Dallo sport alla piazza, dalla solidarietà a domicilio alla testimonianza di chi vive ogni giorno con la SLA: in provincia di Taranto la XIX Giornata Nazionale SLA è diventata un percorso fatto di partecipazione, incontri e gesti concreti. Al centro, Andrea Tripaldi e l’impegno di SLAnci Solidali APS, insieme ad AISLA e a una comunità che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Accanto a lui, le volontarie di AISLA Puglia: Antonella Punzi e Loredana Paglialonga.
Le settimane della XIX Giornata Nazionale SLA si sono concluse a Taranto con un banchetto solidale, ma il messaggio che arriva dalla Puglia va oltre una singola giornata. A Fragagnano e Taranto la solidarietà ha preso forme diverse: una luce verde, un banchetto virtuale, un torneo di padel, una bottiglia di vino, una donazione, una visita e, soprattutto, la possibilità di incontrarsi e parlare di SLA.
Il percorso è iniziato il 18 settembre, quando il Castello Aragonese di Taranto si è illuminato di verde insieme a numerosi monumenti e luoghi simbolici in tutta Italia. Una luce che non è soltanto un segno visivo, ma un invito a guardare, conoscere e comprendere una malattia che coinvolge profondamente la persona e l’intero nucleo familiare. Da quella luce è iniziata una serie di iniziative che ha attraversato la provincia di Taranto, mettendo insieme associazioni, volontari, cittadini e realtà sportive.
A Fragagnano, Andrea ha scelto di partecipare alla campagna nazionale AISLA “Un contributo versato con gusto” in un modo speciale. Non potendo essere fisicamente presente in piazza, ha trasformato la propria casa in un “banchetto virtuale”. Le bottiglie di Barbera d’Asti DOCG della campagna venivano prenotate e ritirate direttamente a casa sua. Ma il gesto di solidarietà è diventato anche un’occasione per incontrarsi. Chi arrivava per ritirare una bottiglia poteva fermarsi, conoscere Andrea, scambiare due parole, ascoltare la sua storia. Un appuntamento semplice, ma capace di restituire alla solidarietà il suo significato più autentico: incontrare una persona prima ancora di incontrare la malattia. Le bottiglie messe a disposizione da Andrea sono andate esaurite, raccogliendo numerose adesioni.
Al fianco della solidarietà, lo sport è sceso in campo contro la SLA. Domenica 27 settembre, il Kore Padel di Fragagnano ha ospitato il torneo di beneficenza “Uniti contro la SLA”, promosso insieme all’Associazione 74022 e il cui ricavato al netto dei costi è stato destinato ad AISLA Puglia. Ventiquattro giocatori si sono sfidati con un obiettivo comune: trasformare lo sport in un gesto concreto di sostegno e contribuire alla sensibilizzazione sulla SLA.
Nel racconto affidato alle parole di Andrea, il campo da padel diventa una metafora della quotidianità di chi convive con la SLA. “Loro, nel loro rettangolo di gioco, correvano, si sfidavano e schiacciavano per conquistare un punto. Il mio rettangolo quotidiano, invece, oggi è soprattutto una camera da letto.”
È da quel “rettangolo” che Andrea affronta ogni giorno gli effetti della malattia, cercando di conquistare piccole e grandi vittorie contro le difficoltà, i limiti e la stanchezza. E proprio per questo, vedere persone scegliere di esserci, informarsi e sostenere la ricerca assume un valore particolare.
“Non sono solo”, scrive Andrea. E questa consapevolezza racchiude l’obiettivo più alto dell’Associazione: non lasciare nessuno indietro, non lasciare nessuno da solo.
A conclusione di settimane solidali, il banchetto di Taranto con il banchetto della campagna “Un contributo versato con gusto”, allestito in via d’Aquino, nei pressi di piazza Carmine. Qui volontari e soci di AISLA hanno incontrato cittadini e sostenitori, proponendo il vino Barbera come simbolo concreto della campagna di raccolta fondi. Il banchetto è diventato però molto più di un punto di raccolta.
C’è chi si è fermato per una bottiglia, chi per una donazione, chi per chiedere informazioni e chi semplicemente per scambiare un sorriso.
Gesti differenti, ma con un denominatore comune: esserci. È questo il senso dell’impegno che AISLA porta avanti accanto alle persone con SLA e alle loro famiglie: ascoltare i bisogni, sostenere i percorsi di cura e costruire una rete capace di non lasciare sole le persone.
E in questo percorso, la collaborazione con realtà come SLAnci Solidali APS dimostra quanto sia importante che la sensibilizzazione nasca anche dalle comunità e dalle esperienze di chi vive la malattia in prima persona.
E Andrea continua a lanciare la sua sfida: SLA 0 – VITA 1.