Inchiesta sui CPR: esprimiamo solidarietà ai medici perquisiti | INTERSOS

Compatibilità
Salva(0)
Condividi

INTERSOS esprime solidarietà ai medici coinvolti nell’inchiesta sulle certificazioni di idoneità alla permanenza nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR).

Nei giorni scorsi 23 professionisti sanitari in diverse città italiane sono stati sottoposti a perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Ravenna sulle certificazioni mediche relative a persone destinate ai CPR.

INTERSOS esprime la propria solidarietà ai medici coinvolti e ribadisce con forza un principio per noi fondamentale: la libertà e l’indipendenza dell’atto medico devono essere sempre garantite. Il medico deve poter formulare le proprie valutazioni cliniche in autonomia, sulla base delle condizioni della persona, delle evidenze scientifiche e dei principi etici e deontologici della professione.

La tutela della salute è un diritto fondamentale di ogni persona e non può essere subordinata alla sua condizione giuridica, amministrativa o migratoria. Questo principio deve valere ovunque, anche nei luoghi di trattenimento e di privazione della libertà.

Proteggere l’autonomia dei professionisti sanitari significa proteggere la possibilità stessa di esercitare pienamente il diritto alla salute, soprattutto per le persone che si trovano nelle condizioni di maggiore vulnerabilità.

INTERSOS è al fianco di chi esercita la professione medica in libertà, indipendenza e nell’esclusivo interesse della salute delle persone.

Recapiti
Chiara De Stefano