Benessere digitale per adolescenti nei percorsi di accoglienza
Le tecnologie digitali permettono di comunicare, informarsi e mantenere legami anche a distanza. Allo stesso tempo, possono incidere sulla percezione di sé, sulla qualità dell’ascolto e sul modo in cui si costruiscono le relazioni.
Per chi affronta un percorso migratorio, l’esperienza online può assumere caratteristiche ancora più complesse. Le barriere linguistiche e culturali, la distanza dalle persone care e la mancanza di figure adulte di riferimento possono rendere più difficile riconoscere una situazione di disagio o chiedere supporto.
Da queste esigenze nasce Wi-Find. Laboratori di benessere digitale per adolescenti tra consapevolezza, equilibrio e relazioni sane.
Il progetto è finanziato da Fondazione Carisbo e realizzato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche (Di.Te.), GAP e Cyberbullismo e la direzione scientifica di Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e direttore scientifico dell’Associazione Di.Te. tra i massimi esperti in Italia e all’estero di Benessere Digitale.
Le attività coinvolgono adolescenti provenienti da Paesi terzi accolti nei progetti di accoglienza. Tra le persone partecipanti ci sono minori stranieri non accompagnati, giovani accolti con il proprio nucleo familiare e neomaggiorenni.
L’obiettivo non è demonizzare o limitare l’uso degli strumenti digitali, ma accompagnare le persone partecipanti a comprenderne meglio opportunità, rischi ed effetti nella vita di ogni giorno.
Laboratori per ripensare le relazioni nell’era digitale
Il 17 e 18 giugno, gli spazi di DumBO hanno ospitato quattro laboratori dedicati al benessere digitale. Le persone partecipanti sono state suddivise in piccoli gruppi sulla base della convivenza nei gruppi appartamento. Questa scelta ha facilitato il dialogo tra coinquilini e ha permesso di partire da esperienze condivise.
La presenza della mediazione linguistico-culturale ha reso le attività accessibili e ha favorito la partecipazione di tutte le persone coinvolte.
Gli incontri hanno seguito una metodologia esperienziale, alternando esercizi pratici, osservazioni individuali e conversazioni guidate. Il lavoro si è concentrato sui cambiamenti introdotti dai dispositivi digitali nella comunicazione, nell’ascolto, nel rapporto con il corpo e nel modo di rivolgere l’attenzione agli altri.
Le attività hanno invitato le persone partecipanti a osservare comportamenti spesso automatici e a confrontarsi sulle proprie abitudini. Invece di proporre regole valide per tutti, i laboratori hanno offerto un contesto non giudicante in cui riconoscere bisogni, difficoltà e possibili alternative.
Le riflessioni raccolte durante gli incontri contribuiranno alla creazione di strumenti utili per individuare precocemente eventuali difficoltà legate all’uso dei dispositivi digitali. Potranno inoltre orientare interventi educativi più vicini alle esigenze delle persone coinvolte con particolare attenzione a minori e adolescenti in ottica preventiva.
Parallelamente alla costruzione dei laboratori sono stati prodotti dei materiali utili ai partecipanti ma non solo.
Durante i laboratori, alle persone partecipanti sono state distribuite cartoline informative in sette lingue: italiano, inglese, francese, bangla, urdu, arabo e albanese. Le cartoline distribuite ai partecipanti restano in uso per le équipe dell’accoglienza come materiale di supporto durante prese in carico o colloqui cui vi è la necessità di informare e trattare situazioni di utilizzo dei devices. I materiali raccolgono indicazioni pratiche e consigli utili per riconoscere abitudini poco equilibrate, gestire con maggiore consapevolezza il tempo trascorso online e favorire relazioni più sane. Uno strumento semplice e accessibile, pensato per portare nella vita quotidiana quanto emerso durante gli incontri.
Un percorso di ricerca sul rapporto tra digitale e migrazione
Il progetto Wi-find si inserisce in un lavoro sul tema avviato da Arca di Noè nel 2023. In questi anni, la Cooperativa ha costruito una collaborazione con l’Associazione Nazionale Di.Te a partire dalla formazione di Michela Caprera, pedagogista presso Arca di Noè ed esperta in dipendenze digitali inserita nell’elenco degli/delle esperti/e Di.te nella sezione Emilia-Romagna.
Questo ha reso possibile la promozione di attività formative e di aggiornamento periodico per il personale e l’organizzazione di un convegno presso la Casa di Quartiere Katia Bertasi: Dipendenze digitali e uso problematico dei device, l’11 dicembre 2025.
Al fine di approfondire e studiare il tema benessere digitale e dipendenze digitali in relazione al target specifico delle persone migranti accolte nel Progetto SAI, Arca di Noé ha inoltre avviato due tirocini-tesi con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna.
Tutte le esperienze sopra descritte, permettono di approfondire il rapporto tra digitale e migrazione, un tema sempre più presente nei servizi di accoglienza. Comprendere come smartphone, social network e piattaforme online entrino nei percorsi di crescita aiuta infatti a leggere con maggiore precisione i bisogni delle persone coinvolte.