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Come cambierà il modo in cui produciamo, trasformiamo e conserviamo il cibo?
Nei Paesi Bassi la risposta sta arrivando da direzioni molto diverse: genetica, robotica, intelligenza artificiale, fermentazione, coltivazione cellulare e biotecnologie marine.
Non si tratta soltanto di produrre più cibo. Le nuove tecnologie stanno cercando di intervenire in punti sempre più specifici della filiera: dal materiale con cui si pianta una patata alla singola erba infestante, dalle decisioni prese all’interno di una serra alla durata di conservazione di una fragola.
Abbiamo raccolto otto innovazioni olandesi che raccontano questa trasformazione, alcune già arrivate sul mercato e altre ancora in fase di sviluppo o di autorizzazione.
LA PATATA CHE PARTE DAL SEME
Solynta | Wageningen
E se per coltivare una patata non fosse più necessario trasportare tonnellate di tuberi-seme?
Solynta ha sviluppato varietà ibride di patata che possono essere coltivate a partire da seme botanico. Il cambiamento riguarda soprattutto il materiale di propagazione: i semi sono più piccoli e possono offrire vantaggi in termini di conservazione, trasporto e moltiplicazione.
Nel giugno 2026 SOLHY019 è diventata la prima varietà di patata ibrida diploide ottenuta da seme ibrido a entrare nel Registro nazionale olandese delle varietà. A luglio il Kenya ha approvato un’altra varietà Solynta, SOLHY023, che secondo l’azienda presenta geni associati alla resistenza alla peronospora.
Il punto per la filiera: cambiare il modo in cui si trasporta e si avvia una coltura fondamentale come la patata.
IL ROBOT CHE ELIMINA LE ERBE INFESTANTI CON IL LASER
Pixelfarming Robotics | Almkerk
Un robot che non tratta un intero campo, ma decide quale singola pianta eliminare.
Robot One utilizza telecamere, computer vision e laser ad alta potenza per riconoscere le erbe infestanti e intervenire direttamente su di esse. Il sistema segue tre passaggi: scansiona il campo, identifica le piante e agisce.
La tecnologia è già passata dalla sperimentazione alla produzione: Pixelfarming Robotics fornisce i propri robot a clienti in Europa e Canada. I primi coltivatori hanno ricevuto macchine di produzione nel 2024.
Il punto per la filiera: l’agricoltura di precisione passa dalla gestione del campo all’intervento sulla singola pianta.
L’AI CHE IMPARA A GESTIRE LE SERRE
Source.ag | Amsterdam
Le serre olandesi sono già un simbolo dell’agricoltura tecnologica. Il prossimo prodotto da esportare potrebbe essere il software che le gestisce.
La piattaforma di Source.ag utilizza dati e intelligenza artificiale per supportare i coltivatori nella pianificazione delle colture, nella previsione dei raccolti e nell’irrigazione automatizzata.
Secondo l’azienda, il software è stato implementato in centinaia di serre in 20 Paesi, dove supporta la produzione di pomodori, peperoni e cetrioli.
Una previsione più accurata dei raccolti non riguarda soltanto la serra: influenza anche organizzazione del lavoro, confezionamento, logistica e rapporti con la distribuzione.
Il punto per la filiera: trasformare l’esperienza del coltivatore e i dati di produzione in decisioni supportate dall’AI.
GRASSI ALIMENTARI PRODOTTI IN UN SERBATOIO DI FERMENTAZIONE
NoPalm Ingredients | Wageningen
E se alcuni grassi oggi prodotti attraverso coltivazioni agricole potessero essere ottenuti attraverso la fermentazione?
NoPalm Ingredients utilizza lieviti alimentati con sottoprodotti dell’industria alimentare per produrre oli e grassi microbici destinati a diverse applicazioni.
La tecnologia è già stata testata su scala industriale con una fermentazione da 120.000 litri. L’azienda sta ora lavorando con NIZO alla realizzazione di un impianto dimostrativo presso il Food Innovation Campus di Ede. La prima produzione industriale è prevista, secondo il progetto, nella seconda metà del 2026.
Il punto per la filiera: trasformare flussi secondari dell’industria alimentare in una nuova materia prima attraverso la biotecnologia.
DAL LIEVITO A UN INGREDIENTE CHE PUÒ SVOLGERE LE FUNZIONI DELL’UOVO
Revyve | Wageningen
L’uovo è utilizzato in moltissimi alimenti non solo per il suo gusto, ma per ciò che sa fare: emulsionare, creare schiume e gelificare.
Revyve ha sviluppato un processo per estrarre proteine e fibre da lieviti provenienti dall’industria alimentare, compresi quelli utilizzati nei settori della panificazione e della birra.
Il primo impianto commerciale, a Dinteloord, è operativo dal 2024. Dopo un finanziamento di quasi 24 milioni di euro nel 2025, l’azienda ha annunciato l’espansione della capacità produttiva oltre le 1.600 tonnellate annue.
Il punto per la filiera: l’innovazione non consiste necessariamente nel creare un nuovo sapore, ma nel replicare la funzione tecnologica di un ingrediente.
CARNE BOVINA SENZA ALLEVARE L’INTERO ANIMALE
Mosa Meat | Maastricht
Nel 2013 il primo hamburger coltivato al mondo, presentato a Londra, portò la carne coltivata al centro dell’attenzione internazionale.
Oggi Mosa Meat sta lavorando per portare quella tecnologia verso la produzione su scala più ampia. Il processo parte da un piccolo campione di cellule animali, che vengono moltiplicate in condizioni controllate e trasformate in tessuto muscolare e adiposo.
Nel gennaio 2025 l’azienda ha presentato la prima domanda europea per un prodotto basato su grasso bovino coltivato, anziché su un hamburger completamente coltivato.
Prima della commercializzazione in Europa sarà necessario completare la procedura Novel Food dell’UE. Restano inoltre aperte questioni legate a scala produttiva, costi, energia, terreni di coltura e accettazione da parte dei consumatori.
Il punto per la filiera: trasformare la produzione di carne da processo legato all’intero animale a processo di coltivazione cellulare.
L’AI CHE PREVEDE QUANTO RESTA DI VITA A UNA FRAGOLA
OneThird | Enschede
Non tutta la frutta raccolta nello stesso giorno ha la stessa durata. Sapere quanto tempo rimane prima che un prodotto perda qualità può cambiare il modo in cui viene gestito lungo la filiera.
OneThird utilizza spettroscopia nel vicino infrarosso e modelli di AI per analizzare la “firma” spettrale della frutta e stimarne parametri come la shelf life residua.
Per le fragole, l’azienda afferma che i propri modelli possono prevedere la durata residua con un’approssimazione di circa un giorno, anche se i modelli devono essere calibrati in funzione di varietà, condizioni di coltivazione e caratteristiche della catena di distribuzione.
Nel febbraio 2026 OneThird ha presentato un nuovo scanner per avocado. Secondo l’azienda, il sistema raggiunge circa il 90% di accuratezza nella classificazione della maturazione e oltre 350 scanner sono già installati nei punti vendita di tutto il mondo.
Il punto per la filiera: non allungare artificialmente la vita del prodotto, ma fornire dati migliori per decidere dove mandarlo e quando venderlo.
DALLE ALGHE MARINE A NUOVE PROTEINE
GOA Ventures | Yerseke, Zeeland
L’ultima innovazione arriva dal mare.
GOA Ventures sta sviluppando a Yerseke una bioraffineria per la lavorazione delle alghe marine. L’obiettivo è separare le diverse componenti della biomassa quando l’alga è ancora fresca, anziché essiccarla prima della lavorazione.
L’azienda sta concentrando il lavoro sull’estrazione di proteine per uso alimentare, mentre la biomassa rimanente può essere utilizzata per produrre biogas o recuperare altri componenti.
Nel 2025 GOA Ventures ha ricevuto 1,6 milioni di euro dal programma Dutch Biotech Booster per il progetto GOA@EASE, finalizzato allo sviluppo di un impianto pilota e alla raccolta di dati durante un’intera stagione di coltivazione.
Il punto per la filiera: cercare nuove fonti di ingredienti e proteine non soltanto sulla terra, ma anche nel mare.
DALLA DOMANDA “COME PRODURRE DI PIÙ?” A “DOVE POSSIAMO INTERVENIRE MEGLIO?”
Le otto innovazioni intervengono in punti molto diversi della filiera alimentare: genetica, agricoltura di precisione, serre, fermentazione, ingredienti, coltivazione cellulare, distribuzione e biomassa marina.
Sono tecnologie a livelli di maturità differenti. Alcune hanno già raggiunto clienti e impianti industriali; altre stanno ancora affrontando la fase pilota, la validazione economica o il percorso regolatorio.
Il filo comune è una trasformazione del modo di pensare l’innovazione alimentare: non soltanto produrre di più, ma capire dove intervenire in modo più preciso e intelligente lungo la filiera.
Per approfondimenti, interviste con le aziende o materiali dedicati alle singole tecnologie, siamo a disposizione.
ITINERA PR
Paola Testoni
PR Manager Italy
+31 6 26036811
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