BACKSTAGE | L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS alla Nuvola di Fuksas, a Roma allestimento della mostra dei progetti dei nostri SOCI di Bioarchitettura “CITTÀ OSMOTICHE “.
La Nuvola di Fuksas, progettata da Massimiliano e Doriana Fuksas, è uno dei più iconici esempi di architettura contemporanea di Roma.
Il Roma Convention Center La Nuvola è una struttura congressuale internazionale in grado di accogliere eventi con caratteristiche molto differenziate grazie alla sua estrema flessibilità e ha una capienza complessiva di oltre 8.000 posti.
Un grande centro congressi nel quartiere EUR, caratterizzato dalla spettacolare struttura sospesa, la “Nuvola”, racchiusa all’interno di una monumentale teca in acciaio e vetro.
B-CAD Roma 4 settembre 2026 | Taglio del nastro / avvio dei lavori e alle 16.30 CITTÀ OSMOTICHE. Si parla di Bioarchitettura e nuove visioni per le nostre città del futuro.
L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura in sinergia con B-CAD, alla Nuvola di Roma, per parlare di un tema sul quale stiamo lavorando con sempre maggiore convinzione: ripensare le città come organismi viventi capaci di dialogare con acqua, suolo, vegetazione e clima.
La sostenibilità da principio teorico a strumento reale di progetto, la vivibilità e confort al centro dei processi di trasformazione.
La città del futuro non dovrà soltanto consumare meno risorse: dovrà essere capace di assorbire, trattenere, rigenerare e restituire. Progettare con la natura, e non contro la natura.
Una bella occasione di confronto a B-CAD, alla Nuvola di Roma, insieme ai colleghi dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura venuti da tutta l’Italia, per parlare di un tema sul quale stiamo lavorando con sempre maggiore convinzione: ripensare le città come organismi viventi capaci di dialogare con acqua, suolo, vegetazione e clima.
Abbiamo parlato di “Città Osmotiche”, di gestione e diffusione delle acque meteoriche, rain garden, superfici drenanti, spazi pubblici multifunzionali, infrastrutture verdi e soluzioni basate sulla natura.
Non si tratta semplicemente di inserire più verde nelle città.
Significa cambiare il modo di progettare lo spazio urbano: ridurre l’impermeabilizzazione, restituire capacità drenante ai suoli, trattenere e riutilizzare l’acqua piovana, mitigare le temperature e creare spazi pubblici capaci di adattarsi agli eventi climatici estremi.
Un approccio che lega Bioarchitettura, Città Spugna, Nature-Based Solutions e rigenerazione urbana, mettendo al centro una nuova relazione tra uomo, natura e tecnologia.
È stato particolarmente interessante poter condividere queste riflessioni attraverso immagini, progetti e soluzioni concrete, confrontandoci con professionisti che credono nella necessità di trasformare la sostenibilità da principio teorico a strumento reale di progetto.
Perché la città del futuro non dovrà soltanto consumare meno risorse: dovrà essere capace di assorbire, trattenere, rigenerare e restituire. Progettare con la natura, e non contro la natura.
B-CAD Roma 5 settembre 2026 |avvio dei lavori e alle 15.00 CITTÀ OSMOTICHE- SESSIONE II · ABITARE LA TRANSIZIONE.
Si parla di Bioarchitettura e nuove visioni per le nostre città del futuro, avvio dei lavori con il PRESIDENTE Anna Carulli.
15:00–16:00
Case Green, Senior City e Housing Sociale Direttiva EPBD, edifici-membrana, basse emissioni e rigenerazioni urbane osmotiche Il terzo campo legge la transizione energetica come trasformazione
dell’abitare, non come semplice aggiornamento prestazionale dell’edificio. EPBD, Senior City, housing sociale ed edifici membrana spostano il tema dall’efficienza dell’involucro alla capacità dell’architettura di rispondere a mutamenti demografici, sociali e climatici, ricomponendo edificio, spazio pubblico e servizi.
16:00–17:00 · STAGE 3
CAM e DNSH
Normativa vigente, contraddizioni applicative, progettazione bioclimatica e comfort abitativo Il quarto campo concentra l’attenzione sul rapporto tra prescrizione e progetto. CAM e DNSH definiscono condizioni necessarie per orientare investimenti e scelte tecniche; la qualità architettonica richiede tuttavia che tali requisiti siano assorbiti nel processo progettuale senza ridursi a una sommatoria di adempimenti.
Progettazione bioclimatica e comfort costituiscono il banco di prova sostanziale di questa integrazione.
INTERLOCUTORI:
Arch. Nando Bertolini, VICEPRESIDENTE INBAR ETS
Arch. Gio. Dardano, Consigliere Nazionale INBAR ETS delegato agli Affari Istituzionali
Arch. Elisabetta Dominijanni, UFFICIO DI PRESIDENZA INBAR ETS
Arch. Paolo Rughetto, PRESIDENTE COMMISSIONE FORMAZIONE INBAR ETS
Con la partecipazione di:
Arch. Fabrizio Pistolesi, Esperto nazionale sui LL.PP., CTS INBAR ETS
Moderazione
Arch. Piero Luigi Carcerano, Presidente Commissione Comunicazione ed Editoria INBAR
l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura in sinergia con B-CAD, alla Nuvola di Roma, per parlare di un tema sul quale stiamo lavorando con sempre maggiore convinzione: ripensare le città come organismi viventi capaci di dialogare con acqua, suolo, vegetazione e clima.
La sostenibilità da principio teorico a strumento reale di progetto, la vivibilità e confort al centro dei processi di trasformazione.
La città del futuro non dovrà soltanto consumare meno risorse: dovrà essere capace di assorbire, trattenere, rigenerare e restituire.
Progettare con la natura, e non contro la natura.
B-CAD Roma 6 settembre 2026 |avvio dei lavori e alle 10.00 CITTÀ OSMOTICHE- SESSIONE III·IL TERRITORIO COME INFRASTRUTTURA
Si parla di Bioarchitettura e nuove visioni per le nostre città del futuro, avvio dei lavori con il PRESIDENTE Anna Carulli.
10:00–12:00
Territorio, natura e produzione Due scale complementari dello stesso sistema territoriale
10:00–11:00
Infrastrutture verdi e blu Le reti ecologiche e idriche sono considerate infrastrutture primarie della città e del territorio: dispositivi capaci di regolare clima, acqua, biodiversità, continuità ambientale e qualità dello spazio pubblico, producendo insieme benefici ambientali, sociali ed economici.
11:00–12:00
Paesaggi produttivi e adattivi Il paesaggio produttivo viene assunto come territorio ibrido nel quale agricoltura, energia, industria e sistemi naturali possono essere ricomposti entro strategie di adattamento. La produzione non è posta in alternativa alla qualità ecologica, ma interrogata rispetto alla capacità di generare valore senza consumare irreversibilmente il territorio.
12:00–14:00
Energia, territorio e comunità Dalla produzione di risorse alla costruzione di spazio civico
12:00–13:00
Agrivoltaico e agricoltura multifunzionale e periurbana L’agrivoltaico viene letto come questione territoriale prima ancora che energetica: rapporto tra produzione agricola, generazione da fonti rinnovabili, tutela del suolo, paesaggio e prossimità urbana.
La qualità del progetto dipende dalla capacità di evitare la semplice sovrapposizione di funzioni e di costruire invece integrazione tra risorsa, uso e forma del territorio.
13:00–14:00
RIGenerare la scuola
Scuole e spazi pubblici sono assunti come dispositivi ambientali e civici. Il progetto dello spazio educativo mette in relazione comfort, natura, accessibilità, comunità e uso collettivo, trasformando l’edificio scolastico da oggetto specialistico a infrastruttura quotidiana della Green Community.
INTERLOCUTORI:
Arch. Francesco Parisi, Coordinatore Sezione INBAR ETS di Roma
Arch. Daniela Janis Parisi, Tesoriere Sezione INBAR ETS di Roma
Arch. Gio. Dardano, Consigliere Nazionale INBAR ETS delegato agli Affari Istituzionali
Arch. Elisabetta Dominijanni, UFFICIO DI PRESIDENZA INBAR ETS
Con la partecipazione di:
Dott.ssa Francesca Calenne, Responsabile del Laboratorio Lazio Abitare Green della Rete Spazio
Attivo di Lazio Innova
Moderazione
Arch. Piero Luigi Carcerano, Presidente Commissione Comunicazione ed Editoria INBAR
l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura in sinergia con B-CAD, alla Nuvola di Roma, per parlare di un tema sul quale stiamo lavorando con sempre maggiore convinzione: ripensare le città come organismi viventi capaci di dialogare con acqua, suolo, vegetazione e clima.
La sostenibilità da principio teorico a strumento reale di progetto, la vivibilità e confort al centro dei processi di trasformazione.
La città del futuro non dovrà soltanto consumare meno risorse: dovrà essere capace di assorbire, trattenere, rigenerare e restituire.
Progettare con la natura, e non contro la natura.