Intelligenza artificiale a scuola: in vigore il decreto 179/2026 | Rizzoli Education

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L’intelligenza artificiale è già entrata nel lavoro quotidiano di molte scuole, ma insegnare a usare uno strumento e aiutare a comprenderne il funzionamento sono due obiettivi diversi. Il Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, entrato in vigore il 23 ottobre, rappresenta un nuovo passaggio in questa direzione.

Il provvedimento, che adegua la normativa italiana all’AI Act europeo, dedica tre articoli (36, 37 e 38) alla formazione degli studenti, alla tutela del benessere digitale e alle competenze dei docenti. Quali sono le novità rispetto alle indicazioni già esistenti?

L’intelligenza artificiale nei percorsi scolastici

Le Linee guida per l’educazione civica del 2024 richiamavano già l’intelligenza artificiale tra i temi da approfondire nell’ambito della cittadinanza digitale. L’articolo 36 introduce un riferimento più strutturato: le scuole possono promuovere attività formative sull’IA, fin dal primo ciclo di istruzione, con l’obiettivo di sviluppare conoscenze, competenze e capacità critiche sulle implicazioni etiche, sociali e civiche di queste tecnologie.

La norma prevede inoltre la possibilità di inserire moduli STEAM nei curricoli, in coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), anche attraverso i percorsi di formazione scuola-lavoro.

Non viene quindi istituita una nuova materia obbligatoria, né viene definito un monte ore dedicato: le scelte didattiche restano nell’ambito dell’autonomia scolastica.

Nel decreto viene annunciato che il Ministero dovrà aggiornare le Linee guida STEM del 2023, quelle per l’orientamento del 2022 e le Indicazioni nazionali dei licei, introducendo anche l’uso critico, responsabile ed eticamente orientato dell’IA generativa.

Su questo punto, il riferimento alle discipline artistiche offre una prospettiva interessante: l’IA non è solo uno strumento tecnico, ma può diventare un’occasione per ragionare su creatività, progettazione e soluzione di problemi. Dalla produzione di immagini alla composizione musicale, fino alla scrittura creativa, le attività possono aiutare gli studenti a esplorare le possibilità dei sistemi generativi, imparando contemporaneamente a riconoscerne i limiti.

Non solo intelligenza artificiale, anche i social media vanno tenuti d’occhio

Con l’articolo 37 il legislatore parla di «emergenza educativa» legata all’uso eccessivo e non consapevole dei social media, delle piattaforme digitali e degli ambienti relazionali basati su sistemi di intelligenza artificiale.

È un tema diverso dall’adozione degli strumenti didattici: riguarda il rapporto che ragazzi e ragazze instaurano con gli ambienti digitali e i possibili effetti sul loro benessere.

Per comprenderlo è importante conoscere il funzionamento delle piattaforme. Gli algoritmi di raccomandazione, per esempio, selezionano e ordinano i contenuti che vediamo sulla base dei nostri comportamenti, influenzando l’esperienza degli utenti. Un rapporto tra IA e social approfondito anche nella live Rizzoli Education Intelligenza artificiale e social network.

Il tema ha assunto particolare rilievo a partire da marzo 2026, quando una giuria di Los Angeles ha riconosciuto Meta e Google responsabili, in una specifica causa, di danni legati all’uso di Instagram e YouTube. Il caso, riportato da diverse testate, ha aperto un importante dibattito sulle responsabilità delle piattaforme e sulle caratteristiche progettuali che possono favorire comportamenti di utilizzo compulsivo.

La formazione dei docenti: oltre gli strumenti

L’articolo 38 “Formazione dei docenti e degli studenti in materia di intelligenza artificiale” apre un secondo fronte: entro 90 giorni il Ministero dovrà adottare un decreto che definisca criteri e modalità della formazione sull’IA per i docenti in ingresso e in servizio, inclusi quelli dei CPIA.

I contenuti vanno dalla conoscenza dei sistemi di IA alla capacità di riconoscerne rischi e distorsioni, dalla tutela della privacy alla progettazione di attività didattiche innovative.

Per gli studenti si indicano obiettivi di alfabetizzazione, comprensione del funzionamento degli algoritmi, analisi critica dei contenuti generati, contrasto alla disinformazione e riduzione del divario digitale.

Sono principi in gran parte già presenti nelle Linee guida ministeriali del 2025, che continueranno ad applicarsi fino all’adozione del nuovo decreto. La novità consiste soprattutto nella previsione di un provvedimento specifico per organizzare la formazione.

La norma consente inoltre agli Uffici scolastici regionali di promuovere, attraverso reti di scuole, comitati tecnico-etici per accompagnare le sperimentazioni, la formazione e l’aggiornamento dei regolamenti d’istituto.

Quali prospettive per la scuola?

Nel complesso, il decreto indica una direzione più che fornire un programma già pronto. Restano da definire le modalità attuative, le risorse effettivamente accessibili e molte scelte che ciascuna scuola dovrà compiere.

La sfida non sarà moltiplicare le attività con l’IA, ma creare le condizioni perché docenti e studenti possano comprenderla, utilizzarla criticamente e scegliere consapevolmente anche quando farne a meno.

Spunti per la formazione dei docenti

Per iniziare: Usare l’intelligenza artificiale in classe: corso base per insegnanti. Un percorso di quattro incontri con Irene Fabbri, dedicato ai fondamenti dell’IA, agli strumenti e alle buone pratiche per la didattica. Il corso è stato proposto anche sulla piattaforma S.O.F.I.A.

IA e creatività: una selezione di incontri Rizzoli Education dedicati alle applicazioni creative dell’intelligenza artificiale.

Recapiti
Andrea Padovan