Sanità. Castaldini (FI): “Stop alla riduzione delle cure palliative pediatriche a Imola”

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Introduzione

La Regione chiarisca “perché ha deciso di disinvestire sulla Rete di cure palliative pediatriche dell’Ausl di Imola”. Parte da questa richiesta il question time di Valentina Castaldini di Forza Italia in seguito a “segnalazioni riguardo a una drastica riduzione di servizi offerti agli utenti della rete delle cure palliative nell'Ausl di Imola”. Secondo quanto appreso dalla consigliera si tratterebbe di una riduzione dell’80% rispetto agli anni precedenti e, inoltre, “durante il periodo estivo sarebbe stata imposta la riduzione di 5 posti letto dell'Hospice pediatrico con grandi disagi per i pazienti e i loro familiari, non rispettando i requisiti strutturali e organizzativi minimi previsti dalla Intesa Stato-Regioni del 25 luglio 2012”. 

Un altro punto riguarda la modifica dei ruoli di alcuni professionisti cardine nell’organizzazione, fra cui la care manager delle cure palliative, per cui Castaldini chiede “come si intenda tutelare la presa in carico di famiglie e giovani assistiti, anche alla luce dell’allontanamento della figura chiave di raccordo fra malati, famiglie e il resto delle articolazioni della Rete”. 

La giunta rassicura

A rispondere per la Giunta è la sottosegretaria alla Presidenza Manuela Rontini che rassicura: le cure palliative sono un elemento essenziale del Servizio Sanitario regionale, distribuite tra livello ambulatoriale, domiciliare, ospedaliero e hospice, sviluppati per garantire la presa in carico globale della persona e della sua famiglia. 

“Già lo scorso anno abbiamo raggiunto il target di presa in carico previsto dalla normativa nazionale per il 2028, ma non per questo ci fermiamo” chiarisce Rontini, che sottolinea come per quanto riguarda le cure palliative pediatriche la Regione organizzi incontri periodici con i professionisti attivi in questa rete: per potenziarla ulteriormente si sta realizzando un format per la diffusione delle cure palliative pediatriche di base, con l’obiettivo di formare diversi professionisti di tutte le Aziende sanitarie.  

“In Emilia-Romagna c’è un unico Hospice Pediatrico: è l’Arca sull’Albero e si trova a Bologna, accanto all’Ospedale Bellaria. Non ci risulta che vi sia stata una riduzione dell’offerta di posti letto accreditati: i posti letto sono 9 per i pazienti residenti in Emilia-Romagna e 5 per pazienti di altre Regioni con bisogni non assolvibili dalla propria Regione di residenza”. 

Allo stesso modo non risulta un depotenziamento della Rete delle cure palliative pediatriche nel territorio imolese, anzi sono state confermate le due referenti della Rete: due professioniste che hanno conseguito il Master in Cure Palliative Pediatriche e che, in questi anni, hanno maturato una preziosa esperienza su questa attività. 

Guardando al futuro, Rontini ricorda come “una delle professioniste in questione ha inoltre ricevuto l'incarico di funzione di Case Manager della Rete Aziendale delle Cure Palliative, a dimostrazione delle sue competenze e dell’intenzione dell’Ausl di Imola di valorizzarle: per sviluppare il coordinamento complessivo della Rete, questa professionista sarà pertanto impegnata, per una quota parte contenuta del suo orario di lavoro e in modo flessibile, anche presso la Casa della Comunità hub di Castel San Pietro Terme, sede di un Hospice per pazienti adulti. Si tratta di una modalità organizzativa tesa, in ogni caso, a salvaguardare la continuità dei 14 pazienti pediatrici attualmente in carico: la Regione, assieme all’Azienda, terrà monitorata tale organizzazione al fine di attivare eventuali misure correttive”. 

La replica di Castaldini

Nella sua replica Castaldini ha sottolineato che “per un territorio come quello di Imola, se un case manager viene impegnato anche in un’altra struttura, fa fatica a gestire il carico di lavoro e le preoccupazioni delle famiglie sono comprensibili. Il salto di qualità che ci viene chiesto è quello di considerare le cure palliative pediatriche come un aiuto alle famiglie, anche pensando a nuove strutture per accompagnarle in questo percorso. Abbiamo il compito di capire quali servizi stiamo dando, guardare i numeri e cogliere i campanelli d’allarme delle famiglie per aiutarle”. 

Ultimo aggiornamento: 20-10-2026, 14:23

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