Mobilità. Avs-Pd-Civici: “No al nuovo codice della strada”

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Con una risoluzione, presentata in Assemblea legislativa, Simona Larghetti (Allenza verdi sinistra), Francesca Lucchi (Partito democratico) e Vincenzo Paldino (Civici con de Pascale) chiedono alla Regione Emilia-Romagna di intervenire contro la proposta nazionale di nuovo codice della strada.

I tre consiglieri, nel sollecitare il governo nazionale a ritornare sui suoi passi, chiedono ci sia un confronto ampio con anche il coinvolgimento degli enti locali e dell’associazionismo.

“Il nuovo codice della strada – spiegano i tre esponenti della maggioranza regionale – si ispira a una visione che privilegia la circolazione e la velocità del traffico privato motorizzato invece che garantire a tutti i cittadini il diritto a una mobilità sostenibile, accessibile, efficiente e sicura e, addirittura, sopprime le ‘finalità primarie’ della sicurezza, della salute pubblica e della tutela dell’ambiente”. Quindi aggiungono: “Limita, poi, l’autonomia politico-amministrativa delle amministrazioni locali, attraverso la centralizzazione delle competenze in capo ai ministeri dei Trasporti e dell’Interno e ai prefetti, la previsione di direttive, regolamenti e decreti ministeriali e l’espansione dei poteri di controllo e sostitutivi verso gli enti locali in molteplici ambiti di intervento. Riduce, inoltre, le tutele di pedoni e ciclisti, statisticamente fra gli utenti più vulnerabili della strada, ostacolando, anche, le politiche di riduzione della velocità, gli interventi di moderazione del traffico e i controlli elettronici sul rispetto dei limiti di velocità, prevedendo, contestualmente, la riduzione dell’importo delle sanzioni (con, poi, il restringimento drastico dei tempi di notifica dei verbali)”.

Larghetti e colleghi rilevano, poi, che “il fondo nazionale trasporti, principale fonte di finanziamento dei servizi di trasporto pubblico locale, risulta, con la nuova legge nazionale di bilancio, strutturalmente sottofinanziato (tenendo conto anche dell’inflazione); anche il fondo unico infrastrutture, destinato alla realizzazione di opere di trasporto pubblico rapido di massa nelle città, risulta di fatto privo di risorse utili per l’avvio di nuovi investimenti, secondo il rapporto Legambiente 2025 nelle città italiane mancano almeno 1.500 chilometri di reti metropolitane, tranviarie e di bus a trasporto rapido; stessa cosa per il piano nazionale della sicurezza stradale, che, di fatto, non dispone delle risorse necessarie alla sua attuazione; infine, Il piano generale della mobilità ciclistica non dispone di un capitolo di bilancio per la sua attuazione, mentre il fondo ciclabili urbane è stato azzerato con le ultime leggi di bilancio”.

Larghetti, Lucchi e Paldino chiedono, pertanto, alla giunta regionale “di opporsi, nelle sedi di competenza, a queste disposizioni nazionali, in contrasto con gli obiettivi di mobilità sostenibile, sicurezza stradale e tutela dell’ambiente e della salute delle persone, sollecitando, poi, lo stanziamento di risorse adeguate al finanziamento dei servizi di trasporto pubblico locale, delle infrastrutture di trasporto pubblico rapido di massa e per l’attuazione del piano nazionale della sicurezza stradale e del piano generale della mobilità ciclistica”.

(Cristian Casali)

Ultimo aggiornamento: 30-10-2026, 11:12

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