Introduzione
L’emozione e il coraggio. Il teatro e la fotografia che diventano riscatto, vittoria della vita sulla malattia. Sta tutto in questo binomio la storia della Casa dei Risvegli Luca de Nigris, una storia che vive da quasi tre decenni e che ogni anno, con la “Giornata dei Risvegli”, mette in scena in occasione della Giornata nazionale dei Risvegli per la ricerca sul coma.
Una tradizione che ha fatto tappa nei locali dell’Assemblea legislativa, da sempre al fianco dell’Associazione Luca De Nigris grazie al binomio teatro e fotografia che oggi si sono fuse in“Nessuno si risveglia da solo”, un doppio appuntamento che ha avuto l’obiettivo di far incontrare i giovani delle scuole bolognesi con le storie di chi, dopo il coma, si è risvegliato tornando alla vita.
A fare gli onori di casa è stato il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, mentre il compito di illustrare il senso della giornata è toccato a Fulvio De Nigris, presidente dell’Associazione Casa dei Risvegli Luca De Nigris. A completare l’elenco degli ospiti Gerardo Guccini e Nicola Bonazzi, docenti rispettivamente di Drammaturgia e Letteratura italiana all’Università di Bologna.
Dopo i saluti istituzionali è stata la volta di “Momenti del Teatro”.
A fare da cornice alla giornata “Il Teatro dei Risvegli”, mostra fotografica che, attraverso le foto di Gabriele Fiolo e Cristina Ferri dell’Associazione Tempo e Diaframma, racconta le attività teatrali che si svolgono a Bologna con persone con esiti di coma. La mostra raccoglie le foto di alcuni degli spettacoli andati in scena in 20 anni di attività del teatro che ha come artisti e attori le donne e gli uomini che, anche attraverso la Casa dei Risvegli, hanno affrontato il tema del coma.
Le dichiarazioni
“Ci sono realtà che, nel tempo, diventano parte integrante della storia e dell’identità di un territorio. La Fondazione ‘Gli amici di Luca-Casa dei Risvegli Luca De Nigris’ è una di queste”, ha spiegato il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, per il quale “la Casa dei Risvegli rappresenta, in questo percorso, un luogo emblematico, uno spazio di cura e di ricerca, ma anche di relazione, ascolto e umanità. Un modello nel quale la dimensione sanitaria non è mai separata da quella sociale e affettiva. È anche per questo che l’esperienza de ‘Gli amici di Luca’ costituisce una vera eccellenza della sanità emiliana”.