Note condivise porta online la ricchezza del patrimonio musicale italiano - Wikimedia Italia

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La storia della musica italiana è custodita in biblioteche, archivi e istituzioni culturali disseminati in tutto il Paese. Manoscritti, spartiti, libretti d’opera e volumi illustrati raccontano secoli di creatività, innovazione e scambi culturali che hanno contribuito a fare dell’Italia uno dei luoghi in cui la musica si è più sviluppata nel corso dei secoli.

Molti di questi materiali, però, restano accessibili soltanto a chi può raggiungere fisicamente le sedi che li conservano. Per studiosi, appassionati e cittadini, consultare queste collezioni significa spesso dover affrontare limiti geografici, logistici o economici.

Per contribuire a rendere questo patrimonio più accessibile nasce “Note condivise”, un progetto di Wikimedia Italia realizzato con i fondi Otto per mille della Chiesa Valdese.

Un patrimonio musicale da rendere davvero accessibile a tutti

L’obiettivo del progetto è trasformare una selezione di materiali storici conservati presso istituzioni culturali italiane in risorse digitali aperte, consultabili online e riutilizzabili liberamente.

Attraverso attività di digitalizzazione, metadatazione e pubblicazione sulle piattaforme Wikimedia, documenti che oggi possono essere consultati soltanto in sede diventeranno accessibili a tutti gratuitamente. Non si tratta quindi solo di conservare il patrimonio, ma di renderlo realmente fruibile, favorendo ricerca, studio, divulgazione e nuovi utilizzi in ambito educativo e culturale.

Le opere sono in pubblico dominio, e possono quindi essere condivise e riutilizzate senza restrizioni, contribuendo alla diffusione della conoscenza e alla valorizzazione della memoria culturale collettiva.

Da Torino a Palermo, Note condivise attraversa l’Italia

“Note condivise” è un progetto di Wikimedia Italia che coinvolge quattro istituzioni distribuite lungo tutta la penisola, accomunate dalla volontà di valorizzare e aprire al mondo il prezioso patrimonio musicale che custodiscono. 

Il Teatro Regio di Torino metterà a disposizione una selezione di libretti d’opera provenienti dal proprio archivio storico.

L’Associazione Musicale Estense di Modena contribuirà con antichi volumi illustrati tra XVI e XVIII secolo, caratterizzati da incisioni e xilografie di particolare interesse storico e artistico.

Il Conservatorio “Luigi Boccherini” di Lucca parteciperà con alcuni dei suoi fondi storici, tra cui raccolte dedicate alla musica sacra, alla musica antica e a importanti figure della storia musicale italiana come Giacomo Puccini e Alfredo Catalani. 

Da Palermo arriverà invece il contributo del Conservatorio “Alessandro Scarlatti”, che metterà a disposizione materiali legati al Fondo Florio, alla produzione musicale siciliana tra Ottocento e Novecento e a un importante corpus di musiche popolari dell’isola.

Il ruolo di Wikimedia Italia

Gli enti coinvolti metteranno a disposizione il patrimonio conservato nelle proprie collezioni, le loro competenze e gli spazi necessari alle attività.

Wikimedia Italia coordinerà invece il progetto e si occuperà delle attività di digitalizzazione, della metadatazione, della pubblicazione sui progetti Wikimedia e delle iniziative per promuovere la partecipazione della comunità e il riuso dei contenuti.

Accanto al lavoro sugli archivi, sono infatti previsti momenti pubblici e collaborativi, tra cui editathon, attività di valorizzazione e iniziative dedicate alla diffusione e all’utilizzo dei materiali digitalizzati da parte di scuole, università, istituzioni culturali e comunità di appassionati.

“Note condivise” fa parte di un percorso che Wikimedia Italia porta avanti da anni per favorire la diffusione aperta del patrimonio musicale e culturale italiano.

Nel tempo, infatti, l’associazione ha collaborato con realtà come l’Archivio Storico Ricordi, il Teatro alla Scala, il Teatro Regio di Torino e il Conservatorio di Santa Cecilia, contribuendo alla pubblicazione e alla valorizzazione di contenuti culturali sulle piattaforme Wikimedia.

Queste esperienze hanno permesso di sviluppare competenze specifiche nella digitalizzazione, nella gestione dei metadati e nella condivisione aperta di materiali culturali, che speriamo diventino modello per sempre nuove istituzioni interessate a rendere il proprio patrimonio accessibile a tutti.

Immagine: Aria C. Solo – Con Sinf.a – Del Sig.r Giuseppe Ferd.o Brivio – btv1b52514826k (05 of 12) (cropped) di Biblioteca nazionale di Francia, Pubblico dominio, da Wikimedia Commons

Recapiti
Simona Cannataro