Frammenti Sparsi – Resta

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Frammenti Sparsi – Resta 10 Settembre 2026 – Posted in: Frammenti, Giornata Mondiale/Internazionale – Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

C’è una parola che la lingua italiana preferisce sussurrare — quando non la evita del tutto. La giriamo, la addolciamo, la nascondiamo in eufemismi, come se il silenzio fosse una forma di rispetto. Quasi mai lo è: più spesso è soltanto paura.

Il 10 settembre è la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio. Il triennio che l’IASP ha dedicato al tema «Cambiare la narrazione sul suicidio» si chiude proprio quest’anno, con un invito preciso: «avviare la conversazione».

Non stupisce che a dover cambiare, prima di tutto, sia il racconto — le parole che scegliamo, o che non troviamo il coraggio di dire. Perché dietro ogni statistica, anche la più enorme, c’è sempre una persona sola, in una stanza sola, che sta decidendo se restare ancora un minuto.

Oggi non vogliamo spiegare da lontano. Vogliamo avvicinarci.

Il frammento che segue non offre ricette né promesse: prova solo a fare l’unica cosa che conta davvero quando il buio si fa pesante. Restare accanto. E dirlo, sottovoce, ma senza esitazione.

RESTA

Ci sono notti che non finiscono quando arriva il mattino.

Restano dentro, si siedono accanto al letto, bevono il tuo silenzio e spengono una stanza dopo l’altra,

finché anche il cuore sembra una casa abbandonata. Ed è proprio allora che il dolore comincia a parlare bene.

Troppo bene. Ti dice che sei stanco, che hai già dato abbastanza, che nessuno capirebbe davvero.

Ti sussurra che la fine potrebbe assomigliare al riposo. Ma il dolore ha un difetto enorme: conosce soltanto l’adesso e pretende di chiamarlo per sempre.

Non sa nulla di domani. Non sa della persona che ancora non hai incontrato, della risata che arriverà in un giorno sbagliato,

di una strada presa per caso, di una mano che un giorno cercherà proprio la tua.

Non sa di quante volte la vita cambia direzione senza avvertire. Il dolore vede una stanza e la chiama universo. Tu non credergli.

Non serve promettersi una vita intera. A volte basta sopravvivere a un’ora.

E se un’ora pesa troppo, allora dieci minuti. Poi altri dieci. Basta questo. Aprire una porta. Cercare una voce.

Dire finalmente quella frase che sembra una resa e invece è una forma feroce di resistenza: non ce la faccio.

Ci sono vite che ricominciano esattamente da lì.

Non da una grande rivelazione, non dal sole che entra dalla finestra, ma da qualcuno che risponde: sono qui.

La vita, del resto, non si presenta sempre in abito da festa. A volte arriva spettinata, con una tazza di caffè, un cane che ti corre incontro,

una canzone ascoltata per caso, una tavola apparecchiata, il rumore delle chiavi di qualcuno che torna a casa.

Sono cose minuscole. Quasi ridicole davanti all’abisso. Eppure spesso è proprio il minuscolo a tenerci qui.

Perciò resta. Non perché tutto andrà bene. Sarebbe una promessa troppo facile.

Resta perché nulla rimane identico per sempre, nemmeno ciò che oggi sembra insopportabile.

E se stanotte la parola vita ti sembra vuota, non devi riempirla. Non ancora.

Devi soltanto non cancellarla.

Domani potrebbe avere una grafia diversa.

(FC Frammenti Sparsi)

Se tu o qualcuno che conosci sta attraversando un momento di sofferenza o ha pensieri legati al suicidio, non restare solo. Puoi parlarne in modo anonimo e gratuito con i volontari di Telefono Amico Italia al numero 02 2327 2327 (tutti i giorni dalle 10:00 alle 24:00) o tramite la chat di WhatsApp al numero 324 011 7252 (dalle 18:00 alle 21:00).

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Consiglio di Acquisto

L’eco del silenzio. Frammenti sparsi.

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Red