Tutta la civiltà contadina ha sempre rispettato i ritmi della natura; per questo motivo ho sottoscritto con convinzione il manifesto dello Slow Food.
Francesco Guccini, cantautore
Con queste parole Francesco Guccini firmava il manifesto di Slow Food alla fine degli anni Ottanta. Ma il legame tra Slow Food e, in particolare con Carlo Petrini, risalgono a tanto tempo prima. Con i concerti gratis per sostenere Radio Bra Onde Rosse o la sua presenza a Cantè j’Evu. E poi gli anni goliardici del club Tenco, la partecipazione al congresso di Slow Food Italia, sempre sul palco dell’Ariston, nel 2006, per arrivare alle tante visite a Terra Madre e a Cheese e infine il forte legame con l’Università di Scienze Gastronomiche. Lo avvicinava a Slow Food la convinzione “Che la terra vuole essere rispettata. Che i contadini devono essere rispettati. I prezzi devono essere controllati e giusti. I messicani che producono mais non possono morire di fame per colpa del mais transgenico.” (da La Repubblica)
Oggi Francesco Guccini ci ha lasciati, è scomparsa una delle figure più carismatiche del panorama cantautorale italiano. Un intellettuale e scrittore che ha saputo leggere la società e i suoi cambiamenti con lucidità visionaria. Il poeta e cantore della vita quotidiana. Una persona dalla “schiena dritta” si dice tra i contadini, quel mondo che ha sempre amato e ricercato, consapevole di trovarsi davanti a una cultura con la C maiuscola. Quel mondo con cui dialogava e di cui viveva i ritmi lenti, nella sua Pàvana (sull’Appenino Tosco-Emiliano).
Oggi perdiamo una figura che ha segnato la crescita di diverse generazioni, una delle voci più importanti del Novecento, capace di unire l’impegno politico all’arte alla poesia e anche alla goliardia. Che ha saputo denunciare l’omologazione culturale e l’avanzata del consumismo a scapito degli ultimi e della giustizia sociale. Ha sempre lottato con i suoi testi contro le disuguaglianze, le guerre e lo sfruttamento.
La comunità di Slow Food perde un amico prezioso, una persona con cui ha condiviso tante tappe. Una presenza discreta, che ha sempre risposto presente quando lo si chiamava. Se ne va a pochi giorni dal suo amico Carlo Petrini con cui aveva condiviso tante battaglie e tanti momenti felici.
Slow Food si stringe attorno alla sua famiglia.
La terra ti sia lieve. Ciao Francesco
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