Introduzione
Caldo nelle scuole: per risolvere il problema, la Regione Emilia-Romagna intende superare la logica degli interventi d'urgenza predisponendo un piano strutturale, affinché non si ripetano ogni anno i disagi vissuti durante i mesi più afosi. L’obiettivo è quello di garantire scuole più sicure, accoglienti e adeguate alle sfide ambientali del futuro. A fare il punto, su richiesta delle consigliere del Partito democratico Simona Lembi e Ludovica Carla Ferrari, è stata l’assessora alla Scuola Isabella Conti nella commissione Giovani, Scuola e Lavoro presieduta da Maria Costi.
Ricordando che nidi e scuole dell'infanzia sono strutture dove la competenza e la gestione diretta dei Comuni consentono una programmazione condivisa con la Regione per accelerare l'adeguamento termico e l'isolamento degli ambienti, Conti ha sottolineato che per le scuole dell'obbligo è necessario e urgente un piano nazionale, capace di mobilitare risorse statali straordinarie per la transizione verde e il condizionamento sostenibile delle aule.
L’informativa dell'assessora ha dato vita a un ampio dibattito nel quale i consiglieri di maggioranza hanno evidenziato come la Regione investa per il mondo della scuola, ma da sola non possa sopperire a carenze strutturali importanti e quindi serve l’intervento del Governo. Per la minoranza, invece, il Governo, numeri alla mano, ha provveduto, anche grazie ai fondi Pnrr, a una riqualificazione importante delle scuole.
Le parole dell'assessora Conti
“Le scuole devono diventare ‘rifugi climatici’ e per fare questo abbiamo bisogno di soluzioni strutturali", ha ribadito Conti per la quale "nell’inverno 2025 è stata avviata una ricognizione sulle condizioni degli edifici scolastici. Abbiamo scritto al Governo e al ministero dell’Istruzione per sollecitare fondi per l’edilizia scolastica affinché nella futura programmazione l’adattamento climatico venga riconosciuto come priorità. I Comuni non hanno le risorse: per il condizionamento e il raffrescamento il ministro Valditara ha stanziato 20 milioni di euro che corrispondono a poco più di 50 euro per ogni scuola e ovviamente ne servono molti di più, tenendo conto anche dei costi per le bollette".
Le dichiarazioni dei consiglieri
Elena Ugolini (Rete civica) ha evidenziato: "La situazione che si è creata con le scuole aperte durante il mese di luglio, con bambini costretti a riposare in condizioni difficili, è insalubre e inaccettabile. È prioritario affrontare questo tema nella sua complessità, senza limitare il dibattito alla sola climatizzazione. Dobbiamo parlare di sostenibilità e di risorse adeguate a far fronte ai consumi energetici, promuovendo anche il raffrescamento naturale attraverso l'aumento delle zone verdi, la piantumazione di alberi e l'installazione di tettoie. Ben venga, inoltre, un monitoraggio puntuale della situazione in tutti gli istituti: i dati attuali sono datati e gli ultimi a nostra disposizione ci dicono che in Emilia-Romagna solo il 9,55% delle scuole è dotato di un impianto di climatizzazione, a fronte del ben oltre il 30% delle Marche".
Per Vincenzo Paldino (civici) "è innegabile che questa Giunta stia dedicando una grande attenzione al mondo della scuola. I dati a disposizione, del resto, ci mettono di fronte a una realtà nazionale critica: viviamo in un Paese dove 700 mila studenti entrano ogni giorno in aule non certificate. Il 59% degli immobili scolastici non possiede il certificato di agibilità e, guardando alla nostra regione, ben il 60% delle scuole in Emilia-Romagna è stato costruito prima del 1975. Davanti a questi numeri è evidente che le Regioni, da sole, non possono sopperire a carenze strutturali così profonde. Serve con urgenza un grande piano nazionale per rimettere a norma gli istituti sotto il profilo antisismico e dell'impiantistica".
Dello stesso avviso Ludovica Carla Ferrari (Pd): “A livello nazionale serve maggiore consapevolezza della situazione: solo a Modena città sono presenti 37 plessi e fare interventi strutturali interni ed esterni richiede risorse importanti. La qualità architettonica delle aule e l’edilizia scolastica non sono fattori di secondo piano, dopo 10 anni vanno posti al centro dell’attenzione. L’emergenza caldo nelle scuole inizia a metà maggio e non si può continuare a sottovalutare il problema dei cambiamenti climatici”.
Anche Simona Lembi (Pd) ha posto il tema del cambiamento climatico e sugli effetti della vita quotidian