Voci di 100 anni azzurri - Federazione Italiana Pallacanestro

Compatibilità
Salva(0)
Condividi

La lunga storia della nazionale italiana, che in questo 2026 ha celebrato i suoi primi 100 anni di attività, non è solamente legata e contraddistinta dalle gesta dei protagonisti che si sono alternati, nel corso dei decenni, sui parquet. Dai giocatori, ma anche dagli allenatori e pure dai dirigenti. A segnare questa storia, che continua a rinnovarsi di anno in anno, hanno contribuito anche dei professionisti esterni alla maglia azzurra ma comunque fondamentali nel diffondere le gesta e fare innamorare la gente.

Sono diverse, dalle prime cronache in radio o in tv, le voci che hanno fatto da colonna sonora ai momenti più belli e indimenticabili della nostra storia. È impossibile non partire, in questa nostra retrospettiva, da un giornalista il cui soprannome, nel basket, è sinonimo stesso di grandezza: Jordan. Dopo essere stato giocatore prima e allenatore poi, Aldo Giordani non è stato soltanto il telecronista del basket italiano dal momento in cui è nata la televisione al momento in cui la pallacanestro si è realmente affermata a livello nazionale prima e globale dopo. È stato, come scrivevamo in un ricordo su di lui nel 2024 (a 100 anni dalla nascita), “uno dei suoi cantori prediletti, soprattutto da colonne nate su sua iniziativa primaria come il Guerin Basket e Superbasket”.

“Una presenza totale e completa, divenuta col tempo familiare non soltanto per generazioni di appassionati, ma anche per persone diventate col tempo figure professionali legate, in modo indissolubile, al mondo del basket e in generale dello sport”. Tutto nasce da Giordani, e non è un caso che la sua sia la prima voce che può accompagnarci nel ripercorrere i primi 100 anni azzurri. È sua la voce di Nantes, di quella medaglia d’oro che rappresenta un prima e un dopo per il nostro movimento. Una voce che, nel momento più importante e atteso, rompe anche l’aplomb e si concede all’emozione del racconto di una vittoria indimenticabile.

Di oro in oro, di Francia in Francia, da Nantes a Parigi. Se quella di Aldo Giordani è stata la prima voce, quella del lungo periodo intercorso tra l’inizio delle trasmissioni televisive al periodo – tra gli anni ‘70 e ‘80 – di massimo splendore della pallacanestro italiana, la voce di Flavio Tranquillo è la colonna sonora dell’era moderna e globalizzata del nostro sport. Del nuovo millennio, anche se il picco sportivo azzurro narrato da Tranquillo appartiene ancora al novecento, al secondo oro europeo. Quello vinto nel 1999.

Emozione e commozione legata a Parigi e all’oro bissato con la Spagna 16 anni dopo Nantes è anche quella palpabile nella voce di Franco Lauro, altra voce della pallacanestro italiana che – come Giordani – ci ha lasciato troppo presto. Rivivere le immagini del 1999 con questo audio denso di felicità, ripensando ai milioni di italiani che seguirono la partita in chiaro sulla Rai, riesce a scatenare una sorta di pelle d’oca anche oggi, a distanza di anni e anni.

Il compianto giornalista romano è, a tutt’oggi, la colonna sonora anche dell’ultima grande medaglia azzurra: l’argento di Atene 2004. È Franco Lauro, infatti, la voce che ci ha accompagnato nel corso di quell’incredibile agosto greco, in un crescendo rossiniano di emozioni e ricordi indimenticabili, dal sofferto esordio vincente contro la Nuova Zelanda alle due notti da medaglia contro Lituania e Argentina.

Restando alla Rai, va sicuramente menzionato Gianni Decleva. Dopo essere stato radiocronista a Nantes 1983, fu lui ad accompagnare con la sua voce le telecronache di EuroBasket 1991. Il “nostro” Europeo, quello del PalaEUR di Roma, in cui il cielo fu quasi toccato con un dito nella sconfitta di misura contro la Jugoslavia. “Ho avuto la fortuna di raccontare lo sport di squadra più bello al mondo”, disse Decleva nel 2010 a Tuttosport. E in comune, tra tutti, c’è questa passione nemmeno tanto retorica nel raccontare la pallacanestro.

L’evoluzione della copertura televisiva dello sport ha fatto crescere, dalla fine degli anni ‘90 a oggi, il peso ricoperto dalla televisione satellitare a pagamento. Meno legata alle logiche di un palinsesto generalista e pertanto più presente oltre la copertura delle partite con approfondimenti, speciali, analisi. Nel nuovo Millennio la Nazionale non ha avuto numerosi momenti di gioia, e tra questi c’è indubbiamente l’Europeo del 2003 in Svezia. Quello del risveglio dall’abisso del -33 contro la Francia e la qualificazione alla sopracitata Atene. Un percorso la cui colonna sonora è nuovamente Flavio Tranquillo.

A Tranquillo e alla sua voce si legano anche le singole partite memorabili di Europei e Mondiali più vicini a noi nel tempo, da Berlino (e Lille) 2015 in poi. Ma non c’è solo Tranquillo da menzionare. L’ultimo ricordo olimpico in ordine di tempo è quello di Tokyo 2021, con le gesta azzurre commentate dalle voci di Andrea Solaini su Eurosport e Maurizio Fanelli sulla Rai, con Geri De Rosa su Sky – gli ultimi due hanno anche commentato le gesta degli ultimi anni della Nazionale femminile, tra l’Europeo di bronzo e il Mondiale di Berlino – a narrare l’impresa di Belgrado e la vittoria sulla Serbia al Preolimpico. Europei e Mondiali trasmessi da DAZN negli ultimi anni hanno avuto con sé la voce di Matteo Gandini, per le partite azzurre.

I prossimi 100 anni azzurri avranno alcuni di questi protagonisti, come colonna sonora. Ce ne saranno anche di nuovi, con l’auspicio che siano voci fortunate come quelle di Giordani, Lauro e Tranquillo per fare tre esempi. Perché ogni ricordo indimenticabile assume maggiore valore con la giusta voce ad accompagnare.

Ennio Terrasi Borghesan

Recapiti
Matteo Cirelli