Bet-Lehem: Casa del Pane

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“E tu, Betlemme di Efrata, terra di Giuda, (…)
da te uscirà un capo che pascerà il mio popolo Israele”

Con questa profezia di Michea (cap. 5, vers 1 e ss.), Betlemme diventa la città protagonista dell’Incarnazione del Figlio di Dio, Gesù.

Questo piccolo borgo di 30.000 abitanti è posto sulle colline a sud di Gerusalemme. Il clima è caratterizzato da estati molto calde e inverni miti; la sussistenza economica si basa prevalentemente sul turismo e il commercio di tipo religioso.

Betlemme è stata la patria del grande Davide, il pastore diventato re che ha riposto tutta la sua fiducia in Dio, famoso per aver sconfitto Golia capo dei Filistei e aver portato l’Arca a Gerusalemme. 

Il nome “Betlemme” significa in arabo “Casa della Carne” e in ebraico “Casa del Pane”. Il collegamento richiama immediatamente alcuni passi del Vangelo, in cui Gesù chiama in causa se stesso sia col primo che col secondo sostantivo:

“Chi mangia la mia carne…” (Giovanni 6, 51-58)

“Io sono il Pane della vita” (Giovanni 6, 35)

La nascita di Gesù a Betlemme non è dunque un caso.

Sul luogo in cui il Mistero ha fatto irruzione nella storia sorge la Basilica della Natività e una stella d’argento a 14 punte (tante quante le generazioni prime di Gesù – cfr Mt 1) ne indica silenziosamente il punto. L’accesso alla Basilica è reso difficile a causa di una piccola porta alta appena 120 cm, chiamata “Porta dell’umiltà”; chiunque intenda attraversarla è costretto a chinarsi e a farsi “piccolo”, come per esprimere anche col corpo il senso del versetto evangelico: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta (…) che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano…” (Mt 7,14)

A soli 2 Km da lì sorge la chiesa dei Pastori, nel campo omonimo che ha visto l’angelo Gabriele portare l’annuncio della nascita di Gesù (Lc 1, 26).

 Sempre nelle immediate vicinanze, un altro luogo si lega strettamente alle vicende dei primi giorni di Gesù in terra: l’Herodium. Questo apparente enorme ammasso di terra, nasconde in realtà all’interno della sua forma conica il rifugio del grande re Erode. Egli si trovava proprio là nei giorni in cui i magi passarono da lui per chiedergli quale fosse la strada verso un altro “Re” (Matteo 2, 4).

Oggi come allora, gli uomini pongono delle barriere per ostacolare l’accesso a Dio e a loro stessi: andando da Betlemme a Gerusalemme, infatti, un lungo (760 Km) e alto (8 mt) muro divide dal 2002 il territorio tra palestinesi e israeliani, a dimostrazione di come la tanto agognata “pace” sia non solo un dono di Dio, ma anche il frutto della collaborazione degli uomini tra loro.

A Giuseppe, se dovesse oggi recarsi con Maria per il censimento a Betlemme, la sua città d’origine, sarebbe anche reso difficile l’accesso e non solo il posto nell’albergo… 

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