Stop agli sprechi alimentari e tessili: le nuove regole UE per aziende e consumatori - U.Di.Con Unione per la Difesa dei Consumatori

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Ogni anno in Europa, un cittadino spreca circa 132 kg di cibo genera e 12 kg di rifiuti tessili all’anno. Non solo buttiamo via cibo ancora commestibile, ma anche tonnellate di vestiti  in buone condizioni e mai indossati. Si tratta di uno spreco di risorse e di un colpo all’ambiente e alla nostra coscienza. Con un comunicato stampa del 09/09/25, il Parlamento europeo annuncia in via definitiva la revisione della Direttiva quadro sui rifiuti (WFD) del 2008, con nuove norme proprio per ridurre i rifiuti alimentari e tessili in tutti i Paesi. L’obiettivo? Produrre meno sprechi, riciclare di più e responsabilizzare chi immette prodotti sul mercato.

Cosa prevedono i nuovi obiettivi anti-spreco (food)

La direttiva stabilisce obiettivi vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari da raggiungere a livello nazionale entro il 31 dicembre 2030: il 10% per la produzione e la trasformazione alimentare e il 30% pro capite per i rifiuti provenienti dal commercio al dettaglio, dai ristoranti, dai servizi di ristorazione e dai nuclei domestici. Gli obiettivi saranno calcolati sulla media annua 2021-2023.

Rifiuti tessili, i produttori (anche e-commerce) copriranno i costi

Con le nuove norme europee, cambia il modo in cui l’industria tessile dovrà gestire i propri rifiuti. I produttori che immettono tessili sul mercato dell’UE saranno obbligati a coprire i costi di raccolta, selezione e riciclo dei prodotti una volta diventati rifiuti. Da istituire in ciascuno Stato membro entro 30 mesi dall’entrata in vigore della direttiva. La particolarità di questa misura è che si applica a tutti i produttori, anche a quelli che vendono tramite e-commerce. Nessuno escluso. Le nuove regole riguarderanno abbigliamento e accessori, cappelli, calzature, coperte, tende, biancheria da letto e da cucina. Infine, nel determinare i contributi finanziari per sostenere i produttori, gli Stati membri dovranno considerare le pratiche di ultra-fast fashion e fast fashion.

Cosa possiamo fare noi?

Le leggi sono fondamentali, ma anche le scelte quotidiane dei cittadini fanno la differenza. Udicon porta avanti progetti europei (Preventia) e nuovi progetti nazionali 5R-evolution e Cable, con l’obiettivo di garantire modelli sostenibili di produzione e consumo. Attraverso attività di informazione, sensibilizzazione e supporto pratico, Udicon cerca di rendere la quotidianità più sostenibile, incoraggiando i cittadini a praticare alcuni gesti concreti per ridurre il nostro impatto ambientale.

Per maggiori informazioni sull’argomento dell’articolo, con il progetto CIRCE ci siamo concentrati sul tema dello spreco alimentare.

Fonte: Parlamento Europeo; Economia Circolare

Foto: Adobe 

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