Ok alla cedolare secca alle locazioni non abitative
E no deciso ai deliri statalisti dell’Unione europea
Quest’anno il tradizionale appuntamento con l’immobiliare organizzato dalla Confedilizia a Piacenza, composto dal trentaseiesimo convegno del Coordinamento legali e dal dibattito politico al suo interno («La casa tra norme nazionali ed europee» il titolo di quello odierno), si svolge all’indomani di due notizie importanti: una positiva e una negativa.
La prima, quella positiva, è la conferma dell’intenzione del Governo, anticipata dal viceministro dell’economia e delle finanze Maurizio Leo all’assemblea della Confedilizia del 19 maggio, di estendere la cedolare secca alle locazioni non abitative, come da sempre proposto dalla nostra Confederazione e come del resto previsto dalla riforma fiscale approvata dal Parlamento nel 2023.
La cedolare è attesa tanto dai proprietari quanto da commercianti e artigiani. A unire locatori e conduttori è la consapevolezza che l’eccessivo carico fiscale sugli immobili finisca per riflettersi sui canoni e per limitare l’offerta. A questo si aggiunge una disciplina contrattuale risalente al 1978, caratterizzata da durate molto lunghe e da pesanti vincoli per il proprietario, che rende ancora più difficile concordare condizioni sostenibili per entrambe le parti e che andrebbe finalmente superata.
Confidiamo che il Governo inserisca l’estensione della flat tax sugli affitti commerciali in quella che sarà la sua ultima legge di bilancio.
Non si tratta, infatti, di un intervento meramente fiscale, ma di una misura di politica economica e sociale, tante sono le sue possibili ricadute positive: contrasto alla desertificazione commerciale, riqualificazione delle aree urbane, maggiore sicurezza delle città, sostegno ai piccoli proprietari e ai piccoli esercenti.
La seconda notizia, quella negativa, è la presentazione a Bruxelles della proposta di regolamento europeo sulla casa, il cosiddetto Affordable Housing Act. Come abbiamo ribadito mercoledì scorso in un incontro al Ministero del turismo, la nostra contrarietà al documento è totale. E al ministro Gianmarco Mazzi abbiamo chiesto di manifestare in ogni sede la ferma opposizione del Governo a un testo che è da considerarsi irricevibile per i suoi contenuti gravemente lesivi della libertà economica e del diritto di proprietà.
Un testo che, va ricordato, pretenderebbe di autorizzare le «autorità competenti» nei vari Paesi (che non sono necessariamente i Comuni, come qualche sindaco ha, disinvoltamente e superficialmente, dato per scontato) a limitare il diritto di usare e compravendere gli immobili, oltre che di darli in affitto per periodi brevi.
Alle ragioni di principio, peraltro, si aggiungono quelle di fatto. Limiti, vincoli e divieti sono da un lato inefficaci e dall’altro dannosi.
Inefficaci perché non rendono l’accesso alla casa più facile, come rende chiaro un recentissimo studio dell’Istituto Bruno Leoni, curato da Davide Mattone, che ha analizzato i casi più noti europei ed extraeuropei. Dannosi, perché alterano le normali dinamiche del mercato immobiliare, incidendo anche sul valore degli immobili. Ci conforta che il ministro Mazzi abbia espresso, nel corso della riunione, la sua intenzione di agire in ogni sede per scongiurare l’approvazione di questo provvedimento.
Sono temi, quelli sopra indicati, che avrebbero impegnato con impareggiabile competenza e combattività Corrado Sforza Fogliani, che abbiamo ricordato ieri, sempre a Piacenza, in una sala gremita, presentando un libro a lui dedicato e significativamente intitolato «Il rivoluzionario liberale».
Giorgio Spaziani Testa
Presidente Confedilizia
19.9.2026