Ferrara. Evangelisti (FdI): “La Regione prenda posizione sull'inchiesta sui certificati a favore di stranieri con provvedimento di espulsione e acconsenta alla realizzazione di un Cpr in Emilia-Romagna”

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La Regione prenda posizione sull'estensione alla provincia di Ferrara dell'indagine giudiziaria riguardante il rilascio di certificazioni mediche attestanti la presunta "non idoneità" al trattenimento presso le strutture di prima accoglienza e i Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) a cittadini di nazionalità straniera in posizione di irregolarità e collabori con il ministero dell'Interno per realizzare un Cpr in Emilia-Romagna".

A chiederlo è Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) che, con, un’interrogazione alla Giunta, ricorda come "gli organi di stampa, con particolare riferimento alle dettagliate inchieste giornalistiche pubblicate dal quotidiano nazionale La Verità, hanno portato alla luce un quadro indiziario di estrema gravità che vede l’estensione alla provincia di Ferrara di un’articolata indagine giudiziaria originata dalla Procura della Repubblica di Ravenna. L'inchiesta coinvolge direttamente diversi operatori e professionisti del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, fra i quali figura in primo piano un medico in servizio presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara (Ospedale di Cona), recentemente fermato dalle Forze dell’Ordine presso lo scalo aeroportuale “Guglielmo Marconi” di Bologna di rientro da un periodo di vacanza all’estero".

Per la capogruppo "l’attività illecita oggetto d’indagine, qualora confermata in sede giudiziaria, non rappresenterebbe soltanto una gravissima violazione deontologica e penale da parte di dipendenti pubblici della sanità emiliano-romagnola, ma si configurerebbe come una vera e propria azione di sabotaggio istituzionale e ideologico finalizzata a vanificare lo sforzo profuso quotidianamente dalle forze dell’ordine nell’attività di controllo e contrasto all’immigrazione clandestina. L’attuale contesto emergenziale dimostra come la presenza di un centro di permanenza per i rimpatri all’interno del territorio regionale sia uno strumento indispensabile per completare la filiera della sicurezza, garantendo che i decreti di espulsione emessi dalle Prefetture trovino reale esecuzione e non rimangano meri atti cartacei a causa di cavilli burocratici o di certificazioni sanitarie compiacenti”.

Da qui l'atto ispettivo per chiedere alla Giunta da un lato di prendere posizione sulla vicenda giudiziaria e dall'altro "di promuovere un tavolo tecnico urgente con i prefetti delle province emiliano-romagnole per procedere a una revisione straordinaria e a un irrigidimento dei protocolli sanitari legati al rilascio delle idoneità per l’ingresso nei Cpr, prevedendo meccanismi di ‘secondo parere medico’ o commissioni collegiali al fine di evitare il rischio di valutazioni arbitrarie o monocratiche”. Infine, Evangelisti chiede che “l’amministrazione regionale, abbandonando i pregiudizi ideologici della sua maggioranza in Assemblea, manifesti formale e immediata disponibilità al ministero dell’Interno per l’individuazione e la messa a disposizione di un sito idoneo per la costruzione e l’operatività di un centro di permanenza per il rimpatrio sul territorio dell’Emilia-Romagna, a tutela della sicurezza pubblica di tutti i cittadini della regione”.

(Cristian Casali)

Ultimo aggiornamento: 28-09-2026, 10:48

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