#Cabina31: voci fuori campo dal Festival - TPE Teatro Piemonte Europa

Compatibilità
Salva(0)
Condividi

SHEILA RIBERO INTERVISTA JANAINA LEITE
Prima domanda è: qual è l’influenza di Pasolini sul tuo lavoro? La seconda: Che cos’è la pornografia? E come il desiderio transita tra le sue composizioni? Janaina Leite risponde che il corpo è un territorio di collisione. #Cabina31 è anche mettere. a confronto artiste di vari discipline: Sheila Ribeiro è un’artista considerata post-convergente, che opera all’interno di un ecosistema mediatico in rete interdipendente, multivettoriale ed extradisciplinare, espresso attraverso una materialità fluida, “evaporata” e rielaborata.
È lei a intervistare Janaina Leite, attrice, regista e drammaturga, nonché ricercatrice post-dottorato presso la Scuola di Comunicazione e Arti dell’Università di San Paolo. Al Festival delle Colline, Janaina Leite ha presentato per la prima volta in Italia, 3 suoi lavori: Deeper One, STABAT MATER e The Material and Immaterial Body In Its Borderlines.

NADEESHA UYANGODA INTERVISTA LISA TATIN E SIMONA GALLO
Schoß è una parola che non esiste né in francesce, lingua madre di Lisa Tatin, e nemmeno in italiano, la lingua di Simona Gallo. Significa “grembo materno”, ma anche “germoglio”, il giovane stelo di una pianta che spunta dal terreno. Perché far dialogare le Schoß con la scrittrice Nadeesha Uyangoda? Perché tanti sono i fili rossi che uniscono le creatrici di “Personne ne ramasse ma langue” e “LAB_21 Mon corps n’obéit plus” e la scrittrice italofona nata in Sri Lanka, Premio Campiello Opera Prima per “Acqua sporca”: il passaggio tra lingue diverse, lo spaesamento dei corpi frammentati, metaforicamente o per davvero, il concetto di frontiera, sia linguistica che fisica. Tre artiste si confrontano sui rispettivi mondi artistici, trovando connessioni e rimandi.

LAURA PUGNO INTERVISTA MARGHERITA PEVERE E MARCO DONNARUMMA
L’artista Laura Pugno ha scelto il caso, un gioco di carte con parole ricche di significato per intervistare i due artist* Margherita Pevere – al Festival con “Lament” e Marco Donnarumma – al Festival con “Ex Silens + Niranthea” – un gioco che si è traformato in un viaggio nella loro carriera artistica, tra protesi, visioni, muische, fuoco e ghiaccio, l’uso della tecnologia, esplorazioni sul territorio.

Recapiti
Alberto Crisafulli