Consumi nominali record, ma i volumi reali crollano: l’analisi del Centro Studi sulla crisi del potere d’acquisto.
ROMA – Il Centro Studi di Federcontribuenti lancia l’allarme: dietro il dato record di 28 miliardi di euro spesi per le festività natalizie si cela una realtà di erosione del risparmio e indebitamento forzoso. Sebbene la spesa nominale sia in aumento, il potere d’acquisto reale degli italiani è ai minimi storici, con un carrello della spesa che costa il 25% in più rispetto al 2021.
Analisi Comparativa 2023-2025: Il paradosso dei numeri
I dati raccolti mostrano una forbice sempre più ampia tra il valore monetario e la quantità effettiva di beni acquistati. Siamo di fronte a un fenomeno di “gonfiamento” dei prezzi che non corrisponde a un reale benessere.
| Anno | Spesa Media (Nominale) | Tendenza Volumi | Contesto Economico |
| 2023 | €800 – €850 | Calo prodotti ricorrenza (-6%) | Picco inflazione energetica |
| 2024 | ~ €920 | Stabilità precaria | Inflazione largo consumo (+1,9%) |
| 2025 | €964 – €1.085 | Calo beni durevoli (-2,4%) | Prezzi alimentari +25% vs 2021 |
Il “Freno Fiscale”: 5 milioni di cartelle sotto l’albero
A pesare drasticamente sulle festività è stato l’invio massiccio di circa 5 milioni di cartelle esattoriali a ridosso di dicembre. Questa manovra ha agito da deterrente psicologico e materiale.
Secondo i dati Istat di fine novembre, la fiducia dei consumatori è crollata proprio a causa del peggioramento dei bilanci familiari. Molte famiglie sono state costrette a dirottare la tredicesima dal consumo al saldo dei debiti con l’erario, trasformando la gratifica natalizia in un mero passaggio di denaro verso lo Stato.
La Nuova Normalità: Un Natale “a rate”
L’analisi di Federcontribuenti evidenzia un dato sociale allarmante: il Natale non è più sostenibile con il solo reddito corrente. Si sta scivolando verso un indebitamento strutturale per le spese quotidiane.
Boom del BNPL (Buy Now Pay Later): Circa il 18% dei regali è stato pagato con formule di dilazione immediata.
Ricorso ai Prestiti: 800.000 italiani (il 12% di chi ha acquistato regali) ha contratto un finanziamento specifico.
Famiglie in sofferenza: Si stima che 1 famiglia su 3 sia ricorsa a prestiti, BNPL o sconfinamenti di conto corrente per mantenere gli standard dei regali.
“Il debito non serve più solo per l’auto o la casa, ma per coprire cene e doni: un segnale inequivocabile di erosione della tenuta economica delle famiglie.”
Polarizzazione e Contrazione Reale
Mentre i “media ottimisti” celebrano la crescita della spesa, Federcontribuenti pone l’accento sulla contrazione dei volumi:
Beni Durevoli in picchiata: Elettronica e arredamento segnano un -2,4%, scivolando a 77 miliardi complessivi.
Rinunce sociali: Il 67% degli italiani passerà il Natale a casa, rinunciando a viaggi e ristorazione fuori porta.
Spesa Alimentare: Nonostante l’inflazione generale all’1,1%, i prezzi alimentari restano del 2,3% superiori al 2024. In sintesi: si paga di più per avere meno prodotti in tavola.
Le conclusioni del Centro Studi Federcontribuenti
«Siamo di fronte a un’economia di apparenza nominale», dichiara Federcontribuenti. «Gli italiani consumano oltre le proprie possibilità per inerzia sociale o per non accettare il declassamento del proprio tenore di vita. Il valore reale dei regali è crollato del 20% rispetto al potenziale pre-2021.
L’aumento dei consumi è un fenomeno puramente monetario: gli italiani stanno pagando di più per avere di meno, erodendo i risparmi di una vita o, peggio, ipotecando il futuro con il credito al consumo per beni di consumo immediato.»
Ufficio Stampa Federcontribuenti
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