Protezione. Un termine chiave, costantemente usato in ambito umanitario, ma il cui significato non è sempre immediato per chi è fuori dal settore. Sara Valerio, Protection Programme Advisor di INTERSOS, spiega cosa significa mettere la Protezione al centro della nostra risposta umanitaria.
Per organizzazioni umanitarie come INTERSOS, garantire Protezione significa mitigare e prevenire i rischi a cui sono esposte le persone in contesti di crisi: la violenza, le coercizioni e la privazione deliberata dei beni essenziali.
I numeri parlano chiaro. All’inizio del 2026, secondo il Global Humanitarian Overview, oltre 239 milioni di persone hanno bisogno di aiuto umanitario e Protezione urgenti, e più di un bambino su cinque nel mondo vive in una zona di conflitto o è in fuga a causa di una crisi. Questa domanda di assistenza umanitaria allarmante nasce da due fattori principali: conflitti persistenti, segnati da una crescente violenza contro i civili e da livelli di sfollamento senza precedenti, e una crisi climatica in costante peggioramento.
Protezione significa, quindi, rispondere ai bisogni di persone che, in questi contesti di emergenza, perdono l’accesso ai propri diritti, subiscono danni fisici o psicologici, sono costrette ad agire contro la propria volontà o non riescono ad accedere ai servizi e alle risorse di cui hanno bisogno e a cui dovrebbero avere diritto.
Rispondere alle crisi umanitarie
In quest’ottica, negli ultimi anni i programmi di Protezione di INTERSOS hanno assunto un ruolo sempre più centrale, diventando più rilevanti e necessari che mai. La centralità della Protezione è alla base di tutte le attività umanitarie: significa che i suoi principi vengono integrati in ogni intervento così che l’assistenza garantisca dignità e accesso, senza generare inavvertitamente ulteriori rischi e danni.
«La nostra risposta di Protezione di INTERSOS – spiega Sara Valerio, mira a fornire immediatamente primo soccorso psicologico e supporto individuale attraverso la gestione dei casi (case management), l’accesso a un riparo sicuro, alla salute e ad altri bisogni salvavita».
Le nostre attività di Protezione mirano a restituire dignità alle persone e alle famiglie esposte a rischi specifici, in particolare a coloro che, per età, genere, etnia o disabilità, diventano ancora più vulnerabili ed esposti a violenza e abusi. Tra questi, ad esempio, i bambini separati dalle proprie famiglie e utilizzati nei conflitti armati, privati del diritto all’istruzione e sottoposti a ogni tipo di abuso fisico e psicologico. Uomini e donne sfruttati economicamente e sessualmente, vittime di tratta e privati delle risorse a cui hanno diritto.
«La costruzione di un rapporto di fiducia con le persone e le comunità è alla base del nostro intervento. A livello individuale, la gestione dei casi di protezione ci permette di lavorare con la persona — adulti e bambini — per valutare i rischi e sviluppare un piano di sostegno, che può includere assistenza diretta e accesso a servizi sanitari, legali, sociali o psicologici. I servizi legali affrontano, ad esempio, gli ostacoli relativi ai documenti, allo stato civile, al diritto all’alloggio e all’accesso alla giustizia».
A livello comunitario, INTERSOS lavora con gruppi locali, associazioni guidate da donne, reti giovanili, autorità e organizzazioni della società civile. La Protezione su base comunitaria coinvolge le comunità nell’individuazione dei rischi e nello sviluppo di soluzioni sostenibili, garantendo che le persone abbiano voce nelle decisioni che riguardano la propria protezione.
«Lavoriamo con le comunità che vivono situazioni di sfollamento prolungato per costruire un ambiente sicuro. Questo comprende, ad esempio, la creazione di spazi sicuri per bambini e bambine e spazi dedicati a donne e ragazze, dove possono prendere parte ad attività educative, ricreative e psicosociali con operatori sociali formati, o dove possono rivolgersi per un consiglio o un aiuto se subiscono violenza di genere, discriminazione o altre situazioni che mettono a rischio la loro vita».
Queste attività sono completate dal monitoraggio di Protezione, attraverso la raccolta e l’analisi sistematica di dati e informazioni sui rischi e sulle violazioni dei diritti che colpiscono le persone, che aiuta INTERSOS a migliorare i propri programmi e la propria risposta di protezione.
«Un lavoro che, però, non può reggersi da solo. I programmi di protezione di INTERSOS cercano di collaborare con altri settori per massimizzarne i risultati: mentre a livello globale i rischi di protezione aumentano, i finanziamenti si riducono e in molti contesti realizzare attività di protezione diventa più difficile e delicato».
Mettere la Protezione al centro della risposta umanitaria significa, allora, ricordare che dietro ogni emergenza ci sono diritti da tutelare e persone da non lasciare sole. Un impegno che diventa ancora più necessario oggi, in un momento in cui i bisogni crescono, le risorse si riducono e il rischio più grande è che a pagarne il prezzo siano proprio le persone più vulnerabili.