Quando scegli una gara, scegli prima di tutto di fidarti dell’organizzazione. E, soprattutto sulle lunghe distanze, affidi a noi qualcosa di enorme: la tua sicurezza. È una responsabilità che prendiamo molto sul serio. Anche sulle distanze brevi, in misura diversa, nasce lo stesso rapporto: reciproca fiducia e reciproco rispetto.
Per questo vogliamo fermarci un attimo su un punto che spesso passa inosservato.
Alla Corsa della Bora voi non siete “clienti”.
Non state acquistando un prodotto, come un etto di prosciutto dal salumiere. Anche il salumiere, per vendere quel prosciutto, è soggetto a una lista lunghissima di obblighi, regole, controlli e tutele sanitarie. Ma in quel tipo di rapporto il patto è semplice: chi compra paga, chi vende consegna un prodotto conforme. Il salumiere può dirti “mettilo in frigo”, ma una volta uscito dal negozio la responsabilità non è più sua.
In una gara non è così. Per noi la responsabilità resta, e il regolamento esiste prima di tutto per tutelare la vostra sicurezza. Non è un documento “formale”: è una parte concreta della gestione del rischio, della prevenzione e dell’assistenza. E tutela tutti, anche nel senso opposto: tutela l’organizzazione, lo staff e i volontari, perché senza regole chiare non esiste sicurezza, non esiste rispetto e non esiste sport.
Qui non c’è un “cliente” che pretende, ma un concorrente che accetta un patto. Lo dichiari sempre in fase di iscrizione, in modo pieno e senza riserve. Spesso lo si firma e poi non ci si pensa più, ma è proprio quel passaggio che rende possibile la gara: tu ti fidi di noi, e noi dobbiamo poterci fidare di te.
Ecco perché alcune figure e responsabilità legate a un evento sportivo possono, e devono, intervenire quando una persona non ha i requisiti o non ha un comportamento compatibile con una manifestazione. Esattamente come può farlo un medico (salvo pericolo di vita), un avvocato, una guida alpina, o un’organizzazione che ha l’obbligo di proteggere le persone e il contesto in cui operano.
Ogni anno allontaniamo dalla gara una piccola percentuale di persone, circa lo 0,5%. Non perché “non ci piacciono”, ma perché si comportano come “clienti irragionevoli”. Sono quelli che arrivano con frasi o atteggiamenti del tipo “il cliente ha sempre ragione”, “lei non sa chi sono io”, “io pago e voglio”, oppure contestano il regolamento dopo averlo sottoscritto, o mancano di rispetto allo staff e ai volontari.
Qualcuno potrebbe pensare: “Hanno pagato, incassa e taci”. Ma il punto è che il regolamento non è una gentile concessione dell’organizzazione: è la prima tutela della vostra sicurezza. E noi non accetteremo mai che la stupidità di ignorare una regola, di non ascoltare un’indicazione, di agire per arroganza o impulsività, finisca per danneggiare voi, o metta in difficoltà chi deve assistervi.
Siamo una ASD e l’obiettivo non è il profitto. Questo significa una cosa molto semplice: non stiamo qui per “vendere” un servizio al minimo sforzo possibile. Stiamo qui per fare sport, scoprire il territorio e stare insieme secondo valori sani. Accettare qualsiasi comportamento “perché ha pagato” non è pragmatismo: è un modo rapido per rovinare l’evento, il clima, e soprattutto la sicurezza.
E c’è un punto che va detto senza giri di parole: chi si comporta come “cliente che ha sempre ragione” spesso è anche chi, poi, sul territorio e sul percorso, non collabora. Non rispetta i volontari, ignora i controlli, taglia, sporca, contesta decisioni operative, e quando sbaglia strada o commette errori scarica la colpa sull’organizzazione. Insegue l’idea di “medaglia, pacco gara e risultato” come fossero un acquisto garantito.
Questo non è sport. E può essere pericoloso, per chi lo fa e per chi lo deve assistere.
La Corsa della Bora non è così.
A te che partecipi con il giusto spirito diciamo grazie: per la fiducia, per il tempo che ci dedichi, per la fatica sui sentieri, per l’impegno nella preparazione. Grazie anche per il tuo contributo economico, che copre solo una parte dei costi: il resto è lavoro donato da persone che scelgono di esserci per passione.
Ricordati però la cosa essenziale: non sei un cliente, sei un concorrente. E un concorrente rispetta il regolamento e rispetta il personale di gara. Saluta i volontari, sorridi a chi è all’aperto per ore per farti vivere una bella giornata.
Prima di iscriverti a una gara, leggi bene regolamento e materiale obbligatorio, e fai domande se qualcosa non ti è chiaro. Devi partire sereno, con fiducia e con gioia. Allo stesso modo l’organizzazione deve potersi fidare di te: deve sapere che non ignorerai le regole, che non avrai comportamenti irrispettosi, e che non metterai in pericolo te stesso o chi potrebbe doverti soccorrere.
Se durante la gara tratti male un volontario, se insulti, se hai un comportamento aggressivo o irriguardoso, o se rifiuti di rispettare indicazioni e regole, la tua prova finisce in quel momento. Non è durezza: è tutela. Di te, degli altri concorrenti, e di chi lavora per rendere possibile l’evento.
Questo è il patto che rende possibile una gara vera, bella e sicura.
Tommaso de Mottoni – Direttore di Gara