Il confronto tra 14 associazioni datoriali e Cgil, Cisl e Uil sui criteri di misurazione della rappresentanza proseguirà il 28 settembre. “Questo percorso parte male”, dichiara Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro. “Non coinvolge tutte le associazioni maggiormente rappresentative, ma un cerchio magico che rischia di chiudere la porta alle nuove realtà associative. Per anni abbiamo sentito contestare le leggi ad personam, oggi si rischia una rappresentanza su misura di chi è già seduto al tavolo. Chi deve essere misurato non può scriversi da solo il metro”.
Rappresentanza, accordo in alto mare
“Un accordo che doveva arrivare prima dell’estate è ancora in alto mare”, aggiunge Capobianco. “Segno che la quadra non la trovano nemmeno tra loro. Aspettiamo di leggere cosa ne uscirà, pronti a ricrederci. Ma quando servono tanti mesi per scrivere una regola, il dubbio che venga scritta male è legittimo”.
“Dalla prima bozza emergeva l’idea di considerare più rappresentative le associazioni che firmano i contratti più applicati”, prosegue il presidente di Conflavoro. “Ma applicare un contratto non significa aderire a un’associazione. Spesso le imprese applicano un CCNL per pressioni sindacali o per regole, come quelle sul DURC in edilizia, che non lasciano spazio ad altri contratti pur rispettosi del salario giusto e del trattamento economico complessivo. La rappresentatività però si misura in un solo modo, cioè contando le imprese che scelgono liberamente di aderire a un’associazione, con criteri pubblici e verifiche indipendenti. E chi rappresenta le imprese deve pubblicare i propri bilanci”.
“Serve una legge sulla rappresentanza che permetta ai piccoli di diventare grandi, non ai grandi di escludere i piccoli. E l’attuazione dell’articolo 39 della Costituzione spetta al Parlamento, a nessun altro. Non permetteremo che la libertà associativa venga lesa. Il 30 settembre, alla XVI Assemblea Nazionale a Roma, presenteremo la nostra proposta completa. Adesione, trasparenza, libertà”, conclude il presidente di Conflavoro.