FER X, dal 7 agosto 2026 il nuovo decreto sulle rinnovabili è in vigore: guida completa alle novità - ZeroEmission.eu

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Con l’entrata in vigore del Decreto FER X, l’Italia inaugura il nuovo sistema di incentivazione destinato agli impianti alimentati da fonti rinnovabili mature, destinato ad accompagnare il Paese fino al raggiungimento degli obiettivi energetici del 2030.

Il provvedimento, firmato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, è stato pubblicato dopo il via libera della Commissione europea, che lo scorso 8 giugno ne ha riconosciuto la compatibilità con le norme sugli aiuti di Stato, e dopo la registrazione della Corte dei Conti. Dal 7 agosto 2026 il decreto è ufficialmente operativo.

Il nuovo FER X sostituisce il precedente regime transitorio e rappresenta uno degli strumenti principali attraverso cui il Governo intende accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili previste dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), favorendo investimenti in tecnologie ormai prossime alla piena competitività di mercato.

Cos’è il Decreto FER X

Il Decreto FER X definisce il nuovo meccanismo di supporto destinato agli impianti che producono energia elettrica da fonti rinnovabili mature.
L’obiettivo è sostenere la realizzazione di nuovi impianti attraverso un sistema di incentivi economicamente sostenibile, capace di accompagnare il mercato verso una progressiva riduzione della dipendenza dagli aiuti pubblici, mantenendo al tempo stesso la competitività degli investimenti.

Il provvedimento riguarda esclusivamente tecnologie ormai consolidate:

  • impianti fotovoltaici;
  • impianti eolici;
  • impianti idroelettrici;
  • impianti per il trattamento dei gas residuati dai processi di depurazione.

Una delle novità riguarda anche l’apertura agli impianti situati in altri Stati membri dell’Unione Europea, oppure in Paesi terzi confinanti con l’Italia che abbiano accordi di libero scambio con l’UE, purché esportino fisicamente l’energia prodotta verso il sistema elettrico nazionale.

Un piano da 37,15 GW per accelerare la transizione energetica

Il cuore del decreto è rappresentato dal contingente massimo di nuova capacità incentivabile.
Complessivamente il FER X mette a disposizione 37,15 GW di nuova potenza installabile entro il 31 dicembre 2030.

Di questi:

Tecnologia Contingente
Eolico 16,5 GW
Fotovoltaico 10 GW
Idroelettrico 0,63 GW
Gas residuati da depurazione 0,02 GW

Accanto a questi contingenti destinati alle procedure competitive, il decreto riserva inoltre 10 GW agli impianti fino a 1 MW che potranno accedere direttamente al meccanismo di sostegno, senza partecipare alle aste.
L’intero sistema rimarrà operativo fino al 31 dicembre 2030, oppure fino all’esaurimento dei contingenti disponibili.
Per gli impianti in accesso diretto il meccanismo terminerà anche qualora venga raggiunto anticipatamente il limite nazionale di 10 GW installati.

Due modalità di accesso agli incentivi

Il Decreto FER X prevede due differenti modalità di accesso agli incentivi, distinte in base alla potenza dell’impianto: una procedura semplificata per gli impianti di piccola taglia e un sistema di aste competitive per quelli di maggiore potenza.

Accesso diretto per gli impianti fino a 1 MW

Gli impianti con una potenza pari o inferiore a 1 MW possono accedere direttamente al meccanismo di sostegno, senza partecipare alle procedure competitive gestite dal GSE.

Per ottenere gli incentivi è comunque necessario soddisfare una serie di requisiti previsti dal decreto. In particolare, gli impianti devono:

  • aver avviato i lavori successivamente all’entrata in vigore del Decreto FER X;
  • rispettare il principio DNSH (Do No Significant Harm) e tutti i requisiti ambientali previsti dalla normativa;
  • essere conformi alle prescrizioni tecniche in materia di qualità e sicurezza della rete elettrica;
  • risultare registrati sul portale GAUDÌ di Terna;
  • presentare al GSE la richiesta di accesso agli incentivi entro 180 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto.

Per gli impianti fino a 200 kW, inoltre, il GSE provvederà direttamente al ritiro e alla vendita dell’energia prodotta, riconoscendo una tariffa omnicomprensiva per un periodo di vent’anni.

Procedure competitive per gli impianti oltre 1 MW

Gli impianti con una potenza superiore a 1 MW accederanno invece agli incentivi attraverso procedure competitive pubbliche organizzate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Le gare saranno interamente telematiche e si svolgeranno nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità, parità di trattamento e non discriminazione.

Prima di poter partecipare alle aste, gli operatori dovranno ottenere una qualifica preliminare rilasciata dal GSE e presentare una manifestazione di interesse, secondo le modalità che saranno definite nelle prossime regole operative del Gestore.

Per gli impianti di potenza superiore a 200 kW, il sostegno economico sarà riconosciuto attraverso un Contratto per Differenza (CfD) a due vie, che confronterà il prezzo di aggiudicazione con il prezzo dell’energia sul Mercato del Giorno Prima, garantendo una maggiore stabilità economica agli investimenti.

Il sistema di incentivazione

Il FER X conferma un modello già diffuso a livello europeo, differenziando il meccanismo di remunerazione in funzione della dimensione dell’impianto.

Impianti fino a 200 kW

Per gli impianti più piccoli il GSE provvede direttamente al ritiro e alla vendita dell’energia prodotta, riconoscendo una tariffa omnicomprensiva garantita per vent’anni.

Impianti oltre 200 kW

Per gli impianti di maggiore potenza entrerà invece in funzione il sistema dei Contratti per Differenza (CfD) a due vie.

In pratica il prezzo riconosciuto all’impianto verrà confrontato con il prezzo dell’energia sul Mercato del Giorno Prima.

  • Se il prezzo di mercato sarà inferiore al prezzo di aggiudicazione, il GSE riconoscerà la differenza al produttore.
  • Se invece il prezzo di mercato sarà superiore, sarà il produttore a restituire la differenza al GSE.

Questo sistema garantisce maggiore stabilità economica agli investimenti limitando al tempo stesso l’esposizione della finanza pubblica alle oscillazioni dei mercati energetici.

Le novità del Decreto FER X 2026

Rispetto al precedente regime transitorio, il Decreto FER X definitivo non si limita ad aumentare i contingenti disponibili o a prolungare la durata degli incentivi fino al 2030.

Il provvedimento recepisce infatti le nuove politiche industriali europee contenute nel Net-Zero Industry Act (NZIA), modificando profondamente il modo in cui verranno assegnati gli incentivi.

L’obiettivo non è più soltanto installare nuovi impianti rinnovabili, ma favorire la crescita di una filiera europea più resiliente, sicura e meno dipendente da fornitori esterni, premiando al tempo stesso i progetti con maggiore qualità tecnica e valore strategico.

Le aste non premieranno più soltanto il prezzo

Una delle principali innovazioni riguarda le procedure competitive dedicate agli impianti fotovoltaici ed eolici superiori a 1 MW.

Il decreto stabilisce infatti che almeno il 30% del contingente annuale destinato a queste tecnologie dovrà essere assegnato attraverso procedure che, oltre al prezzo, terranno conto anche di criteri qualitativi.

Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al passato, quando il principale elemento di valutazione era rappresentato quasi esclusivamente dal ribasso economico offerto in gara.

Con il FER X definitivo entrano invece in gioco numerosi parametri aggiuntivi che mirano a premiare i progetti maggiormente in linea con gli obiettivi industriali europei.

I nuovi criteri di preselezione

Per poter partecipare a queste procedure “NZIA”, gli operatori dovranno dimostrare il rispetto di specifici requisiti.

Tra i principali criteri di preselezione figurano:

  • condotta responsabile dell’impresa in materia di sostenibilità;
  • rispetto dei principi ESG;
  • capacità tecnica e organizzativa di realizzare il progetto nei tempi previsti;
  • requisiti di cybersicurezza;
  • contributo alla resilienza della filiera produttiva;
  • origine dei principali componenti dell’impianto.

L’intento è evitare che le aste vengano vinte esclusivamente da progetti economicamente competitivi ma privi di adeguate garanzie sotto il profilo industriale o della sicurezza delle infrastrutture energetiche.

Più attenzione alla provenienza dei componenti

Uno degli aspetti più discussi del nuovo FER X riguarda l’origine della componentistica utilizzata negli impianti.

Pur senza introdurre un divieto esplicito nei confronti dei prodotti provenienti da specifici Paesi, il decreto recepisce il principio europeo della resilienza della filiera, attribuendo maggiore valore ai progetti che riducono la dipendenza da mercati dominanti.

Per il settore fotovoltaico, i criteri riguardano in particolare:

  • moduli fotovoltaici;
  • celle;
  • inverter;
  • almeno un ulteriore componente strategico individuato dalla normativa europea.

Per gli impianti eolici, l’attenzione si concentra invece sull’origine delle turbine e dei principali gruppi propulsori.

L’obiettivo è rafforzare progressivamente la competitività della filiera industriale europea e aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti tecnologici.

Cybersicurezza e sicurezza delle infrastrutture

Tra le novità compare anche un tema finora poco presente nei meccanismi incentivanti: la cybersicurezza.

Le procedure competitive dovranno infatti considerare anche gli aspetti legati alla sicurezza dei dati, al controllo dei sistemi e all’affidabilità delle tecnologie utilizzate.

La crescente digitalizzazione degli impianti di produzione rende infatti sempre più rilevante la protezione delle infrastrutture energetiche da possibili minacce informatiche.

Si tratta di un elemento che recepisce direttamente gli indirizzi strategici europei in materia di sicurezza energetica e infrastrutture critiche.

Accumulo energetico e flessibilità della rete

Il FER X introduce inoltre importanti incentivi indiretti allo sviluppo dei sistemi di accumulo.

Nelle procedure competitive saranno infatti premiati i progetti che integrano batterie o altri sistemi di storage con una potenza nominale pari ad almeno il 25% della potenza dell’impianto.

L’obiettivo è aumentare la flessibilità del sistema elettrico nazionale e migliorare l’integrazione delle fonti rinnovabili non programmabili.

Verranno inoltre valorizzati i progetti capaci di:

  • trasferire energia tra differenti vettori energetici;
  • contribuire alla stabilità della rete;
  • favorire l’integrazione con reti termiche;
  • supportare la produzione di vettori energetici alternativi.

Questi criteri rappresentano uno dei principali elementi di innovazione introdotti dal FER X rispetto ai precedenti sistemi incentivanti.

I prezzi di esercizio

Il decreto stabilisce anche i prezzi di esercizio che costituiscono la base economica del sistema incentivante.

Le tariffe sono differenziate in funzione della tecnologia:

Tecnologia Prezzo di esercizio
Fotovoltaico 80 €/MWh
Eolico 85 €/MWh
Gas residuati da depurazione 85 €/MWh
Idroelettrico 90 €/MWh

Per gli impianti assegnatari tramite asta, il prezzo finale sarà determinato applicando il ribasso offerto rispetto alla base prevista dal decreto.

Per gli impianti in accesso diretto, invece, i prezzi di aggiudicazione saranno definiti da ARERA, tenendo conto dell’effettivo costo degli investimenti.

Un sistema destinato ad evolversi

Il FER X introduce infine un importante meccanismo di monitoraggio.

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