Comunicato stampa
21 ottobre 2026
L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) lancia un appello per chiedere di fermare lo spostamento dei cani di quartiere lungo i cammini turistici (Magna Via Francigena) che collegano Palermo ad Agrigento. Il problema, portato all’attenzione dai volontari dell’OIPA delle sezioni locali, non riguarda casi isolati: ogni giorno diversi cani di quartiere vengono spostati dai turisti da un paese all’altro lungo le tappe del cammino, costringendo poi i volontari a un lavoro quotidiano estenuante per rintracciarli, recuperarli e riaccompagnarli nel proprio territorio.
Quasi sempre si tratta di un’azione compiuta in buona fede da persone che, vedendo un cane che credono randagio, cercano di portarlo con sé per trovargli cibo e riparo durante il cammino, ma in realtà è un comportamento problematico sotto molti aspetti. Quello del cane Pippo è diventato il caso simbolo di questo drammatico fenomeno e della sofferenza a cui vengono esposti gli animali: segnalato per la prima volta a Santa Cristina Gela, Pippo ha continuato a seguire i camminatori in piena estate, sotto un caldo asfissiante, attraversando quasi tutti i paesi interessati dalla Magna Via Francigena. È stato infine recuperato dai volontari dell’OIPA a Grotte (AG) in condizioni fisiche disperate, stremato dalla fatica e dalla disidratazione. La sua storia è oggi conosciuta e citata in quasi tutti i borghi lungo il percorso.
Di fronte a questo flusso ininterrotto di spostamenti, la sezione locale dell’OIPA ha predisposto l’intervento più immediato ed efficace possibile: lungo tutto il percorso sono state collocate locandine informative contenenti i numeri di telefono privati dei volontari, con la richiesta esplicita ai pellegrini di contattarli tempestivamente se notano un cane che li sta seguendo fuori dall’abitato, così da consentire un intervento rapido prima che l’animale venga allontanato dal suo comune.
“Chiediamo ai turisti la massima collaborazione, seguendo alla lettera le indicazioni riportate sulle locandine che si trovano affisse lungo tutto il cammino. Sappiamo che spesso le persone agiscono con l’intento di aiutare questi animali, ma garantiamo che si tratta di cani di quartiere ben accuditi, che vivono liberi in un territorio che conoscono e in cui sono conosciuti. Allontanarli dal loro ambiente e dalle persone che conoscono può rappresentare un pericolo per la loro incolumità. Questo gesto, apparentemente innocuo, altera gli equilibri locali e vanifica il costante lavoro di prevenzione e gestione del randagismo svolto dalle associazioni, dalle ASP e dai Comuni.”
Elvira Compagno, delegata OIPA sezione di Prizzi
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