Nazareth, il fiore della galilea | Rizzoli Education

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Il nome

Nazareth in ebraico significa “germoglio”, “la fiorita”; ecco perché viene comunemente chiamata “il fiore della Galilea”. “Andremo a Nazareth e vedremo, secondo ciò che significa il suo nome, il fiore della Galilea“, come attesta san Girolamo alla fine del IC secolo. 

Nazareth è infatti posta come un fiore nello stupendo scenario ad anfiteatro della bassa Galilea nel quale è immersa, caratterizzato da dolci pendii e dalla tranquillità del paesaggio, a 350 mt sul mare. 

Nazareth viene citata per la prima volta a partire dalle pagine del Nuovo Testamento (si potrebbe aprire qui il link dell’elenco dei brani del NT che ho messo a pagina 2). 

La prima testimonianza storica extra biblica che parla di Nazareth ci viene fornita dai fedeli di Gesù. L’ Apostolo Giuda Taddeo era a capo di questa comunità di cristiani chiamata dei “Nazareni” (Costituzioni Apostoliche, IV sec. dC), che viveva nel nascondimento per via delle persecuzioni. Essi si riunivano nei luoghi in cui Gesù aveva trascorso i suoi primi trenta anni di vita terrena. Numerosi scavi archeologici hanno poi dimostrato la loro esistenza, grazie a reperti trovati sotto la Basilica dell’Annunciazione. Qui si trova traccia del passaggio dei primi pellegrini cristiani, che hanno lasciato mosaici (vedi scheda A) e graffiti come quello del “Kaire Maria” (Ave Maria), la più antica invocazione alla Madonna.

Come vivevano gli abitanti di Nazareth al tempo di Gesù?

La gente del posto era molto semplice, povera, si sosteneva con il duro lavoro delle proprie mani. Le stradine di Nazareth pullulavano di botteghe; ogni artigiano apriva la propria attività nel locale sotto casa e, in mancanza di spazio, si sistemava come poteva lungo la strada davanti all’abitazione. Il più delle volte, le abitazioni erano addossate alla nuda roccia, sfruttandone la parete per regolare la temperatura all’interno. A questo proposito la tradizione cristiana indica la Santa Casa di Loreto come la continuazione di quella situata nella grotta dell’Annunciazione a Nazareth. Fuori delle case si trovava il formo per cuocere il pane e dei piccoli cortili per gli animali. Sottoterra vi erano dei silos collegati tra loro con cunicoli o scale; essi venivano utilizzati come dispensa per conservare i cibi. 

Il pozzo, situato in genere fuori delle città, era il tipico luogo di ritrovo dove quotidianamente le donne andavano ad attingere acqua e ad informarsi sulle ultime novità. Presso la fontana di Maria, la tradizione dice che il piccolo Gesù si recasse assieme a sua madre ogni giorno. 

Elenco di brani del Nuovo Testamento in cui compare il nome “Nazareth”

Qui di seguito trovate in ordine cronologico i passi evangelici utili per essere riportati alla classe in base al programma che si sta svolgendo, a cui aggiungere le informazioni incontrate in questa rubrica (vedi scheda B).

Luca 1, 26-27 annunciazione

Luca 2, 1-4 censimento

Luca 2, 39 presentazione al Tempio di Gesù 

Luca 2, 51 ritrovamento di Gesù al Tempio

Matteo 4, 13 Gesù lascia Nazareth 

Luca 4, 16-30 Gesù in sinagoga

Giovanni 1, 46 Natanaele parla delle origini di Gesù

Marco 10, 46

Giovanni 18, 5 appellativo “Gesù di Nazareth”

Giovanni 19, 19

Atti 10, 38

Recapiti
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