La longevità è un obiettivo che abbiamo finalmente raggiunto: ecco cosa fare per diventare ultracentenario!
Il tema longevity è sulla bocca di tutti: dai ricercatori, ai personal trainer fino ai capi di stato, chiunque vuole sapere come vivere aggiungere anni alla vita (ma anche vita agli anni).
Ecco tutto quello che (non) ti dicono!
PS. Se hai dubbi o domande scrivimi all’indirizzo mail danieldragomir8@gmail.com e seguimi su Instagram
Cosa significa longevità?
Il termine longevità deriva dal latino longaevĭtas, che significa “di lunga vita” .
Oggi l’aspettativa di vita è quasi raddoppiata rispetto a un secolo fa, segno dei grandi progressi compiuti nel campo della medicina e della tecnologia.
Tuttavia, anche se viviamo più a lungo, non tutti questi anni sono in buona salute.
Gli anni “guadagnati” spesso non sono anni pieni di energia e benessere, e questo ci porta a riflettere: è meglio aggiungere giorni alla vita o vita ai giorni?
Se vuoi raggiungere entrambi gli obiettivi, devi capire che la qualità della vita conta tanto quanto la quantità.
Non serve vivere più a lungo se lo si fa in modo passivo o con continui problemi di salute.
Una recente notizia ha lodato il nostro Paese perché viviamo in media 2 anni e mezzo in più rispetto al resto d’Europa.
Ma nessuno ti dice che la nostra speranza di vita in salute resta ferma a 59 anni.
Questo significa che, negli ultimi 25–26 anni della nostra vita, molte persone convivono con disturbi cronici o limitazioni fisiche.
Secondo l’AIFA, ogni cittadino rischia di spendere fino a 776 € l’anno in farmaci, che spesso coprono i sintomi senza risolvere le cause, generando anche effetti collaterali indesiderati .
Eppure, se guardiamo alla storia, scopriamo che la speranza di vita umana per millenni è rimasta tra i 25 e i 35 anni.
Solo negli ultimi due secoli, grazie ai progressi tecnico-scientifici, l’età media globale è passata da 32 a oltre 72 anni .
Va però ricordato che i nostri antenati non morivano tutti “giovani”: il dato medio era abbassato dall’alta mortalità infantile.
Ricordiamo che chi superava le malattie e i pericoli dei primi anni di vita spesso arrivava tranquillamente a 70 anni anche in passato.
Cosa dice la scienza della longevità?
Il futuro della longevità è oggi.
Se impariamo a seguire le linee guida scientifiche e i consigli forniti da fonti autorevoli come l’OMS, possiamo davvero garantirci una longevità sana e duratura.
Sfatiamo un mito : “I medici e le case farmaceutiche ci vogliono malati”.
In realtà, i fatti dimostrano il contrario.
Alcune malattie sono state completamente eliminate, come il vaiolo (eradicato dal 1980) e la poliomielite, oggi quasi scomparsa.
Inoltre, oltre il 75% delle prescrizioni nei Paesi OCSE riguarda farmaci generici a basso costo, non costosi trattamenti “a vita”.
Se davvero qualcuno volesse tenerci malati, non esisterebbero campagne di prevenzione, consigli sull’attività fisica o linee guida alimentari per restare in salute.
Il problema non è la mancanza di informazioni… ma la mancanza di azione! ⚡
L’OMS raccomanda di consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, pari a circa 400 grammi.
Non è un obiettivo impossibile:
1) una mela a metà mattina,
2) un’insalata a pranzo,
3) un contorno di verdure a cena,
4) e magari un frutto nel pomeriggio.
Eppure, solo il 7% degli italiani raggiunge davvero questa quota quotidiana (dato ISS – sistema di sorveglianza PASSI, 2023).
Anche sul fronte del movimento, la situazione non è migliore: secondo l’Istituto Superiore di Sanità (2022-2023), oltre la metà della popolazione adulta (51,7%) è sedentaria o solo parzialmente attiva.
Solo il 48,3% è realmente attivo, cioè pratica almeno 30 minuti di attività moderata per 5 giorni a settimana o 20 minuti di attività intensa per 3 giorni.
La verità è semplice: la longevità non va trovata, va applicata.
Abbiamo già tutte le chiavi per vivere più a lungo e meglio — dobbiamo solo iniziare ad aprire le porte giuste.
I 9 segreti della longevità
Le Zone Blu sono quelle aree del mondo dove le persone vivono più a lungo e in salute .
Studi hanno rivelato che, nonostante siano distanti tra loro, condividono nove abitudini comuni, chiamate “Power 9”, che sembrano essere il segreto della loro longevità.
Quali sono?
Uno dei fattori principali è muoversi naturalmente ogni giorno.
Gli abitanti delle Zone Blu non fanno necessariamente palestra, ma mantengono uno stile di vita attivo, lavorando nei campi o camminando spesso.
Avere uno scopo nella vita è un altro elemento chiave. Sapere perché ci si alza la mattina dona energia e motivazione, influenzando positivamente sia la mente che il corpo .
Anche ridurre lo stress fa la differenza. Che sia attraverso rituali rilassanti o vivendo in ambienti tranquilli, la calma è una costante nelle loro giornate .
La regola dell’80% è semplice ma potente: smettere di mangiare prima di essere completamente pieni ️. Questo evita eccessi e aiuta a mantenere un peso equilibrato.
La loro dieta è prevalentemente vegetale, con tante verdure, legumi e poca carne . Un’alimentazione ricca di nutrienti ma povera di grassi saturi contribuisce a una salute migliore.
Bere alcol con moderazione (o meglio evitarlo proprio) è sicuramente un punto importante. Ricordiamo che l’alcol è cancerogeno (si, anche se bevi vini super costosi).
L’appartenenza a una comunità, spesso religiosa, crea un senso di connessione e supporto . Anche la famiglia è al centro della loro vita, rafforzando legami e sicurezza emotiva.
Infine, vivere in un ambiente che promuove comportamenti sani fa sì che le buone abitudini siano condivise e incoraggiate tra tutti .
Contrariamente a quanto si pensava, la genetica influisce solo per il 20% sulla longevità, mentre l’80% dipende dallo stile di vita.
Ecco perchè non devi trovare scuse!
Di fronte a questi dati, la prima obiezione che spesso viene sollevata è che, vivendo più a lungo, sia inevitabile ammalarsi di qualcosa.
Ciò che appare però davvero inquietante è il crescente numero di tumori in età giovanile .
In passato questi casi erano talmente rari da essere riportati come episodi eccezionali nella letteratura scientifica.
Oggi, invece, ogni oncologo incontra regolarmente pazienti giovani e giovanissimi, senza che la cosa sorprenda più di tanto.
Alcuni sostengono che l’aumento delle diagnosi sia solo apparente e dovuto a migliori capacità diagnostiche.
Invece la conferma del contrario arriva dalle popolazioni che vivono ancora in condizioni preindustriali, dove, pur con le attuali possibilità diagnostiche, queste malattie risultano quasi assenti.
All’estremo opposto, troviamo gli ultracentenari in salute straordinaria: persone che raggiungono i 100 anni e oltre mantenendo indipendenza, lucidità e vitalità, con scarso ricorso a farmaci o ospedalizzazioni.
Questi individui restano in salute fino agli ultimi giorni, senza sviluppare tumori o malattie cardiovascolari.
Purtroppo, nella società contemporanea – soprattutto nei paesi occidentali – rappresentano eccezioni rare.
Molti tendono a ridurre l’importanza dello stile di vita, attribuendo le malattie croniche esclusivamente ai geni.
Ma i dati storici smentiscono chiaramente questa idea:
→ 50-100 anni sono un arco di tempo troppo breve perché il patrimonio genetico di una popolazione cambi in modo significativo
→ I geni del secolo scorso sono identici a quelli attuali
→ Eppure oggi ci ammaliamo molto di più
La genetica può aumentare il rischio, ma non è una condanna. Al contrario, è un motivo in più per adottare abitudini di vita corrette che possono compensare eventuali predisposizioni.
I geni possono essere paragonati alle carte distribuite all’inizio di una partita : forse non sempre favorevoli, ma il risultato finale dipende da come decidiamo di giocarle.
Facciamo un test super veloce!
L’obiettivo di una vita longeva è individuare un buon equilibrio tra l’accettazione del passato che non tornerà, e la proiezione verso un futuro che puoi essere sempre tu a costruire.
Il modo migliore per fare ciò è partire da te stesso con un’auto-analisi attraverso 8 semplici ma essenziali domande: una volta completate, avrai 90 giorni di tempo per raggiungere il tuo obiettivo.
| Domande | Punteggio (0-10) | Obiettivo |
| Quanto è importante per me la mia salute? | Arrivare al punteggio 10 entro 90 giorni | |
| Quanto credo che la salute sia sinonimo di libertà? | Arrivare al punteggio 10 entro 90 giorni | |
| Quanto piacere percepisco nel pensare a vivere in modo sano? | Spostare di 2-3 punti più in alto il punteggio | |
| Quanto riesco a interpretare il termine “salute” come qualcosa che desidero davvero nella vita? | Arrivare al punteggio 10 entro 90 giorni | |
| Quanto mi impegno attivamente per mantenere e potenziare la mia salute? | Spostare di 2-3 punti più in alto il punteggio | |
| Quanto mi impegno in termini di tempo per proteggere la mia salute? | Spostare di 2-3 punti più in alto il punteggio | |
| Quanto mi aspetto di essere sano, attivo e forte tra 10-20 anni? | Spostare di 3-4 punti più in alto il punteggio | |
| Quanto investo per proteggere la mia salute e longevità? | Spostare di 3-4 punti più in alto il punteggio |
Essere in forma è difficile, ma non esserlo è più difficile…mangiare sano è costoso, ma curare le malattie è più costoso.
Non avere paura di investire del denaro per un abbonamento in palestra, una dieta dal nutrizionista oppure un valido video-corso online, perchè sono tutti soldi che ritornano in termini di felicità, vitalità e longevità.
Il caso studio
Recentemente ho avuto l’opportunità di seguire, come personal trainer, un atleta master di 47 anni insieme al team di nutrizionisti coordinato dal mio collega Umberto Miletto.
Cristian – così si chiama – è ancora oggi mio allievo e rappresenta un chiaro esempio di come si possa continuare a migliorare anche dopo i 40 anni.
Dati principali:
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Età: 47 anni
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Peso: 79 kg (obiettivo 75 kg)
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Altezza: 178 cm
Il programma di allenamento è stato strutturato sia per il lavoro in palestra sia per quello a casa.
In totale svolge 4-5 sessioni settimanali da circa 50 minuti, di cui due in palestra con focus su macchinari ed esercizi di base e il resto a casa con manubri, elastici, sbarra e parallele.