Canticum per San Francesco: Roberto Bonati in dialogo con l’uomo Francesco

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Sabato 3 ottobre | Chiesa San Giovanni Evangelista, h 20:30

ParmaFrontiere Orchestra – Roberto Bonati

Sabato 3 ottobre, il ParmaJazz Frontiere Festival propone alla Chiesa di San Giovanni Evangelista (Piazzale San Giovanni 1) in prima assoluta il nuovo lavoro di Roberto Bonati quest’anno doverosamente dedicato, nell’Ottavo Centenario del transito e della morte, a San Francesco. Si tratta di Canticum che vedrà salire sul palco la ParmaFrontiere Orchestra impegnata in uno dei progetti produttivi più ambiziosi della rassegna per voce e orchestra. I testi sono dello stesso Santo, di Rainer Maria Rilke e di Santa Chiara. Alla voce Angela Malagisi, una delle interpreti più fedeli del Maestro. L’orchestra vedrà impegnati: Riccardo Luppi ai flauti e al sax, Gabriele Fava al sax, Mario Arcari all’oboe, Michael Gassmann alla tromba e al flicorno, Marco Ignoti al clarinetto, Paolo Botti alla viola, Liliana Amadei al violino, Antonio Amadei al violoncello, Nicolas Cotes Castillo alla tuba, Luca Perciballi alla chitarra, Luca Gusella al vibrafono, Andrea Grossi al contrabbasso e Roberto Dani a percussioni e batteria.

“Ci sono figure che il tempo trasforma in icone, fino a renderle quasi irraggiungibili. San Francesco è una di queste. Il santo sorridente, amico degli animali, simbolo di pace e armonia con il creato. Ma dietro questa immagine si nasconde un uomo molto più complesso.

Canticum nasce dal desiderio di restituire voce a questo Francesco: non il santo di maniera, ma un uomo attraversato da domande radicali, dalla fragilità, dalla paura, dalla malattia, dall’entusiasmo e dalla continua ricerca di un senso. Un uomo che ha scelto la povertà non come rinuncia, ma come libertà; che ha conosciuto il silenzio, il dubbio e perfino la notte dello spirito.

Il concerto intreccia tre voci lontane nel tempo e profondamente vicine nello sguardo: quella di Francesco d’Assisi, quella di Chiara, sua compagna di cammino e di fede, e quella di Rainer Maria Rilke, poeta che  sempre ci parla della tensione tra il visibile e l’invisibile, tra il desiderio umano e il mistero, e che non offre risposte ma pone domande.

Il Cantico delle Creature, composto nell’ultimo periodo della sua vita mentre era ospitato nel convento di S. Damiano, dimora di Chiara, non è soltanto un meraviglioso inno alla natura. È il canto di un uomo ormai segnato dalla sofferenza fisica, quasi cieco, provato dalle divisioni interne al suo stesso ordine, eppure ancora capace di riconoscere una fraternità universale. È una lode che nasce non dall’assenza del dolore, ma dal suo attraversamento.

La musica vuole  attraversare i testi, metterli in discussione, amplificarne i silenzi e le contraddizioni mettendoli a confronto, in dialogo e a volte in contrasto. Il suono desidera essere rivelazione del testo. 

Canticum come un viaggio nell’umanità di Francesco. Non quella levigata dalla devozione o dalla retorica, ma quella viva, inquieta, vulnerabile. Perché forse è proprio questa umanità, più ancora della santità, a parlare con forza al nostro tempo: la capacità di continuare a cercare la luce senza negare l’ombra, di chiamare fratello il mondo pur conoscendone il dolore, di trasformare la propria fragilità in un canto.

Un canto che, dopo otto secoli, continua a interrogarci e del quale abbiamo, forse oggi più che mai, un estremo bisogno.

Roberto Bonati | direzione e composizione

Angela Malagisi | voce

Riccardo Luppi | flauti e sax

Gabriele Fava | sax

Mario Arcari | oboe

Michael Gassmann | tromba, flicorno

Marco Ignoti | clarinetto

Paolo Botti | viola

Liliana Amadei | violino

Antonio Amadei | violoncello

Nicolas Cotes Castillo | tuba

Luca Perciballi | chitarra

Luca Gusella | vibrafono

Andrea Grossi | contrabbasso

Roberto Dani | percussioni e batteria

Recapiti
Lorenza Somogyi Bianchi