Un CRM per gestire meglio clienti e trattative, un gestionale che integra i processi, una soluzione di intelligenza artificiale per automatizzare i documenti: il Voucher digitalizzazione PMI Piemonte 2026 può sostenere progetti che rendono il lavoro più organizzato, efficiente e sicuro.
La domanda deve però partire da un investimento coerente con le tecnologie del bando.
Prima di scegliere il software o raccogliere i preventivi, occorre verificare requisiti, costi e tempi di realizzazione.
A chi si rivolge il bando digitalizzazione Piemonte 2026
Il bando si rivolge alle micro, piccole e medie imprese con sede legale e/o unità locale operativa attiva e produttiva in Piemonte, dove saranno realizzati gli interventi. La definizione europea di impresa comprende anche le attività professionali: i professionisti possono accedere se rispettano le condizioni previste.
Tra le verifiche iniziali rientrano il settore e il codice ATECO ammissibili, la regolarità contributiva, gli obblighi assicurativi contro eventi catastrofali quando applicabili, il diritto annuale per i soggetti obbligati e la disponibilità nel regime de minimis. La dimensione aziendale va calcolata considerando anche eventuali imprese associate e collegate.
Un filtro importante: il richiedente non deve avere ricevuto contributi dai precedenti Voucher digitalizzazione PMI 2023 e 2024 di Unioncamere Piemonte. Il divieto non si estende automaticamente a ogni società del gruppo: le FAQ ammettono un soggetto giuridicamente distinto che rispetti i requisiti, ferma la verifica de minimis sull’impresa unica.
Quanto finanzia: aliquote e importi minimi
Il contributo massimo è di 25.000 euro per tutte le dimensioni d’impresa. Le aliquote base e le soglie indicate dal bando sono:
| Dimensione | Aliquota base | Voucher minimo | Investimento minimo* |
| Microimpresa | 65% | 4.000 € | 6.153,85 € |
| Piccola impresa | 60% | 5.000 € | 8.333,33 € |
| Media impresa | 50% | 5.000 € | 10.000 € |
Gli investimenti minimi della tabella sono quelli esemplificativi riportati dal bando, alle aliquote base. La soglia di 4.000 o 5.000 euro riguarda il voucher, non la spesa. In fase di budget è prudente mantenere un margine rispetto ai minimi, anche per eventuali tagli di spesa e arrotondamenti.
Le premialità possono aumentare la percentuale
I progetti collaborativi con il supporto di soggetti aggregatori, alle condizioni dell’articolo 7, ottengono 5 punti percentuali aggiuntivi. Sono previsti inoltre 1 punto per una premialità soggettiva e fino a 2 punti per più premialità: rating di legalità, componente femminile o giovanile secondo le definizioni del bando, certificazione della parità di genere, status di startup o PMI innovativa.
Le maggiorazioni non sono automatiche: occorre dimostrarne i presupposti. Il tetto del voucher resta di 25.000 euro. Per esempio, una microimpresa con 20.000 euro di spese interamente ammesse avrebbe un contributo teorico base di 13.000 euro; il calcolo non costituisce una previsione di concessione.
Quali investimenti digitali sono ammissibili
Il progetto deve riguardare almeno una tecnologia dell’elenco ufficiale. Tra gli ambiti figurano CRM, gestionali integrati come ERP e MES, cloud, cybersecurity e continuità operativa, automazione documentale e altre applicazioni di AI, analisi dei dati, IoT, robotica, stampa 3D e tecnologie per la logistica.
Sono ammissibili beni e servizi strumentali, consulenza e formazione funzionali al progetto. Consulenza e formazione, sommate, non possono superare il 30% delle spese ammissibili. Canoni, licenze e abbonamenti possono essere riconosciuti per un massimo di due annualità.
E-commerce e computer: le condizioni da conoscere
Un sistema di e-commerce è ammissibile soltanto se collegato a un’altra tecnologia dell’elenco. Un possibile progetto da approfondire è l’integrazione con un gestionale o un CRM: va spiegato il collegamento effettivo, non basta inserire due voci nello stesso preventivo.
La semplice sostituzione di PC o tablet non è agevolabile, salvo dimostrare che il dispositivo è indispensabile per il progetto tecnologico. Sono escluse, tra le altre, pubblicità e advertising, smartphone, beni usati o in leasing, opere murarie e consulenze ordinarie amministrative o commerciali. L’IVA è esclusa salvo che sia indetraibile.
La domanda utile è:
quale processo cambierà dopo l’investimento?
Per un CRM, descrivi come gestisci oggi contatti e preventivi, quali passaggi vuoi organizzare e quali funzioni introdurrai.
Questo confronto rende il progetto leggibile e aiuta a scegliere una soluzione adeguata.
Il Radar Bandi di Progetto Sviluppo può aiutarti a individuare le opportunità da esaminare.
È una fotografia del momento, non esaustiva: la presenza di una misura nel Radar non garantisce l’accesso all’agevolazione.
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