L’azienda conferma una struttura pensata anche per la ricerca sulle malattie rare e presenta un primo risultato, un nuovo sistema enzimatico
In un periodo in cui i timori legati all’intelligenza artificiale stanno dilagando nell’opinione pubblica, Anthropic ha costruito un laboratorio fisico, cioè uno spazio per esperimenti sul campo. Per anni l’intelligenza artificiale applicata alla biologia è rimasta dentro i computer a leggere articoli, analizzare sequenze di DNA o proporre ipotesi. Anthropic, la società statunitense che sviluppa Claude, ha deciso di fare un passo in più. A metà settembre ha confermato a Reuters di aver allestito nella Bay Area di San Francisco un laboratorio per esperimenti biologici fisici.
Tra gli obiettivi c’è anche quello di contribuire alla ricerca sulle malattie rare, un campo che l’industria farmaceutica tende spesso a lasciare indietro perché poco redditizio. L’azienda ha chiarito però di non voler competere con le case farmaceutiche e di non avere in programma sperimentazioni cliniche.
IL PRIMO RISULTATO: UN SISTEMA ENZIMATICO SCONOSCIUTO
Il 23 settembre 2026, Anthropic ha pubblicato un primo risultato che mostra come funziona questo approccio. Circa 950 agenti di Claude hanno passato al setaccio le banche dati genetiche per 21 ore, analizzando oltre 200 mila trascrittasi inverse, enzimi che copiano l’RNA in DNA. È emerso un sistema mai descritto prima, presente nei batteriofagi, i virus che infettano i batteri. I ricercatori lo hanno chiamato ART (Array-Associated Reverse Transcriptases) perché affianca l’enzima a sequenze ripetute di DNA, con un’organizzazione che ricorda quella dei sistemi CRISPR.
L’ipotesi è poi passata al laboratorio della Bay Area, dove, precisa l’azienda, tutto il lavoro sperimentale è svolto da scienziati in carne e ossa. I test hanno confermato che il sistema produce brevi molecole di RNA distinte. La sua funzione biologica, però, resta ancora da chiarire.
CLAUDE SCIENCE, IL BANCO DI LAVORO PER GLI SCIENZIATI
Il laboratorio non è l’unico tassello. A fine giugno Anthropic ha lanciato Claude Science, un ambiente di lavoro basato sull’AI pensato per chi fa ricerca in genomica, proteomica, biologia strutturale e chimica. L’idea è riunire in un solo posto strumenti che oggi sono sparsi come la lettura della letteratura, l’analisi dei dati, la gestione del calcolo e la stesura dei manoscritti. Claude Science si collega a oltre sessanta banche dati scientifiche, tra cui UniProt, PDB, Ensembl e ClinVar, visualizza strutture proteiche in 3D e produce risultati accompagnati dal codice che li ha generati, così da poterli verificare e riprodurre.
C'è poi la questione dei dati. Claude Science può funzionare direttamente sui computer e sui server del centro di ricerca, i ricercatori non devono quindi caricare altrove i propri file, come sequenze genetiche molto pesanti o dati riservati, che restano dentro l'istituto. Inoltre, prima di consegnare un lavoro, un secondo agente di AI fa da “revisore” e controlla che le fonti citate siano corrette e che i calcoli tornino.
I primi utilizzi arrivano da realtà diverse. All’UCSF Brain Tumor Center di San Francisco, Stephen Francis lo ha usato per studiare l’epidemiologia molecolare del glioma, un tumore cerebrale, con analisi dieci volte più rapide rispetto ai metodi precedenti. All’Allen Institute di Seattle, Jérôme Lecoq ha costruito un sistema di revisione della letteratura che ha prodotto oltre dieci rassegne in pochi mesi invece che in anni. La biotech Manifold Bio lo ha usato per selezionare i bersagli dei suoi ultimi esperimenti.
Ad agosto l’azienda ha ampliato il sostegno alla comunità scientifica con 10 mila abbonamenti gratuiti o agevolati per un anno, riservati a gruppi di ricerca di università ed enti non profit, e crediti fino a 50 mila dollari per progetto nel programma AI for Science.
LA MISSIONE E UNA STORIA PERSONALE
“La missione dell’azienda è sviluppare un’AI potente in modo che porti benefici al mondo”, ha detto Kauderer-Abrams, responsabile delle life sciences di Anthropic, a Reuters. “Di gran lunga, riteniamo che la maggiore opportunità in questo senso si trovi nelle life sciences”.
C’è anche una dimensione personale, perché l’amministratore delegato Dario Amodei ha raccontato di aver perso il padre per una malattia la cui cura è arrivata poco dopo la sua morte. La spinta verso la biologia si vede anche nelle scelte aziendali, visto che ad aprile, secondo alcuni media americani, Anthropic avrebbe acquisito la startup biotech Coefficient Bio.
ROBOT GUIDATI DALL’AI, CON L’UOMO NEL CICLO
Il passo successivo è l’automazione. Come molte biotech, Anthropic vuole usare Claude per guidare strumenti robotici in grado di condurre esperimenti con un intervento umano ridotto. Ridotto, non assente. Secondo l’azienda, infatti, la supervisione delle persone resta indispensabile per la sicurezza, anche se riconosce che su questo fronte si è ancora in una fase iniziale.
Sul tema della sicurezza Anthropic mantiene anche alcuni limiti nell’uso dei suoi modelli in biologia e chimica, legati al rischio di impieghi impropri. È il contrappeso di una tecnologia che, proprio perché può accelerare la ricerca, richiede cautela su come e da chi è usata.