Ci sono libri che dopo un po’ smetti di leggere e cominci a citare a memoria, per noi di Elastica Stranalandia di Stefano Benni e Pirro Cuniberti è uno di questi.
La scorsa estate ha acceso la nostra fantasia e ci ha fatto immaginare la maratona di lettura che per una sera ha trasformato Piazza Maggiore a Bologna in un pezzo di quell’isola pazza. Ma un capolavoro non si esaurisce in un giorno: continua a lavorarti dentro e a farti immaginare altre forme in cui quella storia può tornare a vivere. E così è stato: il 9 settembre, nel primo anniversario dalla scomparsa di Stefano Benni, porteremo in scena UN LUPO IN PARADISO. Benvenuti a Stranalandia al Festivaletteratura. E questa volta abbiamo affidato il racconto alla voce di un amico fraterno del Lupo, Daniel Pennac.
L’appuntamento è per mercoledì 9 settembre, alle ore 21.30, nella Tensostruttura Centrale, in Piazza Castello a Mantova.
Per capire cosa sia davvero questo progetto, bisogna tornare indietro di poco più di un anno. L’11 giugno 2025, in occasione della riedizione di Feltrinelli de I meravigliosi animali di Stranalandia a quarant’anni di distanza dalla prima pubblicazione, Elastica ha trasformato Piazza Maggiore nel palcoscenico di Viaggio a Stranalandia, chiamando sul palco decine di voci amiche di Benni e Cuniberti tra cui Angela Finocchiaro, Alessandro Bergonzoni, Michele Serra, Paolo Rossi, Daniel Pennac, Claudio Bisio, Alessandro Baricco e molti altri. Non un omaggio, ma un atto d’amore per un’isola letteraria che ci apparteneva già da tempo, ben prima che diventasse un progetto da mettere in scena.
Poi, a settembre 2025, Bologna ha salutato il suo scrittore. E Daniel Pennac, in quell’occasione, non lo ha raccontato come un monumento, né come una statua: lo ha descritto come uno psicanalista gentile che, in paradiso, continua a ricevere nel suo studio tutti gli animali feriti del nostro tempo – la formica individualista, il cane che non riconosce più l’odore del padrone, la iena che ride sempre nel momento sbagliato, perfino un Dio depresso per colpa dell’animale più confuso di tutti, l’uomo. Un luogo dove l’assurdo non è evasione ma diagnosi, dove la fantasia funziona come una terapia collettiva.
Ma un’eredità, per restare viva, non si custodisce: si rimette in gioco. Ed è qui che secondo noi si misura davvero il lavoro di chi non si limita alla produzione di eventi, ma sa riconoscere quando un progetto ha ancora margine di crescita, quando una storia raccontata una volta può essere raccontata di nuovo, in una forma diversa, con una voce diversa. Non si trattava di replicare Piazza Maggiore, ma di capire che quel primo Viaggio a Stranalandia non fosse un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso, e che il modo più autentico per onorare Benni un anno dopo era rimettere in scena non la sua assenza, ma la sua fantasia, affidandola a chi quella fantasia l’ha conosciuta da vicino, l’amico di una vita Daniel Pennac.
Per arrivare al debutto mantovano. Elastica ha seguito il progetto in ogni sua fase: dall’idea di Francesca Parisini e Brunella Torresin, alla costruzione di una co-produzione italo-francese con CompagnieMia; dal coordinamento dei testi originali firmati da Pennac, Clara Bauer, Pako Ioffredo e Ximo Solano all’impianto grafico a cura di Carmen Manti per Elastica che ha fatto prendere vita ai disegni originali di Pirro Cuniberti fino alla cura dei rapporti con l’Archivio Pirro Cuniberti e Feltrinelli Editore, che avevano già accompagnato la tappa bolognese. Un lavoro che tiene insieme il rigore della produzione – casting, contenuti, regia, calendario – e la delicatezza necessaria a trattare la memoria di un autore appena scomparso senza mai scivolare nella retorica.
Il lupo, raccontava Pennac, non cura per guarire: cura per rendere consapevoli. Il prossimo 9 settembre a Mantova non si andrà a commemorare ma a sedersi, ad ascoltare, e forse a confessare qualcosa.