di Bobo Craxi
Ceuta è la frontiera più avanzata dell’Europa; è una enclave spagnola retaggio dei secoli, praticamente dalla metà del 1600, ceduta dal regno di Portogallo che la conquistò nel 1400 da una dinastia musulmana locale. Di fatto geograficamente è parte del Marocco, che non a caso ne rivendica da tempo la sovranità. In ragione della crescente ondata demografica africana che produce di conseguenza ondate migratorie, i confini vengono varcati spesso generando crisi con lo Stato spagnolo. Quella di queste ore è forse la peggiore crisi migratoria dal 2021, che sta determinando una grave emergenza umanitaria e di sicurezza. Che dietro questo esodo “assistito” vi sia la compiacenza delle stesse autorità marocchine, in lite con il governo spagnolo per via delle questioni territoriali che lo oppongono all’Algeria, è il sospetto di queste ore. Quel che è grave è stato l’atteggiamento del governo italiano che ha indotto una crisi diplomatica con il governo spagnolo per aver invocato la cessazione dell’accordo di Schengen, un atto responsabile non solo perché è rivolto ad un Paese alleato e partner europeo, ma perché appare ignorare del tutto la condizione particolare che interviene sull’enclave spagnola nel continente africano, che non è di libero ed incontrollato transito verso l’Europa. Il Ministro Tajani ed il Governo hanno aperto una questione in modo strumentale, inseguiti dal fantasma di Vannacci, scrivendo una brutta, bruttissima pagina con incompetenza e manifesta disumanità.