EX-ILVA: BASTA AMBIGUITÀ ED ESITAZIONI DALLA POLITICA. SERVE CHIAREZZA INDUSTRIALE, INVESTIMENTI REALI E GARANZIE PER I LAVORATORI

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COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione del Segretario nazionale Fim-Cisl Valerio D’Alò

EX-ILVA: BASTA AMBIGUITÀ ED ESITAZIONI DALLA POLITICA. SERVE CHIAREZZA INDUSTRIALE, INVESTIMENTI REALI E GARANZIE PER I LAVORATORI

In occasione dell’incontro con le istituzioni e con il presidente Decaro, la FIM CISL esprime innanzitutto un ringraziamento per per la disponibilità ad affrontare unitariamente una vertenza complessa e decisiva per il Paese.

Come FIM CISL ci preme sottolineare il grande senso di responsabilità dei lavoratori in presidio. Siamo consapevoli dei disagi che le mobilitazioni stanno generando alla collettività, a partire dalle difficoltà sui rifornimenti di carburante, ma è fondamentale ristabilire la realtà dei fatti: chi sta scendendo in piazza e passando le nottate ai cancelli non risponde alla narrazione mistificatrice che descrive lavoratori rassegnati o desiderosi di restare in cassa integrazione.

In questo quadro d’emergenza, la FIM CISL valuta positivamente la necessità di interventi immediati per la copertura delle aziende dell’appalto e l’integrazione al settanta percento per i lavoratori dell’ex ILVA. Fornire garanzie minime era un atto dovuto e imprescindibile, così come resta prioritario proseguire la discussione sul piano sociale per garantire uscite incentivate e il giusto rispetto a chi ha speso la vita in un’attività fortemente usurante come la siderurgia.

Tuttavia, le misure emergenziali da sole non bastano e rischiano di crollare se non si fa immediata chiarezza sulla direzione industriale strategica degli stabilimenti. La FIM CISL chiede risposte chiare e senza alibi: le istituzioni, sia locali che nazionali, devono dire una volta per tutte se si vuole salvaguardare l’ILVA e se si vuole perseguire la strada della decarbonizzazione e dell’elettrificazione. La risposta alla transizione deve essere la riqualificazione e il ricollocamento dei lavoratori attraverso tutti gli strumenti a disposizione. Negli anni ai lavoratori sono stati prospettati reimpieghi nel settore pubblico o nell’arsenale che si sono rivelati del tutto infondati, mentre i ritardi nello sviluppo del territorio e in grandi progetti locali dimostrano che non esistono facili alternative.

Per queste ragioni, la FIM CISL ribadisce che la diversificazione economica può affiancare la siderurgia, ma non può in alcun modo sostituirla.

La FIM CISL chiede quindi che dall’interlocuzione con le istituzioni locali emerga una posizione unica, chiara e condivisa all’interno di un documento comune da presentare al Governo. Serve compatezza e serve la stessa solidarietà verso i lavoratori dell’ex ILVA che viene giustamente riconosciuta ad altre vertenze industriali, per difendere una storia produttiva fondamentale e definire insieme le condizioni concrete per darle un futuro.

In chiusura dell’incontro la Regione Puglia converge insieme alle istituzioni territoriali, Sindaco, Provincia e Capi Gruppo sulla necessità che una legge per Taranto deve dire SÌ all’acciaieria, SI all’area a caldo con forni elettrici alimentati a gas, sviluppo dell’industrializzazione del territorio per assorbire eventuali eccedenze del nuovo ciclo produttivo, importante partecipazione dello Stato nella compagine societaria.

Questa istanza dovrà costituire la condizione abilitante su cui poggiare gli investimenti di cui il polo siderurgico ha bisogno. Roma, 15 Ottobre 2026              Ufficio Stampa FIM-CISL Nazionale

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