Il bicentenario di Carlo Collodi (24 novembre 1826 – 2026)

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Pinocchio tra passato e presente: Il burattino di legno con il suo caratteristico cappello a punta, il vestito rosso e blu e le articolazioni in legno è seduto in una poltrona classica all’interno di una biblioteca. Questo evoca le sue origini letterarie ottocentesche e il legame con la lettura tradizionale (in mano tiene il libro storico Le avventure di Pinocchio – 1883). Nella mano sinistra, Pinocchio tiene un tablet moderno. Questa compresenza del libro di carta e del dispositivo elettronico rappresenta la transizione e il confronto del burattino (e dell’infanzia di oggi) con la tecnologia, i social media e le insidie della rete (il “Campo dei Miracoli” digitale).
Sulla sinistra, una targa o uno stendardo reca la scritta “COLLODI 200 – Pinocchio: L’eterna giovinezza di un burattino”, ricordando il bicentenario della nascita dell’autore (1826-2026).
La scrivania d’epoca con il calamaio, la penna d’oca e le librerie piene di volumi sullo sfondo creano un ponte temporale tra l’Ottocento di Carlo Lorenzini e il ventunesimo secolo, sottolineando come la storia di Pinocchio continui a interrogare educatori, studenti e lettori di ogni età.

Carlo Collodi a 200 anni dalla nascita: L’eterna giovinezza di un burattino di legno

Il 24 novembre 2026 ricorre il bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini (1826-1890), passato alla storia della letteratura mondiale con lo pseudonimo di Carlo Collodi. Scrittore, giornalista e patriota risorgimentale, Collodi ha regalato al mondo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino (pubblicato per la prima volta a puntate sul Giornale per i bambini a partire dal 1881). 

Oggi, a due secoli di distanza, l’opera collodiana non appartiene affatto alla soffitta dei classici impolverati. Al contrario, rimane un testo di un’attualità dirompente, capace di interpellare contemporaneamente bambini, educatori e studiosi.

Perché Pinocchio è ancora attuale?

La forza straordinaria di Pinocchio risiede nel suo rifiuto dei travestimenti moralistici tipici dell’Ottocento. Collodi non scrive una favola zuccherosa, ma un romanzo di formazione realistico, umano e universale.

L’imperfezione come condizione umana: Pinocchio non nasce “buono” o “cattivo”. È cedevole, curioso, incauto, pigro, ma anche generoso e capace di slanci empatici. In un’epoca che richiede ai giovani ritmi prestazionali sempre più elevati e un’apparente perfezione, Pinocchio rivendica il diritto di sbagliare, cadere e rialzarsi.

Le insidie della società (e del “Paese dei Balocchi”): Il Lucignolo moderno e il Mangiafoco contemporaneo cambiano forma ma non sostanza. Il Paese dei Balocchi rappresenta la tentazione della gratificazione istantanea e del divertimento privo di sforzo — un’analogia ideale per analizzare la dipendenza da schermo o l’illusione di scorciatoie facili nella vita quotidiana.

La figura di Geppetto e la fragilità genitoriale: Geppetto non è il genitore ideale, ma il genitore reale: povero, imperfetto, pronto a vendere la propria casacca al gelo pur di comprare un abbecedario a quel figlio sconsiderato. Racconta l’amore incondizionato e la fatica dell’educare.

Cosa insegna l’opera di Collodi?

L’insegnamento di Collodi non è mai un catechismo noioso, ma una pedagogia dell’esperienza.

La libertà ha un costo ed è responsabilità: Pinocchio desidera essere libero dai vincoli materiali ed educativi, ma scopre a sue spese che la mancanza di regole non porta alla libertà, bensì alla schiavitù (diventare un ciuchino al servizio di altri).

Il valore trasformativo del lavoro e dello studio: La metamorfosi finale da burattino di legno a ragazzo in carne ed ossa non avviene per una magia della Fata Turchina, ma solo quando Pinocchio sceglie liberamente di prendersi cura di Geppetto lavorando e studiando.

La voce della coscienza (il Grillo Parlante): la coscienza non è qualcosa di esterno che impone, ma una voce interiore che spesso risulta scomoda. Sbagliare fa parte del percorso, ma ascoltare la propria voce critica è ciò che distingue la materia inerte da una persona consapevole.  

Pinocchio di fronte alle Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo

Se si analizza l’opera di Collodi alla luce dei quadri normativi ed educativi attuali della scuola italiana (le Indicazioni Nazionali per il curricolo e le recenti linee guida ministeriali su competenze chiave, Educazione Civica e Sviluppo Tecnologico), si nota una convergenza sorprendente:

1. Educazione Civica e Cittadinanza Consapevole

Le Indicazioni Nazionali pongono al centro della scuola la formazione del cittadino. Pinocchio è una metafora perfetta del passaggio dallo stato di natura ed egoismo (il burattino mosso dai fili dell’impulso) alla cittadinanza attiva (il giovane che si fa carico del bene comune e della propria famiglia). 

2. Cittadinanza Digitale e Prevenzione dei Rischi (Il Gatto e la Volpe)

I percorsi di educazione ai media e alla sicurezza in rete trovano in Pinocchio una chiave d’accesso straordinaria. Il Campo dei Miracoli, dove il Gatto e la Volpe convincono il burattino a sotterrare le monete d’oro per vederle moltiplicare, è il perfetto equivalente letterario del phishing, delle truffe online, delle fake news o del cyberbullismo. Usare questo episodio in classe permette agli alunni di riflettere sul pensiero critico e sulle lusinghe del web. 

3. Competenze Emotive e Inclusione (SEL – Social Emotional Learning)

Le nuove indicazioni promuovono l’attenzione alla persona e all’inclusione. Pinocchio insegna a gestire la frustrazione, la rabbia, l’errore e il senso di colpa. L’accoglienza di un burattino “diverso” in un mondo di carne ed ossa stimola le classi ad affinare l’empatia e a considerare la diversità come punto di partenza per una crescita condivisa.

Centoventi capitoli di storia e duecento anni dalla nascita del suo autore non hanno scalfito il tronco di quel “pezzo di legno”. Carlo Collodi non ha creato una storia morale per reprimere l’infanzia, ma uno specchio in cui ogni generazione può riconoscere le proprie cadute e il proprio e immenso potenziale di riscatto.

Segue una proposta strutturata di Unità Didattica di Apprendimento (UDA) interdisciplinare, pensata per la scuola primari, che trasforma Pinocchio in una palestra educativa d’attualità.

“Coltivare Pensieri, Non Monete”

Dall’errore di Pinocchio alla cittadinanza consapevole e digitale

Destinatari: Scuola Primaria (classi IV-V)
Durata: 15-20 ore (sviluppabile nell’arco di un mese)
Discipline coinvolte: Italiano, Educazione Civica, Tecnologia/Informatica, Arte e Immagine

1. Competenze Chiave Europee di Riferimento

Competenza alfabetica funzionale: Comprendere, analizzare e rielaborare testi della tradizione letteraria.

Competenza digitale: Navigare in rete in modo sicuro, riconoscere inganni, truffe e fake news.

Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare: Gestire le emozioni, imparare dagli errori e sviluppare il pensiero critico.

Competenza in materia di cittadinanza: Comprendere il valore delle regole, della responsabilità e del rispetto reciproco.

2. Articolazione delle attività per fasi

Fase 1: Il Campo dei Miracoli e le “Sirene” della Rete (Italiano & Educazione Civica)

Lettura e Analisi: Lettura dell’episodio dell’incontro tra Pinocchio, il Gatto e la Volpe e la truffa del Campo dei Miracoli.
Discussione guidata: Quali sono i “Campi dei Miracoli” di oggi? Riflessione su promesse irrealistiche online (es. “hai vinto uno smartphone”, guadagni facili sul web, sfide virali pericolose).

Attività pratico-riflessiva: Creazione di un “Decalogo Anti-Gatto e Volpe”: quali regole seguire prima di fidarsi di una promessa o di un messaggio sconosciuto in rete?

Fase 2: Il Paese dei Balocchi e il Valore del Tempo (Italiano, Tecnologia & Filosofia per Bambini)

Lettura e Analisi: L’arrivo di Pinocchio e Lucignolo nel Paese dei Balocchi e la trasformazione in ciuchini.

Analisi dei Media: Confronto tra il Paese dei Balocchi e il tempo trascorso davanti ai dispositivi elettronici (smartphone, videogiochi, social network).

Laboratorio “Il Mio Tempo”: Creazione di una tabella di autoconsapevolezza sul tempo giornaliero suddiviso tra gioco, schermo, studio, relazioni e riposo, per comprendere il valore dell’equilibrio.

Fase 3: Il Grillo parlante e la gestione dell’impulso (Competenze Socio-Emotive)

Analisi del personaggio: Perché Pinocchio lancia il martello contro il Grillo Parlante? La reazione alla frustrazione e alla regola.

Role-playing e drammatizzazione: Messa in scena di brevi situazioni quotidiane in cui i bambini affrontano un “consiglio scomodo” (dai genitori, dagli insegnanti, dagli amici) e ricerca di risposte costruttive anziché impulsive.

3. Prodotto finale consigliato

A seconda delle preferenze della classe, è possibile scegliere una delle seguenti opzioni:

Opzione A: Guida Digitale Un piccolo e-book o volantino intitolato “Guida di sopravvivenza per burattini digitali”, curato dagli studenti con consigli pratici di sicurezza in rete.

Opzione B: Podcast / Radiodramma Registrazione di un podcast di classe con interviste simulate ai personaggi (es. “Processo al Gatto e alla Volpe” o “Intervista a Pinocchio divento adulto”).

Opzione C: Fumetto o Cartellone Realizzazione di una storia a fumetti in cui Pinocchio si trova ad affrontare le insidie della società moderna (phishing, cyberbullismo, notizie false).

Opzione D: Scrittura e creatività (“A modo mio”):

Riscrittura creativa: Proporre un’attività in linea con il metodo del libro Cosmo: leggo e scrivo a modo mio, del tipo: “Come finirebbe la storia se Pinocchio non avesse creduto al Gatto e la Volpe?” oppure “Inventa una bugia innocente e trasformala in una magia”. 

Recapiti
Andrea Padovan