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Una legge che garantisce il diritto alla cultura e che deve poter contare sui finanziamenti necessari. Istituti storici, Arci, Cgil, Terzo settore, associazioni, enti della danza e dello spettacolo e mondo del volontariato promuovono la nuova legge quadro regionale in materia di Cultura proposta dalla Giunta. È quanto è emerso nel corso dell’audizione tenutasi durante la commissione Cultura presieduta da Elena Carletti.
Il mondo della cultura apprezza un progetto di legge frutto di un percorso partecipativo e che mette ordine, riassumendole in un unico provvedimento, alle tante leggi regionali sulla cultura attualmente esistenti: “Avrremo - è il filo conduttore degli interventi - un provvedimento razionale e che ci permetterà di programmare interventi e risorse, mettendo ordine in un quadro legislativo attualmente frammentato”.
Le dichiarazioni dei rappresentanti del mondo della cultura
“Sosteniamo questo progetto di legge perché coniuga obiettivi di alto profilo con la possibilità di applicarli e declinarli nel concreto perché superiamo l'attuale frammentazione normativa”, spiega Francesca Bedogni sindaca di Cavriago e vicepresidente della provincia di Reggio Emilia, per la quale “la Regione ha fatto bene a realizzare questa legge coinvolgendo il maggior numero di soggetti possibili”.
Guido Ceroni (Istituti storici della Resistenza) sottolinea come “la norma regionale valorizza e riconosce il ruolo degli Istituti storici oltre che mettere ordine nel settore delle leggi della memoria regionali creando un’unica legge che va a superare la frammentazione degli ultimi anni. È apprezzabile che si operi per salvaguardare e promuovere i luoghi della memoria”.
Isabella Pavolucci (Cgil Emilia-Romagna) è netta: “La Cgil sostiene questo progetto di legge perché riconosce come la cultura sia un volano di crescita per i territori e uno strumento di inclusione sociale e emancipazione. È giusto riconoscere il valore sociale della cultura e operare per la riqualificazione di spazi urbani a essa dedicati”.
Da Massimo Maisto (Arci Emilia-Romagna e Forum terzo settore) arriva il riconoscimento e il sostegno per un progetto di legge che “va nella giusta direzione, perché supera la frammentazione fino a ora esistente a cui il mondo della cultura si era autocondannato. In Emilia-Romagna abbiamo già valide politiche culturali pubbliche. La sfida è fare ancora meglio”.
Per Stefania Dubla (Maap Atelier Arte pubblica) “bisogna sostenere anche economicamente le arti visive, prima di tutto sul tema degli spazi, partendo dai progetti di riqualificazione che potranno scaturire da questa legge. Servono anche risorse perché le nostre attività di ricerca siano continuative e non occasionali”.
Luca Gavazzoli (Accademia Danza e Spettacolo) ricorda come “si tratta di una buona legge quadro che riconosce il valore della danza oltre che creare le possibilità per una programmazione e un uso delle risorse pubbliche coerente con i nostri obiettivi: sosteniamo il provvedimento perché va nella direzione auspicata dal nostro mondo culturale”.
Marcella Nonni (Ravenna Teatro) si sofferma sulle modalità con cui si è arrivati alla nuova legge quadro: “Abbiamo dato vita a un percorso partecipativo che ha portato a un testo che si basa su valori molto importanti e che noi approviamo”.
Marco Capodaglio (Associazione mazziniana italiana) promuove senza remore la nuova legge: “Il nostro presidente nazionale lo ha messo nero su bianco: è una buona legge e apprezziamo molto l’impegno per la storia dell’800, che vuole dire ricordare il Risorgimento e l’Unità d’Italia”.
Piero Versura (Global Youth Empowerment) sottolinea “l’importanza dell’impegno per il dialogo multiculturale e interreligioso contenuto nella proposta di legge".
Per Maria Beatrice Papagni (Nassau Teatro Aps) “ogni territorio ha le proprie specificità culturali e solo con una legge frutto di una forte partecipazione come è quella che stiamo discutendo si possono valorizzare queste peculiarità locali. La forza di questa legge è che riconosce al teatro e alla cultura un ruolo importante, così come rende importante il terzo settore. Ricordiamoci sempre che fare cultura non è solo fare divertimento: è creare una comunità”.
Andrea Bandini (Pro Loco Terra del Sole) ricorda “il ruolo importante delle Pro loco che la Regione già riconoscere. Si tratta di una realtà da valorizzare e sostenere”.
Maurizio Bertoni (Gruppo sbandieratori e musici del Niballo) sottolinea l’importanza della valorizzazione delle manifestazioni storiche e tradizionali sul territorio.
Approvazione anche da Milena Camposano (Rete case museo 2.0) che ricorda l’importanza del progetto delle case museo e di come vadano sempre più valorizzate: “Chiediamo alla Regione di confermare le risorse che ci vengono destinate perché vorremmo poter aprire le nostre case tutti i giorni ed essere pronti ad accogliere con misure di qualità i visitatori”.
La legge in sintesi
La legge propone la valorizzazione degli spettacoli dal vivo e del cinema, il sostegno alle case editrici regionali, quello al mondo della musica e della danza, come richiesto anche da risoluzioni approvate dall’Assemblea legislativa. Si prevede, poi, il riconoscimento del welfare culturale, lo sviluppo delle imprese culturali e creative, il sostegno alle nuove competenze professionali. La legge prevede di potenziare l’attività per la memoria del ‘900, estendendone le attività anche al XIX secolo, con progetti specifici sul Risorgimento e sulla nascita del tricolore, visti come momenti fondativi della democrazia italiana.La nuova proposta di legge quadro regionale sulla Cultura prevede un’unica cornice normativa per dare maggiore coerenza e slancio alle politiche culturali dell’Emilia-Romagna, riconoscendo la cultura come diritto di cittadinanza, fattore di benessere delle persone, motore di innovazione e leva di sviluppo economico e sociale dei territori. Fra gli elementi più innovativi figurano il sostegno alle nuove competenze professionali e la promozione della rigenerazione urbana a base culturale. La legge si prefigge di riconoscere il welfare culturale e di valorizzare le imprese culturali e creative. Il testo consolida poi il sistema regionale delle biblioteche, degli archivi, dei musei e degli istituti culturali, incentivando la cooperazione, lo sviluppo delle reti territoriali, la condivisione di servizi e competenze e un accesso sempre più diffuso alla conoscenza.
Grande attenzione viene riservata anche alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale, dei paesaggi culturali e dei siti riconosciuti dall'Unesco, considerati parte integrante dell'identità regionale. Le norme sull’editoria del libro, inoltre, sono inserite in un contesto di filiera e collegate agli interventi di promozione della lettura nell’ambito di uno specifico capo della legge.
Vengono confermati e rafforzati gli strumenti di sostegno allo spettacolo dal vivo, alla produzione musicale, al cinema e all'audiovisivo, alla promozione culturale e alle manifestazioni storiche. La legge consolida il ruolo della Film Commission e della Music Commission regionali e introduce nuove misure dedicate ai locali di musica dal vivo e alla qualificazione delle scuole di musica, teatro, danza e cinema, riconoscendo il valore della formazione artistica di base come investimento strategico per il futuro del settore. Un caso specifico è dedicato alla storia e alla memoria dell'età contemporanea. La nuova disciplina, infatti, amplia l'attuale normativa sulla memoria del Novecento estendendola all'intero percorso della storia contemporanea, comprendendo anche il Risorgimento, la nascita del Tricolore e i processi che hanno condotto all'Unità d'Italia e alla nascita della Repubblica. Un ampliamento che rafforza il legame fra memoria, educazione civica, valori costituzionali e formazione delle giovani generazioni. La proposta di legge, infine, introduce nuovi strumenti di programmazione pluriennale, rafforza le attività di osservazione e monitoraggio del settore e prevede risorse dedicate per accompagnare l'attuazione delle politiche culturali regionali.
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 24-09-2026, 16:45