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Come usare chatgpt per mettere in discussione le tue idee (e migliorarle davvero)
Perché l’intelligenza artificiale non deve solo darti ragione. E come trasformarla nel tuo miglior sparring partner creativo.
Quando l’AI ti dice sempre “Hai ragione”
Hai mai chiesto a ChatGPT se la tua idea fosse buona… e ti ha risposto con entusiasmo?
Succede praticamente sempre. Il problema? A volte la tua idea fa davvero schifo. Solo che l’AI non te lo dice. Non è un bug. È una feature.
Le AI generative – come quelle di OpenAI, Anthropic, Google o Meta – sono progettate per non contraddirti. Questo perché sono addestrate con una tecnica chiamata RLHF (Reinforcement Learning from Human Feedback), pensata per rendere le interazioni più piacevoli e meno conflittuali.
In parole povere: se ChatGPT ti dicesse costantemente che stai sbagliando, probabilmente non lo useresti più.
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Il vero rischio per chi usa l’AI per lavorare (davvero)
Questo approccio funziona per rispondere a una domanda di cultura generale o scrivere un testo in tono gentile. Ma se usi l’AI per:
- fare brainstorming
- validare un’idea
- creare contenuti originali
- valutare decisioni complesse
…quel continuo annuire può diventare pericoloso.
Ti espone a un bias di conferma continuo. Ogni tua idea sembra sensata, ogni contenuto “già buono”, ogni strategia “perfetta così”.
Ma il lavoro serio – quello che ha impatto – nasce dal conflitto costruttivo, dalle idee messe in discussione, dai punti deboli evidenziati.
3 strategie per usare GPT in modo divergente
Se vuoi trasformare l’AI da cheerleader a sparring partner, ecco tre tecniche pratiche e immediate da adottare oggi stesso.
1. Dai istruzioni che favoriscano il dissenso
Invece di chiedere: “Che ne pensi di questa idea?”
Chiedi:
- “Quali sono i principali rischi o debolezze?”
- “Fammi un’analisi SWOT con particolare focus sui punti critici.”
- “Sfida questa proposta come farebbe un competitor esperto e spietato.”
L’AI è educata per default. Se vuoi che ti contraddica, devi esplicitamente chiederlo.
2. Non fidarti mai della prima risposta
Il primo output è quasi sempre “safe”, cioè prudente e accomodante.
Itera con richieste come:
- “Ora rispondi come un esperto con 20 anni di esperienza.”
- “Riscrivilo con un approccio più critico e scettico.”
- “Trova un controargomento per ogni punto che hai scritto.”
Le iterazioni sono il vero valore aggiunto. Più scavi, più tiri fuori insight utili.
3. Attiva la tecnica del “Panel di esperti”
Questo è il trucco più potente di tutti. Invece di chiedere un’opinione singola, simula un panel multidisciplinare.
Esempio:
“Fai intervenire un team virtuale composto da un esperto di marketing, un avvocato, un investitore e un cliente finale. Ognuno analizza l’idea dal proprio punto di vista.”
Perché funziona:
- simula un vero brainstorming
- evita risposte unilaterali
- ti obbliga a confrontarti con punti di vista divergenti.
Inserisci sempre un “consulente avverso” nel gruppo. Un esperto che ha il solo compito di trovare punti deboli alla tua idea.
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Prompt pronti all’uso (copiali e inizia subito a sperimentarli)
Prompt 1 – “Critica la mia idea”
Analizza criticamente la seguente idea: [inserisci idea].
Elenca tutti i possibili punti deboli, rischi, contraddizioni.
Sii onesto, diretto e non accomodante.
Prompt 2 – “Itera da più punti di vista”
Riscrivi la risposta precedente dal punto di vista di un investitore scettico.
Trova almeno 3 motivi per cui potrebbe non funzionare.
Poi proponi alternative migliorative.
Prompt 3 – “Panel di esperti”
Rianalizza tutta l’interazione avuta finora.
Crea un panel di 5 esperti (scegli i più adatti al mio obiettivo) e fai analizzare a ciascuno il tema da una prospettiva diversa.
Ognuno deve fare una valutazione approfondita e, in chiusura, farmi una domanda per migliorare il contesto.
Infine, chiedi al panel di confrontarsi tra loro e aggiornare le analisi.
Il futuro dell’AI è collaborativo (ma critico)
Il prossimo passo dell’AI generativa non è essere più veloce o più simile a un umano. È diventare un compagno critico di pensiero, in grado di sfidarci, farci dubitare e migliorare il nostro modo di ragionare.
Ma per ottenere questo, serve una cultura d’uso consapevole. Serve sapere cosa chiedere, come chiederlo, e quando insistere.
Se vuoi ottenere valore vero, fatti dire quando sbagli
ChatGPT non è un oracolo. È un riflesso di come lo usi. Se lo interroghi in modo superficiale, ti darà risposte superficiali. Se lo alleni come un partner critico, ti aiuterà a fare un salto di qualità nel tuo lavoro.
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