Nelle altre Regioni, invece, vige il caos applicativo di quel diritto, che vale per tutta Italia. Nel frattempo, il Parlamento viola l’obbligo di discutere la legge di iniziativa popolare Eutanasia Legale
Con l’approvazione della legge sull’aiuto medico alla morte volontaria in Umbria, salgono a cinque le Regioni italiane che hanno adottato (con minime variazioni) la proposta di legge di iniziativa popolare Liberi Subito, promossa dall’Associazione Luca Coscioni. L’Umbria si aggiunge, infatti, a Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna, Veneto.
Una conquista che fa sì che 15.387.040 cittadini, pari al 26,1% della popolazione italiana, vivano in Regioni dove esistono regole che definiscono tempi e procedure certi per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla Corte costituzionale. Nelle altre, l’attuazione di quel diritto – che è comunque tale in tutta Italia – è compromessa da un vero e proprio caos applicativo, dove ogni azienda sanitaria è costretta a improvvisare le proprie regole.
Cinque Regioni hanno approvato la legge Liberi Subito, ma la nostra azione, quella di Laura Santi, del marito Stefano e di tutte le persone che insieme all’Associazione Luca Coscioni hanno condotto questa lotta di coraggio e libertà è tutt’altro che conclusa: in nove Regioni la proposta è stata depositata con iter in corso (Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e Sicilia), mentre in Calabria siamo prossimi al deposito delle firme. A tutte chiediamo di accelerare, perché non è più accettabile lasciare privi di garanzie sia i medici che le persone.
Inutile fare finta di aspettarsi un intervento da parte del Parlamento e del Governo, che continuano a sottrarsi al proprio dovere, e in particolare all’obbligo di discutere la nostra legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale.
La nostra legge regionale garantisce la piena applicazione della sentenza Cappato-Antoniani della Corte costituzionale, che ha valore di legge nazionale e che ha individuato le condizioni in cui l’aiuto medico alla morte volontaria non è punibile, non solo in alcune regioni, ma in tutta Italia. L’Associazione Luca Coscioni prosegue inoltre nel fare luce sui diritti di fine vita tramite il nostro Numero Bianco (06 9931 3409), fornendo informazioni e assistenza anche su disposizioni anticipate di trattamento e cure palliative.
L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.