Il NUOVO IMAIE alla Festa del Cinema di Roma: identità artistica, Intelligenza Artificiale e tutela dei Diritti nell'era dei cloni digitali - NUOVOIMAIE - I diritti degli artisti

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Il NUOVO IMAIE protagonista alla Festa del Cinema di Roma con un confronto dedicato a una delle sfide più urgenti per il futuro del settore audiovisivo: la tutela dell’identità artistica nell’era dell’intelligenza artificiale generativa.

L’incontro, dal titolo La mia voce, il mio volto, il mio algoritmo: difendere l’identità artistica nell’era dell’IA, si è svolto ieri 19 ottobre 2026 presso il Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, riunendo rappresentanti delle istituzioni, artisti, professionisti e giuristi per approfondire le implicazioni dell’utilizzo delle nuove tecnologie sul lavoro degli interpreti e sui loro diritti.

Ad aprire i lavori è stata Lucia Borgonzoni: “Abbiamo messo e stiamo mettendo sempre più regole per tutelare la creatività umana. Tutto quello che è possibile fare in questo senso, sarà fatto”, ha detto il Sottosegretario al Ministero della Cultura.

 A seguire, il messaggio del Commissario AGCOM: “L’innovazione non può prosperare in assenza di fiducia. E la fiducia richiede regole, trasparenza e garanzie effettive” ha detto Laura Aria.

Sulla stessa linea, in collegamento video,  il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, senatore Alberto Barachini: “Da preservare il rapporto di fiducia con il cittadino che non sa più cos’è vero e cosa non lo è. Questo coinvolge anche la tutela dei diritti di chi produce e interpreta contenuti”.

 Il panel ha affrontato le questioni legate alla crescente capacità dell’intelligenza artificiale di replicare volti, corpi e voci degli attori, generando performance digitali che possono riprodurre le caratteristiche distintive di un interprete anche in assenza della sua partecipazione diretta.

Un’evoluzione tecnologica che pone interrogativi fondamentali per l’intera filiera: come garantire il consenso informato degli artisti? Quali clausole contrattuali sono necessarie per impedire lo sfruttamento non autorizzato dei dati biometrici? E a chi spettano i diritti connessi quando un sistema di intelligenza artificiale genera una performance basata sull’identità e sulle caratteristiche artistiche di un interprete reale?

A confrontarsi su questi temi sono stati il Prof. Giorgio Assumma,il vicepresidente APA Gabriella Buontempo, il consulente legale dell’ANICA avv. Chiara Dellacasa, il presidente NUOVO IMAIE Andrea Miccichè, il presidente della VII Commissione Cultura della Camera On. Federico Mollicone, il Sen. Antonio Nicita, gli attori Gian Marco Tognazzi e Luca Ward.

“Sono un amante del progresso fino a che è a servizio dell’uomo e visto che, secondo me, ormai è l’essere umano che serve allo sviluppo tecnologico, penso che sia urgente correre ai ripari e confrontarci, noi artisti per esempio, tutti insieme“. Così Gian Marco Tognazzi.

“L’Intelligenza Artificiale fa gola – ha detto Ward – dobbiamo decidere se accontentarci di fredde riproduzioni o vivere fino in fondo un emozione che solo un interprete umano può darci“.

Le diverse prospettive professionali e giuridiche hanno offerto l’occasione per riflettere sulla necessità di individuare strumenti di tutela adeguati a uno scenario in rapida trasformazione, nel quale il progresso tecnologico deve misurarsi con il rispetto della persona, del lavoro creativo e dei diritti degli artisti.

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Redazione