Il 10 settembre, Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, ai Giardini Luzzati di Genova abbiamo parlato di salute mentale, prevenzione e comunicazione sicura online. Un momento di confronto che si inserisce nel progetto “Tra il dire e il fare”, promosso da Fondazione Soleterre in collaborazione con l’ASL3 di Genova e il CPS Giovani di Milano, per rafforzare la prevenzione del disagio psicologico, del rischio suicidario e dell’autolesionismo tra adolescenti e giovani adulti.
Parlare di prevenzione significa creare spazi sicuri
Che cosa significa, concretamente, fare prevenzione sul suicidio e sull’autolesionismo?
Significa innanzitutto creare le condizioni perché se ne possa parlare. A scuola, in famiglia, nei servizi, tra pari e anche online. Significa riconoscere i segnali di disagio, sapere a chi chiedere aiuto e costruire intorno alle ragazze e ai ragazzi una rete di aiuto capace di ascoltare senza giudicare.
È da questa consapevolezza che nasce “Tra il dire e il fare. Salute mentale e sicurezza digitale in adolescenza”, un progetto che mette al centro adolescenti e giovani adulti tra i 17 e i 24 anni e le persone che ogni giorno sono al loro fianco: professionisti sanitari ed educativi, insegnanti, famiglie e comunità.
Il progetto prende avvio in tre territori Genova, Lodi e Milano, in collaborazione con ASL3 Genova, CPS Giovani di Milano e Regione Lombardia, con l’obiettivo di sperimentare un modello integrato e replicabile che unisca prevenzione, intercettazione precoce, continuità di cura e sicurezza negli ambienti digitali.
La prevenzione passa anche dal digitale
Oggi una parte importante della vita degli adolescenti e dei giovani adulti si svolge online. I social network possono essere luoghi di relazione, espressione e ricerca di informazioni, ma possono anche diventare spazi in cui una persona vulnerabile entra in contatto con contenuti potenzialmente dannosi.
Quando si parla di suicidio, autolesionismo e salute mentale online, quindi, il modo in cui se ne parla è parte fondamentale della prevenzione stessa.
Per questo “Tra il dire e il fare” adotta come riferimento le linee guida #chatsafe, sviluppate da Orygen e trasferite nel contesto italiano attraverso AIPP – Associazione Italiana per la Prevenzione e l’Intervento Precoce nella Salute Mentale.
#chatsafe offre indicazioni concrete per comunicare online in modo più sicuro quando si affrontano temi come suicidio e autolesionismo: dal linguaggio alle immagini, dalla condivisione di esperienze personali alla gestione dei commenti e dei contenuti che possono generare esposizione o emulazione.
L’obiettivo non è smettere di parlare di questi temi, ma imparare a farlo in modo responsabile, rispettoso e capace di orientarsi verso l’aiuto.
I giovani non sono solo destinatari: sono protagonisti
Un elemento centrale del progetto è il coinvolgimento diretto di ragazze e ragazzi attraverso laboratori peer-to-peer.
Nei laboratori peer-to-peer, l’obiettivo è fare in modo che chi sta affrontando un percorso di salute mentale possa diventare protagonista della prevenzione, mettendo la propria esperienza e il proprio punto di vista al servizio dei coetanei. Le linee guida #chatsafe vengono così tradotte e interpretate in un linguaggio social attraverso la costruzione del canale Instagram @chatsafe_ita, in modo da raggiungere il maggior numero possibile di giovani. Un processo di co-creazione, creatività, espressione e partecipazione che non si limita a diffondere informazioni, ma mira soprattutto a costruire uno spazio digitale sicuro e accogliente proprio per chi vive in prima persona situazioni di fragilità e disagio psicologico. L’obiettivo è trasformare la comunicazione in uno strumento di prevenzione, creando contenuti capaci di informare senza giudicare, promuovere consapevolezza senza generare stigma e favorire, quando necessario, la possibilità di chiedere aiuto.
È un modo per trasformare i giovani da destinatari delle campagne di prevenzione a protagonisti della costruzione di una cultura della salute mentale, anche negli spazi digitali.
Dalla prevenzione alla continuità di cura
“Tra il dire e il fare” nasce con un obiettivo che va oltre la sensibilizzazione.
La prevenzione, infatti, deve poter continuare quando una ragazza o un ragazzo chiede aiuto. Per questo una parte importante del progetto è dedicata alla continuità di cura nella delicata transizione tra i servizi per l’età evolutiva e quelli per adulti, una fase nella quale il rischio di interrompere il percorso di cura può aumentare.
Il progetto prevede il coinvolgimento di psicologi dedicati, il sostegno alle famiglie, il raccordo tra i servizi e la costruzione di procedure condivise per accompagnare i giovani nel passaggio dalla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ai servizi di salute mentale per adulti.
A questo si aggiunge la mappatura delle risorse territoriali e la realizzazione di strumenti di orientamento pensati per rendere più semplice capire a chi rivolgersi e cosa fare quando emerge una situazione di difficoltà.
Tra il dire e il fare
Prevenire significa quindi molto più che lanciare un messaggio.
Significa creare competenze, costruire reti, ascoltare i giovani, sostenere le famiglie, rendere più accessibili i servizi e imparare a comunicare in modo responsabile anche negli spazi digitali.
Con “Tra il dire e il fare”, Soleterre vuole contribuire a costruire un modello in cui nessun giovane debba sentirsi solo nel momento in cui chiede aiuto e in cui parlare di salute mentale possa diventare sempre più possibile, anche nei contesti in cui ancora oggi prevalgono stigma e silenzio.