esattamente cosa vogliono. Altre vengono da noi semplicemente intuendo che lo sport potrebbe fare qualcosa per loro, senza ancora sapere come. In ogni caso, il punto di partenza è lo stesso: comprendere che una sponsorizzazione non è una transazione stampata su una macchina o su una maglia. È un invito ad appartenere a un momento a cui milioni di persone tengono.
Luglio è un promemoria del perché tutto questo conti. In tutto il mondo, questo mese, le persone si sono raccolte — attorno a uno schermo, in uno stadio, sulle tribune di un circuito, su un divano con gli amici — per sentire qualcosa insieme. Quell’istinto è antico quanto lo sport stesso, e non se ne andrà da nessuna parte. Le marche che lo comprendono non cercano visibilità. Cercano di appartenere.
E non c’è mai stato momento migliore per cominciare.
Cordiali saluti,
Riccardo Tafà
Managing Director, RTR Sports Marketing
Riccardo Tafà
Managing Director di RTR Sports, Riccardo si è laurea in giurisprudenza all'Università di Bologna. Inizia la sua carriera a Londra nelle relazioni pubbliche, poi si sposta nel settore delle due e quattro ruote. Si trasferisce brevemente a Monaco prima di tornare in Italia. Lì fonda RTR, prima una società di consulenza e poi un'azienda di marketing sportivo che, alla fine, trova una nuova e definitiva sede a Londra.
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Riccardo Tafà
Managing Director di RTR Sports, Riccardo si è laurea in giurisprudenza all'Università di Bologna. Inizia la sua carriera a Londra nelle relazioni pubbliche, poi si sposta nel settore delle due e quattro ruote. Si trasferisce brevemente a Monaco prima di tornare in Italia. Lì fonda RTR, prima una società di consulenza e poi un'azienda di marketing sportivo che, alla fine, trova una nuova e definitiva sede a Londra.
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Perché scegliere RTR Sports Marketing
In un’epoca in cui è possibile arrivare ovunque con un clic, è forte la tentazione di rivolgersi direttamente a team e proprietà per progetti di sponsorizzazione.
Così facendo siamo convinti di accorciare la catena del valore, risparmiando tempo e denaro. Tuttavia questi metodi DYI sono tutt’altro che esenti da rischi e quello che inizialmente sembra essere un vantaggio competitivo si trasforma presto in un problema difficilmente risolvibile. Ecco perché ci sono le agenzie. Ed è per questo che dovresti affidarti a noi per le tue sponsorizzazioni.
Le attivazioni sono il cuore pulsante
Le attivazioni sono il vero cuore della sponsorizzazione sportiva. Senza di esse, rimane solo un’adesivo vuoto su una moto, una macchina o una divisa e nessun contatto con il pubblico, nessun legame emozionale, nessun impatto sulla bottom line. E allora come si fa? Di certo non saranno i team o gli atleti ad aiutarvi a sfruttare la sponsorship e a farvi godere dei tanti diritti di marketing che avete pagato. Per tirare fuori il meglio da un progetto di marketing sportivo vi serve un’agenzia che sappia utilizzare la sponsorship per coinvolgere la fanbase sul web, per arrivare nei Centri Commerciali, per organizzare hospitality, per sviluppare possibilità di B2B e B2C e per portare i “vostri” atleti di fronte a milioni di potenziali consumatori.
Le informazioni giuste, la scelta giusta
Lo sport è una passione immensa e per i nostri colori del cuore saremmo disposti a fare di tutto. Ma il business è un affare diverso ed è importante prendere le migliori decisioni strategiche possibili basandosi su ricerche indipendenti, statistiche e dati affidabili. Un’agenzia di marketing sportivo e di sponsorizzazioni sportive come RTR ha un quadro obiettivo e a 360° dello scenario ed è in grado di dirvi cosa è davvero meglio per voi: quale sport, quale atleta, quale squadra. Questo perchè siamo in possesso di un gran numero di dati e informazioni su ascolti, segmentazione e attitudini. Perchè i numeri non mentono. Mai.
Misurazioni obiettive per un ritorno certo
Andreste mai dal concessionario che vi ha venduto l’auto per chiedere se la macchina della concorrenza è migliore? No, ovviamente. Quindi, come pensate di ottenere misurazioni certe dell’efficacia della vostra sponsorizzazione se non vi affidate a qualcuno di super partes? Noi di RTR collaboriamo da sempre con agenzie terze indipendenti che ci permettono di conoscere il ritorno di ogni esposizione del vostro marchio in TV e sui media. Inoltre, crediamo nel calcolo del ROI come misura ultima del vostro successo: così sappiamo dirvi per ogni centesimo speso quanti ne state guadagnando.
Risparmiate tempo e denaro
Quando ci si avvicina per la prima volta ad una sponsorizzazione o a un progetto di marketing sportivo è difficile conoscere immediatamente quali siano gli interlocutori corretti, quale il flow decisionale e quali le giuste tempistiche per ogni processo. Lo sport è un ambito d’azione molto specialistico e inserirsi efficacemente nei suoi percorsi può richiedere un sacco di tempo e quindi di denaro. Noi invece conosciamo referenti e ambiti d’azione e sappiamo con chi parlare, quando e in che modo. Così anche voi siete più efficaci.
Sedetevi, rilassatevi, ci pensiamo noi
Da più di 30 anni ci occupiamo di sponsorizzazioni sportive e di marketing sportivo. Siamo consulenti, nel senso che il nostro obiettivo è quello di massimizzare il vostro investimento, ma siamo anche un’agenzia che gestisce il progetto dall’inizio alla fine. Lo facciamo dal 1995 con passione e professionalità, seguendo tre principi che sono diventati cardine della nostra attività: indipendenza, verticalità e trasparenza.
Conosco e lavoro con Riccardo Tafà dal 1995, quando per la prima volta abbiamo collaborato insieme ad un progetto per il Team Williams di Formula 1. Da allora abbiamo sviluppato molti altri accordi. Dopo avere lasciato Williams per lavorare con Gerhard Berger alla scuderia Toro Rosso, mi sono rivolto nuovamente a Riccardo per trovare un fornitore di utensili per il team, e Riccardo ha risposto positivamente con un'introduzione ad USAG: la partnership fra USAG e Toro Rosso sarebbe poi durata ben cinque anni. Di recente ho assunto il ruolo di Group Commercial Director per la prestigiosa squadra Andretti Autosport e mi trovo nuovamente a lavorare con Riccardo su una quantità di interessanti progetti. Perchè dunque questa collaborazione dura da così tanto? È un uomo capace, conosce egregiamente il lato commerciale dello sport ed è onesto e affidabile. Riccardo Tafà è un uomo del fare, più che del parlare: in oltre 20 anni non ho mai avuto uno screzio con lui o con una delle aziende che mi ha presentato. Inoltre, ciascuna delle partnership ha generato un ROI notevole sia per lo sponsor che per la parte sportiva. Non riesco a pensare a nessuna migliore testimonianza di questa per descrivere il lavoro di Riccardo.
Jim Wright
Group Commercial Director
Da oltre 10 anni lavoriamo con RTR Sport, gli obiettivi e i programmi di collaborazione continuano a rinnovarsi e a crescere con grande soddisfazione da parte nostra. Personalmente considero RTR una squadra di grandi professionisti capitanata da Riccardo Tafà che considero abbia competenze eccezionali e una sviscerata passione per il proprio lavoro.
Lucio Cecchinello
Team Principal
Vorrei porre in rilievo che tra le qualità di RTR c’è la sua grande abilità nell’approcciarsi strategicamente allo scenario delle sponsorizzazioni, connessa ad un modo di fare appassionato, una enorme volontà di risolvere i problemi, e una robusta professionalità.
Gianluca Degliesposti
Executive Director Server&Storage EMEA
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