Oltre la soglia dell’acqua: quando la superficie ceramica incontra l’orizzonte - la KiNi

Compatibilità
Salva(0)
Condividi

Oltre la soglia dell’acqua: quando la superficie ceramica incontra l’orizzonte Laura Chini Ottobre 20, 2026

Costruire in prossimità dell’acqua significa confrontarsi con un paesaggio in perenne trasformazione. Là, su quello spazio intermedio dove la terra perde la propria continuità, il lago diviene presenza attiva capace di modificare la luce, la percezione delle distanze, il clima, la relazione tra interno ed esterno, tra terra e acqua, tra materia e riflessi; influenzare la forma degli edifici, la scelta dei materiali, la distribuzione degli spazi e persino il modo in cui le persone vivono e percepiscono l’ambiente.

Villa Dellago

La costruzione può dunque arretrare, affacciarsi, emergere dalla superficie o insinuarsi nel paesaggio; terrazze, logge, porticati, finestre, soglie o affacci non identificano solo dispositivi per osservare il paesaggio, ma costruiscono prospettive, selezionano frammenti, dissolvono confini, regolano la quantità di luce e trasformano il lago in una componente dell’esperienza abitativa. Ed è proprio sulla soglia di questi elementi, dove ogni sequenza spaziale dall’interno verso il paesaggio appare naturale, che l’edificio acquisisce la propria identità e la superficie ceramica trova la sua dimensione architettonica.

In prossimità dell’acqua, la luce riflessa dal lago incontra la superficie e ne evidenzia la texture producendo variazioni percettive durante l’arco della giornata e delle stagioni; il gres porcellanato diventa elemento progettuale in grado di unificare ambienti e stabilire una percezione coerente dello spazio, favorendo un dialogo con la materia del luogo. La disponibilità delle lastre di grande formato consente inoltre di ridurre la presenza di fughe e di ottenere campiture visivamente più continue contribuendo a rafforzare una lettura architettonica essenziale, nella quale la superficie tende a scomparire per lasciare emergere la relazione tra luce, volume e orizzonte.

A questa libertà espressiva che esige, comunque, un’attenta integrazione con dettagli costruttivi quali formati, fughe, giunti, raccordi, cambi di quota e sistemi di drenaggio, si associa una precisa componente tecnica: gli ambienti lacustri richiedono materiali capaci di affrontare umidità, escursioni termiche, esposizioni agli agenti atmosferici, variazioni del livello dell’acqua e differenti sollecitazioni. La scelta del gres porcellanato permette dunque di coniugare ricerca estetica e prestazioni, soprattutto quando il progetto impone rivestimenti resistenti, durevoli e facili da mantenere.

Grandi superfici, continuità cromatica, texture calibrate, passaggi quasi impercettibili tra i differenti ambienti rendono il gres porcellanato materia capace di inserirsi all’interno di una visione progettuale organica dove l’acqua diventa orizzonte, la luce materia e la superficie connessione.

Questi principi trovano espressione concreta in due progetti residenziali profondamente diversi per contesto e linguaggio, ma accomunati dalla capacità di instaurare un dialogo continuo tra architettura, acqua, luce e materia: Villa Dellago, affacciata sul Lago di Garda, e LuxLine, sulle rive del fiume Kokemäenjoki, in Finlandia.

LuxLine, sulle rive del fiume Kokemäenjoki, in Finlandia.

------------------------------------------------------------------

PER SCARICARE LE IMMAGINI IN ALTA RISOLUZIONE

OCCORRE ESSERE  Registrati O AVERE EFFETTUATO IL  Login

------------------------------------------------------------------

Devi essere connesso per inviare un commento.

Recapiti
Laura Chini