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“La Regione Emilia-Romagna valuti gli esiti della riorganizzazione dell’Anatomia e Istologia patologica dell'Azienda ospedaliero-Universitaria di Parma”.
A chiederlo, con un’interpellanza discussa in aula, è Priamo Bocchi (FdI).
“Risultano elementi – spiega Bocchi – che, se confermati, delineerebbero un quadro significativamente diverso rispetto a quello rappresentato dalla giunta regionale nelle precedenti risposte a miei atti sul tema: secondo segnalazioni risulterebbe che il numero dei casi in attesa di processazione e refertazione sarebbe aumentato dai 1.483, comunicati dall’esecutivo regionale a maggio 2025, a oltre 3.000; si sarebbero, poi, registrate ulteriori cessazioni di personale e, infine, pare che circa 750 esami di citologia urinaria, riferibili a circa 250 pazienti, sarebbero stati affidati a un laboratorio esterno”.
Per Bocchi, se queste circostanze saranno confermate, “ci sarebbe uno scostamento rispetto agli obiettivi prefissati. Serve, quindi, chiarezza, anche rispetto al monitoraggio del gruppo di lavoro incaricato di controllare gli effetti del nuovo assetto organizzativo”.
La risposta arriva dall’assessore alla Sanità Massimo Fabi: “Riteniamo che i tempi d’attesa degli esiti diagnostici debbano essere il più possibile contenuti, in particolare quando ci sono ipotesi di patologie, l’obiettivo è rispettare gli standard di qualità. Anatomia e Istologia patologica ha visto negli ultimi mesi un riassetto riorganizzativo per ottimizzare il complesso dei processi. Siamo nella fase di messa a regime dell’attività dell’area. Rileviamo, comunque, nell’ultimo periodo un miglioramento delle performance”.
La replica di Priamo Bocchi: “La risposta non mi soddisfa, perché c’è un esercizio di retorica da parte sua per non rispondere ai quesiti posti”.
(Cristian Casali)
Ultimo aggiornamento: 06-10-2026, 15:55