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Associazioni e mondo del volontariato promuovono il progetto di legge sulla pace e la cooperazione internazionale: “Si tratta di una legge – spiegano – che rilancia l’azione della Regione in un momento storico segnato da guerre e emergenze umanitarie internazionale”.
È quanto è emerso dall’audizione avvenuta nel corso della commissione Scuola presieduta da Maria Costi. È stata propria la presidente Costi a spiegare il senso del progetto di legge: “Viviamo – sottolinea – in un momento storico dove prepotenza e violenza sembrano avere il sopravvento sulla pace e sul diritto internazionale: per questo motivo questa legge è importante per riaffermare i valori e il lavoro che da sempre la Regione fa per la pace e la cooperazione internazionale”.
Soddisfazione per la discussione e le parole dei rappresentanti delle associazioni è stata espressa dalla presidente Costi e dalle due relatrici del progetto di legge, Elena Carletti (Pd) per la maggioranza e Valentina Castaldini (Forza Italia) per la minoranza: Carletti e Castaldini hanno condiviso l’importanza dei progetti di legge e di un confronto reciproco sul tema della pace.
La posizione delle associazioni
“Questa legge è una buona legge: chiediamo però grande attenzione al tema della legalità e al rispetto delle leggi sul lavoro da parte di tutti i soggetti che saranno coinvolti nella sua applicazione”, spiega Isabella Pavolucci (Cgil Emilia-Romagna), mentre Loretta Bertozzi (Associazione Women) sottolinea la necessità di aprirsi al coinvolgimento delle associazioni del mondo no profit e del terzo settore.
Dall’associazione Papa Giovanni XXIII arriva un plauso alla legge e l’invito a valorizzare ancora di più i vari aspetti del mondo pacifista: “Vanno coinvolte esperienze come i corpi civili di pace e chi si occupa di soluzione non violenza dei conflitti oltre che – spiegano Sebastiano Losi e Laura Milani – realizzare un servizio civile universale e potenziare il numero e l’attività degli assessorati alla Pace negli Enti Locali”. Sulla stessa linea i rappresentanti del Portico della Pace di Bologna che invitano a valorizzare le esperienze dei territori. Carlo Santini e Rita Congiliaro dell’associazione Odv Casa aperta di Modena hanno portato l’esperienza di aiuti in campo internazionale sottolineando l’importanza della cooperazione. Per Alessandro Alberani di Aihip Haiti in questa legge è “positivo il superamento della frammentazione degli interventi dando la possibilità ai Comuni di diventare motori della progettazione”. Paolo Bravin, responsabile progetti Fondazione Avsi, “questa legge dà il senso del rinnovato impegno su questi temi ed è importante il segnale di non ridurre le risorse”. Gabriele Tesauri (assessore al Comune di Correggio) reputa positiva questa la legge alla luce del quadro internazionale attuale “perché la pace e la cooperazione funzionano quando diventano politiche dei territori e delle comunità, non solo delle istituzioni”.
A proposito di esperienze espressione del territorio, la commissione ha ascoltato i rappresentanti della Scuola di Pace di Monte Sole e dell’Antoniano di Bologna. “È una bella legge perché è scritta con parole nuove: ‘Chi scrive bene agisce bene’ diceva Nanni Moretti”, sottolinea Elena Monticelli (Scuola di Pace), mentre Enrico Barilli (Frati minori dell’Antoniano di Bologna) chiede alla Regione di valorizzare l’esperienza dell’Antoniano di Bologna. Andrea Avveduto dell’Associazione Pro Terra Santa ha sottolineato la necessità di puntare sulla formazione delle persone coinvolte nei progetti di pace mentre Paolo Ricci (consulente di Spes Orientes) ha evidenziato l’importanza della sostenibilità nel tempo dei progetti che vengono portati avanti. Per Paolo Chesani (presidente Coonger) sarebbe interessante aprire al servizio civile regionale in ambito internazionale per poi portare le esperienze maturate nei nostri territori. Dopo un plauso alle prospettive di collaborazione tra società civile e Regione, Alberto Zucchero, portavoce del Portico della pace di Bologna, ha chiesto chiarimenti sul tavolo regionale e sul comitato per la pace. Francesco Perazzini ha portato l’esperienza dell’associazione Meeting tra i popoli come esempio di impegno per la cooperazione. Anastasia Zotolava dell’associazione Emmaus ha posto l’attenzione sulla necessità di essere presenti fisicamente nei luoghi di guerra perché la presenza fisica va oltre l’aiuto umanitario mentre Riccardo Breviglieri del Forum terzo settore ha evidenziato la necessità di inserire nella legge un articolo sui diritti umani “poiché viviamo in un momento storico in cui non sono garantiti se pure è garantita la pace”.
La legge in sintesi
Dal punto di vista operativo la legge proposta dalla Giunta, e a cui è abbinato un progetto di legge a prima firma Valentina Castaldini (Forza Italia), si pone l’obiettivo di garantire maggiore vicinanza ai territori e maggiore rapidità nel rispondere alle emergenze umanitarie e un sempre più forte coinvolgimento dei giovani e del Terzo settore. Previsto poi il potenziamento della didattica della nonviolenza nelle scuole con il finanziamento di programmi di formazione e aggiornamento per gli insegnanti sui temi del dialogo interreligioso e della risoluzione pacifica dei conflitti. Per il 2027-2028 sono previsti interventi pari a 4 milioni di euro per sostenere le varie iniziative.
La normativa abroga la legge 12 del 2002, per rispondere in modo più puntuale agli attuali scenari europei e mondiali e riaffermare i principi di solidarietà e ripudio della guerra. Per l'attuazione della nuova disciplina, la Regione ha già stanziato un budget di oltre 2 milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2027 e 2028, mentre non sono previsti costi di gestione per il Tavolo regionale e il Comitato per la pace dell’Assemblea legislativa. Coloro che saranno chiamati a farne parte infatti non riceveranno indennità o gettoni di presenza.
Le novità
Tra le principali novità della riforma è previsto uno scudo per le emergenze umanitarie, in base al quale, in caso di conflitti armati, calamità naturali o epidemie all'estero, la Regione potrà intervenire anche al di fuori della programmazione ordinaria. Il presidente della Giunta avrà il potere di attivare fondi urgenti fino a 200mila euro per interventi immediati e indifferibili. Viene rafforzato il patto con il terzo settore e le università, valorizzando il ruolo delle associazioni di volontariato, delle cooperative sociali e degli atenei emiliano-romagnoli attraverso percorsi stabili di co-programmazione e tavoli di coordinamento tematici o per aree geografiche.
Il Tavolo per la pace
Per quanto riguarda il Tavolo regionale per la pace e i diritti umani, si tratta di un organismo presieduto dal Presidente della Regione che ne indica anche i componenti con lo scopo di supporto alla programmazione, attuazione e monitoraggio delle politiche regionali in materia di pace, diritti umani e cittadinanza globale.
In carico all’Assemblea legislativa viene costituito il Comitato per la pace e i diritti umani, con funzioni conoscitive e consultive a supporto dell’attività dell’Assemblea. Il Comitato promuove attività di elaborazione conoscitiva e proposte, nonché iniziative seminariali, attività di studio e raccolta e diffusione di buone pratiche. La disciplina della composizione, costituzione e funzionamento è rimessa all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa.
(Lucia Paci)
Ultimo aggiornamento: 22-10-2026, 13:32