di Giada Fazzalari
A cosa serve la legge Scelba del 1952? Quella, per intenderci, che vieta qualsivoglia forma di riorganizzazione del partito e fascista e l’apologia di fascismo, saluto romano incluso? Ce lo chiediamo provocatoriamente, perché ormai la legge Scelba è una delle leggi più inapplicate della Repubblica. La destra dice che la sinistra è ossessionata dal fascismo, un fenomeno politico di un secolo fa, ma intanto un pezzo consistente della destra non si dichiara apertamente antifascista, in tal modo negando le fondamenta stesse della Costituzione, che nasce come radicale negazione dei principi e dei valori del fascismo e di ogni sua riorganizzazione. I loro argomenti sono sempre gli stessi: il fascismo è un fenomeno passato, ma intanto migliaia e migliaia di cittadini, di militanti e anche di piccoli dirigenti di formazioni post-fasciste più o meno grandi – e potremmo fare un elenco interminabile – inneggiano al duce, fanno il saluto romano, si appellano tra di loro “camerati”, dichiarano apertamente la loro ammirazione per la dittatura: una dittatura che ha ucciso oppositori, annientato garanzie democratiche e causato una delle guerre più cruenti della storia dell’umanità. Processare e arrestare migliaia di persone che ogni giorno fanno il saluto romano in pubblico e inneggiano al duce e alla dittatura in occasioni pubbliche e sui social sarebbe indubbiamente complicato e controproducente, ma allora a cosa serve la legge Scelba? Una pura indicazione o testimonianza giuridico-valoriale? Ce lo chiediamo in giorni nei quali un partito apertamente non ostile alla cultura fascista, e in rapida ascesa nei sondaggi, ha ufficialmente sdoganato parole, riferimenti, pose e riti del dissolto partito fascista. E se qualcuno lo fa notare con preoccupazione, la risposta è sempre la stessa: la sinistra è ossessionata dal fascismo, la sinistra non ha alcun argomento all’infuori dell’antifascismo. Ecco, a costoro vorremmo dire: non siamo noi a essere ossessionati dal fascismo, ma voi con il vostro razzismo, con il vostro odio per immigrati e omosessuali, con il vostro disprezzo per avversari e per chi tenta ogni giorno di far valere valori quali l’inclusione, l’uguaglianza, il rispetto, il pluralismo, il rispetto per le istituzioni democratiche. Ma se la legge Scelba è di fatto una legge-testimonianza, e dunque, in sostanza, inapplicabile e inapplicata, bisogna chiedersi come mai così tanti italiani hanno un’attrazione così forte per il duce e per il fascismo. Da cosa nasce questa clamorosa attrazione per una delle pagine più oscure della nostra storia? Perché si preferisce idealmente la dittatura alla democrazia? Queste non sono questioni oziose di una sinistra priva di argomenti, ma questioni cruciali sulle quali la sinistra ha l’obbligo di un lavoro capillare in ogni sede, perché la difesa della democrazia è una delle prime missioni della sinistra insieme alla difesa della libertà. Non abituiamoci a considerare normale il non dichiararsi antifascisti, l’apologia di fascismo, il saluto romano, il grido “camerati!” e “presente!”. Non siamo noi di sinistra a essere ossessionati dal fascismo: a esserlo sono loro, i nipotini del duce. Combattiamo i nemici della democrazia liberale con le armi della cultura e della politica, perché, purtroppo, la legge Scelba è di difficile applicazione.