Se investi in ambito finanziario, saprai bene che la pressione fiscale sulle plusvalenze (il cosiddetto capital gain) può erodere una fetta consistente dei tuoi profitti. In Italia l’aliquota ordinaria sulle rendite finanziarie è fissata al 26%.
Molti investitori scelgono quindi di trasferire la propria residenza fiscale all’estero con l’obiettivo dell’ottimizzazione dei propri investimenti finanziari.
Ma quali sono gli Stati migliori in cui trasferirsi per azzerare o ridurre drasticamente le tasse sul capital gain nel 2026?
Scopriamo insieme le mete più interessanti in Europa e nel mondo, analizzando vantaggi e requisiti di legge.
La mappa del capital gain in Europa: dove non si pagano tasse sulle plusvalenze?
Alcuni Stati del continente europeo offrono l’esenzione totale sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di azioni e asset finanziari, a patto che l’attività non sia considerata come professionale.
Slovacchia
Se un privato vende azioni, obbligazioni o fondi quotati su un mercato regolamentato (es. ETF, azioni su borse valori riconosciute), il guadagno è totalmente esente da imposte se i titoli sono stati detenuti per più di un anno prima della vendita.
Repubblica Ceca
Il fisco ceco azzera le tasse sulle plusvalenze attraverso un meccanismo temporale. I guadagni derivanti dalla vendita di azioni ed ETF sono esenti allo 0% se i titoli vengono detenuti per almeno 3 anni prima di essere liquidati. Per le quote di società non quotate il vincolo sale a 5 anni. Se vendi prima di queste scadenze, il profitto viene integrato nel reddito ordinario.
Grecia
Le plusvalenze sono esenti allo 0% su tutti gli ETF e i fondi comuni armonizzati europei (UCITS). L’esenzione totale si applica anche ai guadagni su azioni quotate in mercati regolamentati, a patto che la partecipazione del privato sia inferiore allo 0,5% del capitale della società.
Svizzera
La Svizzera è la meta storica per la tutela patrimoniale: nel Paese elvetico, le plusvalenze generate dalla vendita di titoli mobiliari (come le azioni) da parte di investitori privati sono completamente esenti da imposte.
La condizione è di non essere qualificato come trader professionista dalle Autorità fiscali cantonali. Se investi il tuo patrimonio personale per scopi di gestione ordinaria, il tuo capital gain è tax-free.
Lussemburgo
Nel Granducato di Lussemburgo, le plusvalenze su titoli finanziari sono esenti da tassazione a patto che l’investitore non detenga una partecipazione sostanziale (superiore al 10%) nella società e che i titoli siano stati posseduti per almeno 6 mesi prima della vendita.
Principato di Monaco
Il Principato di Monaco è noto per non applicare alcuna tassazione sul reddito delle persone fisiche e di conseguenza nessuna tassa sul capital gain (fatta eccezione per i cittadini francesi, soggetti ad accordi bilaterali specifici). Per trasferirsi è necessario dimostrare un’elevata disponibilità finanziaria e l’affitto o l’acquisto di un immobile nel Principato.
Andorra
Questo piccolo Principato situato tra Spagna e Francia é diventato un forte polo d’attrazione per trader, sportivi e influencer. Andorra applica un’imposta fissa molto bassa sui redditi (10%) e prevede l’esenzione totale (0%) sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di azioni e partecipazioni societarie quotate.
E fuori dall’Europa? Ecco alcuni Paesi: “0% su tutto”
Ci sono giurisdizioni che hanno costruito la propria economia sull’assenza di imposte dirette. In questi Paesi non solo non si paga il capital gain, ma non esiste alcuna imposta sul reddito delle persone fisiche.
Emirati Arabi Uniti
Gli EAU sono diventati uno degli hub più desiderati al mondo da imprenditori e investitori. Per le persone fisiche, l’aliquota sulle plusvalenze personali e sui redditi da lavoro è dello 0%. I capital gain derivanti da investimenti personali (azioni, immobili, criptovalute) restano completamente tax-free.
Isole Cayman
Un grande classico dei Caraibi: le Isole Cayman non applicano alcuna imposta sul reddito delle persone fisiche, niente tasse sul reddito, sulle plusvalenze, sulle donazioni o sulle successioni. Per ottenere la residenza fiscale è però necessario soddisfare requisiti di investimento significativi nel Paese.
Bahamas
Proprio come le Cayman, le Bahamas detengono una storica politica di zero tasse per le persone fisiche. L’accesso alla residenza permanente è regolato da requisiti specifici come l’acquisto di una abitazione in loco.
Qatar
Non applica alcuna imposta sul reddito delle persone fisiche, sul capital gain e sulle successioni. Non ha ancora implementato una tassazione sul valore aggiunto (IVA) per i residenti.
Bahrain
È considerato uno dei Paesi più accessibili del Golfo per gli expat. Offre visti di residenza legati all’acquisto di proprietà immobiliari e applica lo 0% su plusvalenze e reddito personale.
Arabia Saudita, Kuwait e Oman
Anch’essi non tassano le plusvalenze personali e i redditi dei residenti stranieri non commerciali.
Mauritius
Situata nell’Oceano Indiano è una giurisdizione a bassa fiscalità molto popolare. Ha un’imposta sul reddito delle persone fisiche piuttosto bassa (15%) e non applica alcuna tassa sul capital gain per i residenti, rendendola una meta ambita anche per i nomadi digitali e pensionati.
Hub finanziari a tassazione territoriale: ZERO tasse su redditi esteri
Questi Stati adottano il principio della tassazione territoriale: tassano solo i redditi prodotti all’interno del loro territorio, lasciando esenti quelli generati all’estero. Inoltre, di seguito troverai elencati degli Stati, anche europei, che escludono esplicitamente le plusvalenze mobiliari dalla tassazione per privati.
Cipro
Su azioni, obbligazioni ed ETF non si applica alcuna tassa: le plusvalenze per le persone fisiche sono allo 0% senza alcun vincolo di tempo. Questa esenzione totale si applica a tutti i residenti e, combinata con lo status di Non-Domiciled (Non-Dom), azzera anche le imposte sui dividendi esteri. L’esenzione allo 0% non copre le criptovalute (tassate all’8%) e gli immobili locali.
Malta
Per chi si trasferisce con lo status di residente non domiciliato (Non-Dom), Malta offre un enorme vantaggio: i capital gain su azioni ed ETF generati all’estero sono totalmente esenti (0%). Inoltre, sono sempre esenti allo 0% le plusvalenze sui titoli quotati presso borse valori regolamentate.
Singapore
Singapore non applica alcuna tassa sul capital gain per gli individui. È una meta d’élite per la qualità della vita, le infrastrutture e la sicurezza.
Hong Kong
Come Singapore, Hong Kong è un pilastro della finanza asiatica che adotta la tassazione territoriale e non applica imposte sul capital gain per investimenti personali in azioni, obbligazioni o criptovalute.
Malesia
In Asia, la Malesia applica un sistema territoriale simile a quello di Singapore. Le plusvalenze derivanti dalla vendita di azioni e titoli finanziari personali all’estero o sul mercato locale non sono tassate per gli individui.
Una sorpresa: la Nuova Zelanda
La Nuova Zelanda rappresenta un caso unico tra i Paesi sviluppati dell’OCSE. Storicamente, non applica un’imposta generale sul capital gain per i privati, ma a determinate condizioni.
L’esenzione infatti salta se l’Autorità fiscale dimostra che l’asset è stato acquistato con l’intento specifico di rivenderlo a scopo speculativo a breve termine (o se si rientra in regole specifiche per gli immobili residenziali).
Confronto rapido: le aliquote sul capital gain nel mondo
| PAESE | ALIQUOTA CAPITAL GAIN (privati) |
| Svizzera | 0% (gestione ordinaria) |
| Cipro | 0% (per tassazione territoriale) |
| Malta | 0% (per tassazione territoriale) |
| Lussemburgo | 0% (dopo 6 mesi di possesso) |
| Slovacchia | 0% (dopo 1 anno di possesso) |
| Repubblica Ceca | 0% (dopo 3 anni di possesso) |
| Emirati Arabi Uniti | 0% (per tassazione territoriale) |
| Singapore | 0% (per tassazione territoriale) |
| Hong Kong | 0% (per tassazione territoriale) |
|
Principato di Monaco |
0% (per tassazione territoriale) |
| Malesia | 0% (per tassazione territoriale) |
| Nuova Zelanda | 0% (salvo intenti speculativi) |
| Grecia | 0% |
| Isole Cayman | 0% |
|
Bahamas |
0% |
| Andorra | 0% |
| Oman | 0% |
| Arabia Saudita | 0% |
| Qatar | 0% |
| Bahrein | 0% |
| Kuwait | 0% |
| Mauritius | 0% |
| Italia | 26% |
Attenzione alla residenza fiscale italiana e alla “black list”
L’Agenzia delle Entrate monitora con estrema attenzione i trasferimenti di residenza all’estero per contrastare quelli fittizi. Ai sensi dell’art. 2 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), un contribuente è considerato fiscalmente residente in Italia se, per la maggior parte dell’anno (almeno 183 giorni), soddisfa anche uno solo di questi criteri alternativi:
- Presenza fisica nel territorio nazionale (anche non continuativa e calcolando le frazioni di giorno);