Metadonors: tecnologia e cuore nel fundraising

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Voi vi rivolgete soprattutto al Terzo Settore. Avete proposte anche per il mondo delle imprese?

Mi piace molto il termine “imprese”: richiama il concetto rinascimentale elaborato da Paolo Giovio, vescovo e umanista, in cui l’impresa era un simbolo – l’unione di immagine e motto – che rappresentava un ideale.

Anche oggi possiamo leggerla così: come un atto libero e responsabile, orientato a uno scopo grande, spesso con fatica e rischio.

Sono convinto che le aziende, o meglio, le Imprese abbiano – e avranno sempre di più – un ruolo chiave nella costruzione di una società che dovrebbe mettere al centro le persone e le comunità. È il tempo di una nuova alleanza tra imprese e Terzo Settore: un luogo di incontro e scambio, dove si può imparare gli uni dagli altri, con ascolto e rispetto.

Per questo abbiamo sviluppato una linea di servizi e piattaforme pensate proprio per favorire il dialogo tra questi due mondi. Un esempio concreto è ESG-CONNECT, un incontro di scambio e incontro tra tutti coloro che generano imparto (e che avrá la sua prossima data il 5febbraio 2026, nella splendida cornice del Palazzo di Varignana (Bologna). Tutte le info per partecipare su: https://fx.metadonors.it

 Il Meeting di Rimini rappresenta, a mio avviso, l’essenza stessa del fundraising: è fatto di relazioni vive, di incontri tra persone, esperienze, visioni.

Il fundraising non è -solo- un insieme di tecniche, ma nasce da una consapevolezza più profonda: è nella relazione con gli altri che l’essere umano si realizza, ed è solo grazie a queste relazioni che può nascere qualcosa di nuovo e condiviso.

Uno spazio come il Meeting ci ricorda che ogni vera trasformazione parte dall’incontro. Senza relazione non c’è fiducia, e senza fiducia non esiste dono.

Recapiti
Filomena Armentano