D: Quali sono stati i principali argomenti di discussione affrontati nel corso dei questo evento?
R. Il Consiglio ha voluto riaffermare l’impegno della CISAL a rafforzare la tutela di lavoratrici e lavoratori e pensionati in un contesto economico che si sta aggravando, anche a causa dello shock energetico da cui sta scaturendo un rapido e preoccupante aumento del costo della vita; abbiamo poi voluto affrontare il tema delle ripercussioni che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale potrà avere sul mondo della produzione e del lavoro e il sempre più drammatico problema delle pensioni.
D: avete espresso valutazioni rispetto al quadro generale di finanza pubblica?
R: ovviamente si; in tale contesto abbiamo rimarcato la persistenza di due importanti
fattori di criticità: crescita debole e aumento dell’indebitamento complessivo, avendo il Paese superato la soglia psicologica dei 3mila miliardi di debito pubblico. Se a questi elementi aggiungiamo che siamo ancora all’interno della procedura di infrazione UE, è chiaro che restiamo preoccupati rispetto alla prossima legge di bilancio, soprattutto per l’aumento dei beni energetici, che rischia di diventare un fattore di forte destabilizzazione economica, una sorta di moltiplicatore dell’inflazione che mette a rischio la tenuta dei salari e delle pensioni rispetto al costo reale della vita.
D: se questo è lo scenario cosa vi aspettate dalla prossima legge di Bilancio?
R. siamo preoccupati: la questione salariale riemerge con forza ma il quadro dei conti pubblici lasci presagire ristretti margini di manovra; è chiaro che un’inflazione ormai al 4,2% rende il problema dei salari ancora più urgente e prioritario. Partendo da questi elementi di fatto il Consiglio ha chiesto che vengano rafforzate le politiche a sostegno delle retribuzioni: detassazione integrale e strutturale di tutte le voci del salario accessorio, delle tredicesime e delle quattordicesime, delle indennità legate a turnazioni e festivi, nonché degli incrementi economici corrisposti in applicazione dei rinnovi contrattuali per il triennio di riferimento.
Vorremmo inoltre che tale regime fosse esteso anche al pubblico impiego, per il quale si chiede una totale equiparazione del trattamento fiscale rispetto al lavoro privato, con applicazione delle stesse agevolazioni fiscali già adottate o che, auspichiamo, saranno adottate per il lavoro privato.
Vi è poi il capitolo IRPEF che, a nostro giudizio, dovrà essere ulteriormente alleggerita per il lavoro dipendente.
D: come giudica, rispetto alla questione salariale, l’operato del Governo?
R: la legislatura si avvia alla conclusione ed è possibile iniziare a formulare giudizi abbastanza compiuti su questo Governo, al quale riconosciamo di aver adottato, in passato, alcuni provvedimenti positivi, tra l’altro richiesti anche dalla CISAL.
Mi riferisco in particolare al taglio del cuneo fiscale e contributivo e alla parziale riduzione delle aliquote IRPEF per i redditi medio bassi.
Al tempo stesso tuttavia addebitiamo all’attuale Esecutivo una colpa gravissima, di portata storica, ovvero l’aver approvato la normativa sul giusto salario che, nonostante il nome, non apporterà alcun vantaggio a lavoratrici e lavoratori. E’ una normativa che non porterà alcun fattore di crescita alle retribuzioni, e anzi rischia di cristallizzare l’attuale quadro di salari bassi; emblematico il caso della Vigilanza Privata, dove il contratto maggiormente applicato garantisce un salario che non mi pare proprio il caso di definire giusto. Con queste norme e il quadro inflattivo in atto le retribuzioni sono destinate, dunque, a restare insufficienti.
D: eppure sulla scorta della nuova legge sul giusto salario, altre confederazioni sindacali, d’intesa con alcuni soggetti datoriali, hanno annunciato un “nuovo accordo su assetti contrattuali e rappresentanza” che dovrebbe andare a sostituire quello del 2009.
R: è un annuncio che desta forti perplessità; da prime indiscrezioni pare ad esempio che si voglia andare ad una definizione contrattuale del TEC o delle modalità di classificazione dei contratti di lavoro; sono materie riservate alla legge (per inciso la individuazione del TEC è stato l’unico aspetto positivo della nuova normativa sul giusto salario) rispetto alle quali si stanno tentando, evidentemente, operazioni poco chiare. La verità è ben nota: quella sul giusto salario non è una normativa di tutela delle retribuzioni, ma una disciplina della rappresentanza sindacale. Non a caso tende ad attribuire ad alcuni il monopolio delle relazioni sindacali. Siamo in presenza di uno stravolgimento totale del quadro ordinamentale, con palesi violazioni del dettato costituzionale, in cui sembra che il legislatore e l’apparato amministrativo vogliano quasi rinunciare al loro ruolo per devolverlo ad alcuni soggetti privati: tutto ciò è gravissimo. Siamo in presenza di una evidente lesione del diritto, costituzionalmente garantito, della libertà di rappresentanza sociale.
D: tornando alle politiche di sostegno alle retribuzioni, come può essere meglio affrontato il problema dell’emergenza salariale?
R: bisogna sostenere il rafforzamento di tutta la contrattazione collettiva e promuovere meccanismi che evitino che i ritardi nei rinnovi si traducano in perdite permanenti per i lavoratori. A tal fine la CISAL conferma la proposta di un’indennità di vacanza contrattuale dinamica, crescente con il protrarsi della vacanza e rapportata all’inflazione cumulata, insieme a clausole di salvaguardia e adeguamenti periodici quando l’inflazione effettiva si discosti dalle previsioni. La CISAL inoltre promuoverà il confronto sugli indici di riferimento per i rinnovi (in questa limitata ottica potrebbe essere si richiesto un superamento dell’accordo del 2009) e sulla necessità che le retribuzioni recuperino effettivamente le perdite di potere di acquisto.
Si propone, inoltre, di ricondurre anche i fringe benefit nell’ambito della contrattazione collettiva, che oggi in larga parte da una scelta unilaterale del datore di lavoro. La loro regolamentazione negoziale può far affluire risorse aggiuntive alla contrattazione, sostenere spese familiari incomprimibili e rafforzare il welfare senza confonderlo con la retribuzione ordinaria.
E’ inoltre necessario prevedere meccanismi finalizzati a neutralizzare il c.d. fiscal drag.
D: quali sono i settori del mondo del lavoro per i quali ritenete prioritario intervenire?
R. gli interventi devono operare su tutti i settori; ve ne sono alcuni, tuttavia, per i le criticità lavorative date dall’emergenza retributiva sono aggravate anche da altre cause; ho già citato il caso della vigilanza privata, ma già nell’ambito del pubblico impiego, ad esempio, è noto che le retribuzioni di Scuola ed Enti Locali sono più basse di quelle di altri settori, e appaiono inadeguate anche nel confronto con le medie europee, con condizioni di lavoro mediamente più disagiate. Il settore del Trasporto Pubblico Locale, è pure in particolare sofferenza per lo scarso finanziamento pubblico dei servizi con ripercussioni negative anche per l’utenza.
Poste Italiane sta vivendo un momento di grande trasformazione che non può prescindere da una maggiore partecipazione attiva del sindacato; vi sono poi settori considerati minori in cui le istituzioni pubbliche non stanno esercitando il giusto ruolo di tutela e valorizzazione non solo dei lavoratori ma anche delle funzioni. Si pensi, ad esempio, alle Fondazioni Lirico Sinfoniche, che sono un’eccellenza tutta italiana e che, contrariamente a quanto avviene, dovrebbero essere la base per una vera e propria industria della cultura da valorizzare in specie tra i giovani e da esportare in tutto il mondo. Incredibilmente da rivedere il ruolo delle Case da Gioco, che andrebbe ripensato facendole diventare poli di attrazione turistica da mettere in connessione con i territori circostanti, attraverso una maggiore sinergia con enti e comunità locali. Sono solo esempi di un grande puzzle che va ricomposto.
D. aveva accennato al grande tema dell’IA, come lo avete affrontato?
R: l’IA è destinata a cambiare radicalmente la nostra società e le nostre abitudini ed avrà ripercussioni importanti sul mondo del lavoro; dobbiamo evitare, innanzi tutto, che si traduca in un fattore di distruzione di milioni di posti di lavoro, e cercare di convogliare l’utilizzo dell’IA verso applicazioni virtuose in grado di migliorare la vita di tutti noi e con essa la qualità del lavoro. Inoltre vi è il problema di adeguare rapidamente i contratti rispetto al rischio che l’IA possa favorire una sorta di sopraffazione del lavoratore, anche in relazione alla violazione di diritti fondamentali della persona; le applicazioni di IA dovranno essere calate nei processi produttivi con modalità condivise dal sindacato. E’ certo che stiamo per vivere un cambiamento epocale e dobbiamo saperlo governare, con implicazioni sul ruolo delle imprese e la redistribuzione degli utili che esse producono.
D: In materia di previdenza permangono delle criticità enormi, qual è la posizione della cisal?
R: abbiamo lanciato per primi l’allarme sulla tenuta del sistema pensionistico, e sui rischi derivanti dall’introduzione del metodo contributivo, anche alla luce del calo della natalità; non starò a ripetere quanto a tutti noi già noto da tempo: voglio però evidenziare che la CISAL propone una rivalutazione più tutelante dei montanti contributivi e misure fiscali per ridurre il divario tra pensione netta contributiva e prestazione derivante dalle regole previgenti, con attenzione ai redditi bassi e agli incapienti. La previdenza complementare, inoltre, va sostenuta, ma non può sostituire la garanzia pubblica di pensioni dignitose; soprattutto essa deve essere regolamentata con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e non i gestori dei fondi; vogliamo ad esempio norme che consentano al lavoratore di sfruttare al meglio la portabilità per poter ottenere il miglior rendimento possibile.
Ricordo infine che alla questione previdenziale è connesso il problema della natalità e del così detto inverno demografico; ecco perché attraverso misure che diano il massimo sostegno alla genitorialità si potrà di fatto favorire, ovviamente nel lungo periodo, anche un sistema previdenziale più bilanciato.