Lettera di fra Marcello settembre 2026

Compatibilità
Salva(0)
Condividi

Mancano pochi giorni alla festa di San Francesco d’Assisi.

La festa incomincia la sera del 3 ottobre con la memoria del Transito, il “felice passaggio di San Francesco di Assisi dall’esilio terreno alla patria celeste”, come lo definì Pio XI nella sua enciclica del 1926. 
Noi Frati, ovunque siamo presenti nel mondo, riascoltiamo in quella sera il racconto di quel momento dalla voce di Tommaso da Celano nella sua Vita seconda (Fonti Francescane 808-810).
“Felice passaggio”: mi piace molto questa descrizione dell’incontro di Francesco con sorella morte.
Un passaggio, un secondo parto che apre a Francesco il cuore di Dio e il godimento del suo Amore sconosciuto ed eterno.
Cerco di immaginarmi quel piccolo corpo, disteso nudo sulla terra nuda, consumato dall’amore esagerato per Colui che aveva conosciuto come Giudice, Padre, Amico, Sposo.
Cerco di cogliere i momenti di stanchezza nei quali non riesce a nascondere i segni della Passione nelle sue mani, nel fianco, nei piedi. Dopo tanto supplicare, Cristo gli ha donato di condividere nella carne la misura del Suo Amore divino.
Guardo il suo volto piccolo, illuminato da un sorriso intenso, come trasognato: i suoi occhi cercano Qualcuno…
Chiede che i frati gli cantino il suo Cantico di Frate Sole… e come riesce accompagna con le labbra le strofe…

“Laudato si’, mi’ Signore per sora nostra Morte corporale”. 

A questo punto sussurra “Ben venga, mia sorella Morte!” che Francesco accoglie come dolce compagna, sola capace di introdurlo finalmente nella vita che aveva sempre desiderato.
“Coraggio, fratello medico, dimmi pure che la morte è imminente: per me sarà la porta della vita!”.

E poi chiede ai frati una cosa strana: “…dopo che sarò morto, lasciatemi giacere così per il tempo necessario a percorrere comodamente un miglio”. Francesco vuole che il suo corpo non venga toccato per venti minuti: come per lasciargli assaporare l’abbandono tanto atteso nelle braccia di Dio, prima che nelle braccia di altri.
“Giunse infine la sua ora, ed essendosi compiuti in lui tutti i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio”.

Francesco,
donaci di conoscere e amare Dio con la stessa passione con cui l’hai amato tu, 
donaci di amarci tra noi come tu hai amato i tuoi frati e le persone che incontravi, 
donaci di amare nostra Madre Terra e tutte le Creature che la abitano, 
donaci di essere seminatori di pace, mitezza, letizia, semplicità, come lo sei stato tu.

Ci manchi, Francesco!

fra Marcello Longhi

Recapiti
Francesca