Cina, il fotovoltaico supera il carbone: Pechino accelera sulla transizione energetica - ZeroEmission.eu

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La Cina segna un nuovo record nella corsa alle energie rinnovabili. A fine luglio 2026, per la prima volta, la capacità fotovoltaica installata nel Paese ha superato quella delle centrali a carbone. Un passaggio dal forte valore simbolico, che conferma la rapidità con cui Pechino sta trasformando il proprio sistema energetico.

Secondo i dati della National Energy Administration, la potenza degli impianti fotovoltaici cinesi ha raggiunto circa 1,286 miliardi di kilowatt, contro gli 1,285 miliardi di kilowatt del carbone. Il fotovoltaico diventa così la tecnologia con la maggiore capacità installata all’interno del gigantesco sistema elettrico cinese, che nel complesso ha raggiunto i 4,08 miliardi di kilowatt.

Un sorpasso che racconta la trasformazione energetica cinese

Il dato fotografa soprattutto la velocità con cui la Cina sta aumentando gli investimenti nelle tecnologie energetiche pulite. Negli ultimi vent’anni Pechino ha costruito una filiera industriale estremamente competitiva nei settori del solare, dell’eolico, delle batterie e della mobilità elettrica, rafforzando la propria posizione sui mercati internazionali.

La strategia non riguarda soltanto la produzione di energia. La Cina ha sviluppato competenze lungo gran parte della catena del valore: dall’approvvigionamento delle materie prime alla ricerca, dalla produzione dei componenti fino alla realizzazione degli impianti.

È una politica che risponde a esigenze diverse: riduzione della dipendenza energetica, sviluppo industriale, competitività internazionale e sicurezza degli approvvigionamenti. Il contrasto con il primato cinese nelle emissioni climalteranti resta però evidente: il Paese continua a essere il principale emettitore mondiale di gas serra.

Più pannelli non significa ancora più elettricità

Il sorpasso del fotovoltaico sul carbone deve essere però interpretato correttamente. La capacità installata non coincide con l’energia effettivamente prodotta.

Nei primi sette mesi del 2026, gli impianti fotovoltaici cinesi hanno generato circa 802,4 miliardi di kilowattora, equivalenti a circa il 13% dei consumi elettrici complessivi del Paese.

La differenza dipende dalle caratteristiche delle due tecnologie. Un impianto solare produce elettricità soprattutto nelle ore di luce e la quantità di energia generata varia in funzione delle condizioni meteorologiche. Le centrali a carbone, invece, possono essere utilizzate in modo molto più continuo per garantire la produzione richiesta dalla rete.

Per questo motivo, il superamento della capacità del carbone non significa che il solare abbia già sostituito quest’ultimo nel mix elettrico cinese. Il carbone rimane ancora un pilastro del sistema energetico nazionale, almeno nel breve periodo.

La crescita delle rinnovabili continua

La direzione intrapresa da Pechino appare comunque molto chiara. Nei primi sette mesi del 2026, oltre quattro nuovi kilowatt di capacità elettrica installata su dieci sono arrivati dal fotovoltaico.

Il solare si inserisce inoltre in una strategia più ampia che comprende anche l’espansione dell’energia eolica, dello stoccaggio e delle altre tecnologie a basse emissioni. Lo sviluppo delle rinnovabili è stato inserito tra le priorità del quindicesimo Piano quinquennale cinese.

Tra gli obiettivi indicati da Pechino c’è quello di raggiungere entro il 2030 una produzione annua da fonti rinnovabili di circa 6.000 miliardi di kilowattora.

Il sorpasso del fotovoltaico sul carbone, quindi, non rappresenta la fine dell’era del carbone in Cina. È piuttosto un indicatore della profondità e della velocità con cui sta cambiando la struttura del sistema energetico del Paese.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare l’enorme capacità rinnovabile già installata in una quantità sempre maggiore di elettricità effettivamente utilizzabile, rafforzando reti, sistemi di accumulo e flessibilità della domanda. È su questo terreno che si giocherà una parte decisiva della transizione energetica cinese.

Recapiti
Davide Grassi