Plastica, l’Italia ricicla sempre di più: ora servono nuovi impianti - U.Di.Con Unione per la Difesa dei Consumatori

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L’Italia è tra i Paesi europei più virtuosi nel riciclo della plastica. Ma proprio mentre cresce la raccolta differenziata, la filiera rischia di trovarsi senza abbastanza impianti capaci di selezionare e trattare i rifiuti.

Plastica riciclata nel 2026

Nel primo semestre del 2026 sono state raccolte circa 50 mila tonnellate di plastica in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la capacità di selezione si è ridotta di circa 11.500 tonnellate al mese. Un divario che rischia di mettere sotto pressione l’intero sistema. Il problema riguarda anche i cittadini. Se gli impianti non sono sufficienti o non sono adeguatamente efficienti, aumentano le difficoltà nel gestire correttamente i materiali raccolti, con il rischio di rallentare una filiera che negli ultimi anni ha fatto importanti passi avanti.

Il tema diventa ancora più urgente considerando che, secondo i dati citati da Green&Blue, l’Italia produce circa 61 kg di rifiuti plastici pro capite ogni anno e oltre il 50% degli imballaggi in plastica viene recuperato.

Perché è importante

Riciclare è fondamentale, ma non può essere l’unica risposta. Serve continuare a migliorare la raccolta differenziata, investire negli impianti e rendere più efficiente la filiera, ma anche ridurre il ricorso alla plastica usa e getta e alla produzione di plastica vergine. Per i consumatori questo significa anche poter contare su un sistema di gestione dei rifiuti efficiente, trasparente e uniforme sul territorio, senza che la qualità del servizio dipenda dal luogo in cui si vive.

La transizione verso un’economia più circolare passa anche da qui: produrre meno rifiuti, riciclare meglio e garantire che ciò che viene raccolto possa davvero essere recuperato.

Fonte: Green&Blue

Foto: Pexels

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